Inter-Slavia Praga, le chiavi tattiche della sfida

Champions League

Federico Aquè

La squadra di Antonio Conte esordisce in Champions League affrontando la rivale meno attrezzata del gruppo F, ma lo Slavia potrebbe rivelarsi un avversario più scomodo di quanto si pensa. Diretta esclusiva alle 18.55 su Sky Sport Uno e Sky 252

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Il percorso in Champions League dell’Inter comincia, in teoria, nel modo più favorevole possibile, a San Siro contro la squadra meno attrezzata del gruppo F, lo Slavia Praga. È soltanto la seconda volta che lo Slavia riesce a qualificarsi alla fase a gironi della Champions. L’unico precedente risale a dodici anni fa, in un’edizione in cui i cechi non riuscirono comunque a evitare l’eliminazione alla prima fase. I risultati recenti suggeriscono però che lo Slavia sarà un avversario meno morbido di quanto si può pensare. Da quando sono allenati da Jindrich Trpisovsky, infatti, i biancorossi si sono affermati come la miglior squadra della Repubblica Ceca.

La scorsa stagione lo Slavia ha vinto entrambi i titoli nazionali, la coppa e il campionato ceco, vantando la miglior difesa e il miglior attacco, e in Europa League si è spinto fino ai quarti, venendo eliminato dal Chelsea, che ha poi vinto la competizione. Nella stagione appena iniziata, invece, i biancorossi non hanno ancora perso una partita. Hanno cominciato vincendo la Supercoppa cecoslovacca, organizzata tra i vincitori della coppa nazionale in Repubblica Ceca e in Slovacchia, e poi hanno raggiunto i gironi di Champions vincendo per 1-0 entrambe le partite del playoff col Cluj. In campionato, dopo nove giornate, sono primi con 23 punti, 19 gol fatti e appena 2 subiti.

Lo Slavia è insomma una squadra in forma e con fondamenta molto solide, anche se in estate ha perso alcuni dei giocatori più determinanti nella scorsa stagione: Ngadeu Ngadjui e Deli in difesa, Kral (ceduto allo Spartak Mosca per una cifra record, 12 milioni di euro) e Zmrhal (finito al Brescia) a centrocampo, e poi Miroslav Stoch, secondo miglior marcatore della squadra, con 14 gol, l’anno passato.

L’acquisto più importante è stato Nicolae Stanciu, che nel 2018 ha giocato per un anno con lo Sparta Praga, la più grande rivale dello Slavia. Stanciu può occupare tutte le posizioni offensive, ma di solito viene impiegato da trequartista, con il compito di agevolare la risalita del campo. È soprattutto a lui che tocca abbassarsi a raccogliere la palla dai centrocampisti per trasmetterla in avanti, e questo lo porta a muoversi per tutto il campo, cercando la posizione migliore per far avanzare l’azione. Se riceve negli ultimi metri, Stanciu ha poi la qualità per trovare la giocata decisiva, anche con un’iniziativa individuale.

Quando attacca, lo Slavia è una squadra piuttosto ambiziosa, che non si fa problemi ad alzare contemporaneamente entrambi i terzini, coinvolgendoli nella risalita del campo e utilizzandoli come riferimenti per cambiare il gioco. I biancorossi tendono ad accumulare giocatori nella zona della palla, accentrando gli esterni, e ad attaccare la fascia opposta facendo avanzare il terzino, che spesso si ritrova isolato. In questo modo, ad esempio, è arrivato il gol di Boril (il terzino sinistro) nella sfida di ritorno del playoff di Champions League contro il Cluj, con un’azione iniziata da una rimessa laterale sulla fascia destra e conclusa da Boril sul lato opposto dopo due passaggi che hanno tagliato il campo da una fascia all’altra.

La scelta di occupare l’ampiezza con i terzini porta gli esterni a stringersi nei corridoi centrali, per contribuire allo sviluppo della manovra o andare a occupare l’area. L’accumulo di giocatori in zone avanzate serve ad abbassare le linee avversarie e ad avere diverse opzioni per arrivare subito nella trequarti offensiva. I giocatori coinvolti nella prima costruzione (di solito i due difensori e i due centrocampisti centrali) non impiegano infatti molti passaggi per raggiungere i compagni più avanzati, e anzi tendono ad aprirsi e allontanarsi, diminuendo le possibilità di scambiarsi con insistenza la palla e uscire dalla metà campo palleggiando, per andare in verticale o alzare subito la palla cercando lo spazio alle spalle della difesa avversaria.

slavia praga fase possesso
Come attacca lo Slavia Praga

I due terzini (Boril e Coufal) sono alti a occupare l’ampiezza, i tre giocatori offensivi dietro la punta sono vicini al centro del campo, Kral e Hovorka si sono allargati a sinistra e indirizzano lo sviluppo della manovra da quel lato.

