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25 gennaio 2017

Dybala-Pjanic, Milan battuto e Juve in semifinale

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Grazie a un grande primo tempo e ai gol dell'argentino e del bosniaco su punizione la squadra di Allegri batte 2-1 il Milan e si qualifica per la semifinale di Coppa Italia, dove affronterà il Napoli. Non basta a Montella il gol di Bacca nel secondo tempo. Espulso Locatelli, nel finale esordio per Deulofeu

IL TABELLINO DELLA PARTITA

Juventus-Milan 2-1
10’ Dybala, 21’ Pjanic, 53' Bacca

Nei piani di Allegri non doveva essere una vendetta, ma solo una partita da vincere per andare avanti e puntare alla terza Coppa Italia consecutiva. Ebbene, alla fine, questo Juve-Milan è stato entrambe le cose. Perchè l'intentisità, il furore agonistico, la cattiveria che i giocatori bianconeri hanno mostrato soprattutto nel primo tempo, e in parte anche nella ripresa, sono sembrati soprattutto il frutto di una brutale voglia di vendicare la sconfitta di San Siro e soprattutto l'amarezza di Doha, quando Buffon e compagni si sono visti alzare sotto il naso la Supercoppa Italiana da una squadra di ragazzi dalle belle speranze. I più forti siamo noi, senza discussioni. E' sembrato questo il messaggio lanciato da una banda di indemoniati che nel primo tempo ha letteralmente stritolato sotto la morsa della propria esuberanza tecnica e fisica un Milan apparso confuso, spaurito e contratto. I bianconeri sono partiti fortissimo, hanno trovato dopo appena 10 minuti il vantaggio, raddoppiato con Pjanic e impedito ai rossoneri di imbasitre una pur minima reazione. Nessuno scampo, nessun appello. Fino al secondo tempo, almeno, quando la squadra di Allegri è leggermente calata e il Milan ha preso forza dal gol del 2-1 di Bacca. Troppo tardi e forse troppo poco per una squadra che in questa stagione ha spesso abituato a partenze a rilento e incredibili rimonte della ripresa (vedi Sassuolo in casa e Torino fuori, ma non solo). Alla fine, però, l'impressione che resta è quella di una Juve che quando vuole, e soprattutto quando gioca in casa dove in Serie A vince consecutivamente da 27 partite, non lascia nemmeno le speranze delle briciole all'avversario. Un muro, granitico e compatto, sul quale tutte le avversarie che arrivano allo Stadium non possono che schiantarsi. Proprio come successo al Milan, che ora tornerà a casa leccandosi le ferite.

Bianconeri indiavolati - La Juve sembra da subito un animale ferito e voglioso di vendicare le mediocri prestazioni fatte vedere contro il Milan in questa stagione. Il furore agonistico dei bianconeri è impressionante e mette alle corde una squadra che nei piani di Montella doveva soffocare sul nascere la manovra avversaria, con un Bertolacci posizionato alle calcagna di Pjanic per asfissiare sul nascere l'intuito geometrico del bosniaco. Poco male per la squadra di Allegri, che aggira il centro e comincia a macinare gioco sulla fascia sinistra, dove Asamoah sembra aver ritrovato il passo dei tempi migliori. E proprio da quella parte, e non per caso, arriva dopo appena 10 minuti il vantaggio dei padroni di casa. Asamoah sfugge ad Abate e mette in mezzo dove Cuadrado, grazie a un tacco volante, libera Dybala che riesce ad addomesticare il pallone con una magia e metterselo sul destro: botta al volo da 10 metri e Donnarumma è battuto. Stessa porta, diverso piede: in 4 giorni l’argentino colleziona la sua seconda perla personale. Dopo il vantaggio, in fase di non possesso, Allegri preferisce aspettare il palleggio del Milan, comunque sterile, difendendo con una doppia linea a 4, con Cuadrado e Mandzukic che si abbassano ai lati di Pjanic e Khedira. L’intensità e la disponibilità difensiva dei giocatori di Allegri è impressionante e il Milan dinanzi a sé trova un muro contro il quale può solo rimbalzare. Una volta persa palla, poi, ecco che cominciano i guai per i rossoneri. Asamoah è scatenato: prima serve Cuadrado, che in piena area non riesce a controllare, poi si infila tra Kucka e Abate conquistando un calcio di punizione in zona Pjanic. Il bosniaco non si fa pregare, di destro infila l’angolino e dopo 21’ siamo già 2-0 per la Juve.  Altro gol segnato, altra fase difensiva encomiabile per i giocatori di Allegri che, anche quando non hanno la palla, continuano a dominare in maniera quasi irrisoria il Milan. E che per poco non trovano anche il 3-0 con Khedira, fermato in fuorigioco dopo una ribattuta di Donnarumma su una conclusione mancina di Higuain dal centro dell’area. Non c’è proprio partita allo Stadium, il Milan è come fosse un inerme spettatore destinato a logorarsi in un gioco frustrante di possesso infruttuoso e feroci ripartenze bianconere. L’unico pericolo creato arriva a un minuto dal termine del primo tempo, sugli sviluppi di un calcio piazzato, quando Bertolacci e Bacca si ostacolano sul più bello. Troppo poco per il Diavolo. Troppo poco per far male a questa Juve, che si divora il Milan e chiude avanti di due reti un primo tempo a senso unico.

