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24 aprile 2019

Juventus, Lippi: "Per vincere la Champions League servono senso di appartenenza e fortuna"

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L'ex allenatore bianconero è stato l'ultimo a vincere il trofeo con la Juventus: "Fu la prima grande soddisfazione internazionale, poi salimmo sul tetto del mondo perché quei ragazzi si misero a disposizione uno dell'altro. Alla Juve quest'anno è mancata la fortuna"

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La "sua" vittoria in Champions League datata 1996 è stata invocata spesso nell'ultimo mese: sia perché resta l'ultimo trionfo della Juventus nella competizione, sia perché arrivata in una finale contro l'Ajax, che degli uomini di Allegri è stato avversario e giustiziere. E Marcello Lippi - in un'intervista a Radio 2 - è tornato sull'argomento: "Quella fua la prima grande soddisfazione internazionale, arrivata dopo aver rivinto lo scudetto dopo 9 anni e la Coppa Italia. Poi trionfammo in Coppa dei Campioni e successivamente alzammo anche l'Intercontinentale. Cosa serve per vincere la Champions? Grandi giocatori e un grande senso di appartenenza, la voglia mi mettersi ognuno a disposizione degli altri. I miei ragazzi lo fecero, infatti salirono sul tetto del mondo". Poi l'ex Ct azzurro ha parlato anche dell'attualità: "Alla Juve quest'anno è mancata la fortuna di avere i giocatori importanti nel momento decisivo. Prendete Chiellini: è importante quasi quanto Ronaldo, ma con l'Ajax non c'era".

"L'Italia di Mancini mi piace"

Dalla Juve e la Champions all'altro grande affetto del Lippi allenatore: la Nazionale, che ha portato in trionfo nel 2006. "In Italia ci sono tanti giovani bravi, Mancini ha avuto coraggio: li ha chiamati, alcuni anche prima che esordissero in Serie A. Questa Italia mi piace, ci sono tanti ragazzi interessanti". Chiusura sull'esperienza in Cina, conclusasi qualche mese fa: "I cinesi sono un popolo curioso, ma si vive bene. A che punto sono con il calcio? C'è ancora da lavorare, manca la tradizione: i bambini giocano a ping pong, difficile vederne uno che gioca a calcio. Però stanno iniziando a creare i settori giovanili e a praticarlo nelle scuole, migliorando diversi aspetti".

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