Esplora Sky TG24, Sky Sport, Sky Video
09 aprile 2014

Non solo Diego. Quante vecchie conoscenze in Atlético-Barça

print-icon
die

Diego Ribas, autore del primo gol per l'Atletico Madrid all'andata al Camp Nou, ha giocato una stagione nella Juventus tra il 2009 e il 2010 (Foto Getty)

Nella partita d'andata il gol del momentaneo vantaggio dei colchoneros è stato segnato dall'ex Juventus. Ma il brasiliano non è l'unico con un passato nella nostra Serie A. Da Sanchez a Tiago, l'Italia nella supersfida del Calderón

di Roberto Brambilla

L'Italia in Champions è andata “a casa” un turno fa. Con l'eliminazione del Milan agli ottavi. Ma la Serie A è rimasta nei protagonisti di Atletico Madrid-Barcellona. All'andata Diego ha segnato il super gol che ha portato in vantaggio i colchoneros e Tiago Mendes ha retto insieme a Gabi la mediana dei madrileni. E poi i sostituti Alexis Sanchez nel Barcellona e Josè Ernesto Sosa nei biancorossi, passando per Diego Pablo Simeone. Ecco la sfida delle vecchie conoscenze.


Diego, meteora Juve in biancorosso– Quando al 56' di Barcellona-Atletico Madrid Diego Ribas da Cunha ha sorpreso il portiere blaugrana Pinto con un gran tiro da fuori, qualcuno avrà pensato che si trattasse di un omonimo. Invece il numero 21 dei colchoneros è proprio quello che, dopo lungo corteggiamento, nel maggio 2009 aveva firmato per la Juventus. E in bianconero era rimasto solo una stagione terminata con 44 presenze e 7 gol, qualche lampo (la doppietta all'esordio in A nella vittoria 3-1 contro la Roma all'Olimpico) e molte difficoltà. Poi la cessione al Wolfsburg nell'agosto 2010, squadra da cui Diego è stato prestato due volte all'Atletico, l'ultima nel gennaio 2014, dopo l'ennesimo inizio di stagione difficile con i tedeschi.

Tiago, da riserva all'Europa League -
Una storia simile a quella del brasiliano è quella di Tiago Mendes, 33 anni e un passato tra Benfica, Chelsea, Lione. Società, quest'ultima, da cui arrivò alla Juventus per 14 milioni di euro nel giugno 2007, nel primo anno di A dopo Calciopoli. E a Torino visse due anni e mezzo da incubo. Poco spazio (nella prima stagione gli era preferito Cristiano Zanetti), qualche discreta prestazione e una serie di infortuni, l'ultimo in un Inter-Juventus praticamente mise fine alla sua avventura bianconera. La società torinese lo cedette in prestito nel gennaio 2010 ai colchoneros, squadra con cui negli ultimi 4 anni ha vinto un'Europa League, due Supercoppe Europee e una Copa del Rey.

Sosa, un "principino" per il Cholo – E' arrivato all'Atletico nel mercato di gennaio dal Metalist Kharkiv, espressamente richiesto da Diego Pablo Simeone, con cui vinse all'Estudiantes de la Plata, segnando un gol nello spareggio contro il Boca Juniors, il torneo Apertura 2006. Da quel giorno il Principito è passato, oltre per il Bayern Monaco, per il Napoli. Dove arrivò per 8 milioni di euro nell'estate 2010 e non lasciò tracce (o quasi) Una rete contro il Cesena e 24 presenze da titolare in campionato, di cui solo 7 da titolare e la cessione a fine stagione al Metalist in Ucraina. Da cui a gennaio 2014 si è ricongiunto con il suo vecchio mentore Simeone.

Alexis, un ragazzo “a peso d'oro” - Quello che divide il reparto d'attacco con Messi e Neymar non è un presunto "bidone" e neppure una meteora. Per il Niño Maravilla la Serie A è stata il trampolino di lancio verso il Barcellona. Arrivato all'Udinese dal Cobreloa, dopo essere stato al River Plate, tra il 2008 e il 2011 ha trascinato la squadra ai preliminari di Champions prima di essere ceduto nell'agosto di tre anni fa al Barcellona che sborsò per lui 26 milioni di euro, più i premi. Con i blaugrana è sempre andato in doppia cifra (fino ad ora i gol sono 19) con la perla del pallonetto nel Clasico con il Real nell'ottobre 2013.

Il Cholo, un argentino molto italiano – Anche in panchina sponda Atletico c'è un po' di Serie A. Simeone da giocatore al Pisa, all'Inter e alla Lazio, ha assaggiato la prima panchina in Europa, proprio nella nostra massima serie. Sei mesi, da gennaio a giugno 2011, in cui il Cholo portò il Catania alla salvezza e al record di punti in Serie A, prima di tornare in Argentina al Racing de Avellaneda e andare a dicembre 2011 all'Atletico, squadra con cui aveva vinto da calciatore la Liga e con cui ha costruito un piccolo miracolo.