Reazione rossonera - Negli spogliatoi Montella non cambia sistema nè uomini, ma evidentemente si fa sentire con i suoi, perché il Milan comincia la ripresa con un atteggiamento totalmente diverso dal primo tempo, almeno nelle intenzioni. I rossoneri continuano a tenere palla e a rischiare il palleggio anche nella propria area, col passare del tempo conquistano campo e dopo 8 minuti hanno il merito di riaprire la gara. Ci pensa Bacca, che con una gran girata al volo di destro sfrutta la prima palla giocabile avuta, dopo un involontario assist di Khedira che nel tentativo di anticipare Bertolacci serve alla perfezione il colombiano. È il gol che di fatto potrebbe cancellare i primi 45 minuti della partita e riaprire la qualificazione, se non fosse che appena un minuto più tardi Locatelli commette il suo secondo brutto fallo della serata e finisce negli spogliatoi con un rosso. Con un uomo in più la Juve trova nella metà campo rossonera delle vere e proprie praterie nelle quali, a folate sempre più costanti, i bianconeri si infilano senza problemi. Il risultato però rimane sul 2-1, e quindi in bilico, perché per ben due volte nel giro di pochi minuti Mandzukic spreca due ottime occasioni, mandando a lato di testa da posizione molto favorevole. Montella a questo punto mette Pasalic per Abate, con Kucka che scala nella posizione di terzino destro, mentre Allegri chiama in panchina Dybala e inserisce Alex Sandro, ridisegnando la sua Juve con un 4-4-2 dove il brasiliano e Cuadrado fanno gli esterni di centrocampo e Mandzukic va a fare coppia con Higuain in avanti. Mancano 20 minuti alla fine, nonostante tutto il risultato è ancora in bilico e Kucka spaventa i tifosi della Juve con un bolide su punizione che chiama Neto a un difficile intervento. L’aggressività di entrambe le squadre, sommata alla stanchezza che inevitabilmente si accumula, porta a una sfilza di cartellini gialli, ma il Milan non demorde e con le ultime forze prova un assalto finale che porta alla migliore occasione della ripresa. Se la costruisce, ma poi la spreca, Deulofeu, l'ultimo arrivato in casa rossonera, che supera Rugani in velocità dopo ma quando arriva a due metri da Neto non riesce ad angolare a dovere il tiro. Sarebbe stata una punizione forse eccessiva per la Juve, che anche nel secondo tempo, nonostante il calo, ha sprecato veramente troppo e di certo ha meritato alla fine dei 90 minuti di qualificarsi in semifinale. Dove ora la aspetta il Napoli. Altro giro, altra grande partita, altra possibile rivincita sulle due sconfitte patite dalla squadra di Sarri in campionato. Juve permettendo, ovviamente. 

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