Avanzando soprattutto sulle fasce, l’azione di solito si conclude con una combinazione che porta al cross. La squadra di Trpisovsky è abituata a portare in area molti giocatori, alzando, oltre ai due terzini, anche un centrocampista centrale. E sono proprio i centrocampisti i migliori marcatori dello Slavia: l’anno scorso il capocannoniere è stato Soucek, con 18 gol, in questa stagione il miglior marcatore è un altro centrocampista, Husbauer (5 gol), seguito proprio da Soucek, che ha già segnato 3 reti.

Gli attaccanti devono innanzitutto essere abili a partecipare agli scambi e a favorire gli inserimenti dei compagni creando spazi con i loro movimenti. A inizio stagione da centravanti ha giocato soprattutto Mick van Buren, capace di muoversi su tutto il fronte offensivo e di scambiare la posizione con gli esterni, ma poco lucido nella finalizzazione (finora ha segnato un solo gol), di recente hanno invece trovato spazio Yusuf Helal e Milan Skoda, il capitano e il più esperto, un po’ statico ma con un grande istinto nelle giocate spalle alla porta.

Lo Slavia è una squadra molto organizzata sui calci piazzati e riesce a ricavare diversi gol da queste situazioni. Le palle inattive sono state già fondamentali nei playoff di Champions League contro il Cluj. All’andata il gol decisivo è arrivato con uno schema su un calcio d’angolo che ha permesso a Masopust di tirare al volo da fuori area, al ritorno il gol di Boril ha avuto origine da una rimessa laterale.

Insomma, anche se in teoria è l’avversario più morbido del girone, lo Slavia potrebbe creare più problemi del previsto all’Inter. La squadra di Trpisovsky potrebbe mostrare una versione più prudente del suo gioco, magari tenendo più bassi i terzini e più bloccati i centrocampisti, ma se non dovesse snaturare la sua vocazione offensiva ci sono buone probabilità di vedere una gara aperta, in cui l’Inter avrebbe ampi spazi da attaccare dopo aver recuperato la palla.

Lo Slavia è abituato a portare molti giocatori in zone avanzate, lasciando un centrocampista a presidio al limite dell’area e i due difensori centrali a coprire il resto del campo, e se è vero che con questa strategia potrebbe spingere l’Inter (e in particolare gli esterni del suo 3-5-2) ad abbassarsi più di quanto vorrebbe, un errore in fase di possesso potrebbe regalare ai nerazzurri spazi enormi in cui ripartire. In questo senso sarebbe importante poter contare su Lukaku, non al meglio per un problema alla schiena, che potrebbe essere non solo il riferimento che tiene la palla e fa salire i compagni, ma potrebbe trascinare in avanti la squadra accelerando palla al piede, cercando di ricevere ai lati dei difensori centrali, negli spazi lasciati liberi dai terzini dello Slavia, un compito che ha già svolto con la nazionale belga e nel Manchester United partendo soprattutto da destra.

La difesa dello Slavia tende comunque ad aprirsi anche nelle fasi di possesso più prolungate. Di solito i difensori di Trpisovsky escono con aggressività sull’avversario di riferimento e non si preoccupano più di tanto di tenere la linea, e all’Inter potrebbe quindi bastare poco, una giocata veloce da una fascia all’altra o la ricezione pulita di uno dei giocatori che Conte piazza nei corridoi interni sulla trequarti, per trovare impreparata la difesa avversaria e andare in porta.

Anche se parte ampiamente sfavorito, sarebbe sorprendente se lo Slavia puntasse soltanto a difendersi, rinunciando così all’aggressività e alla mentalità offensiva che modellano il suo gioco. L’Inter ha la qualità e gli strumenti per approfittare delle debolezze della squadra di Trpisovsky, ma servirà comunque una prestazione di alto livello per cominciare la Champions League nel modo migliore.

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