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25 aprile 2019

Gasperini: "Abbiamo il diritto di sognare. Champions o vittoria Coppa Italia? Non scelgo"

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L'allenatore riconosce i meriti della Fiorentina e non fissa un obiettivo preciso: "Paura del braccino? Superata stasera, andiamo tranquilli verso il traguardo". Il presidente Percassi: "Vittoria per Mino Favini"

ATALANTA-UDINESE LIVE

L'ATALANTA PIANGE MINO FAVINI: SCOPRITORE DI TALENTI PER OLTRE 20 ANNI

"È una bellissima serata per noi, raggiungiamo un traguardo fantastico e sarà importante vincerla. Però già arrivare alla finale di Roma per noi è tanto. L'abbiamo voluto a tutti i costi, anche faticando perché abbiamo trovato di fronte un'ottima Fiorentina”. Gian Piero Gasperini non ha dubbi: la sua Atalanta ha meritato il ritorno in finale di Coppa Italia a 23 anni dall'ultima volta. Il 2-1 di Bergamo sulla Fiorentina, maturato attraverso la ventiduesima rimonta stagionale di Zapata e compagni, vale la sfida del 15 maggio alla Lazio. Eppure in avvio, complice il gol di Muriel, la Dea aveva tremato: "Non abbiamo adottato la famosa via di mezzo e sul primo gol pur essendo schierati siamo partiti staccati – le parole dell'allenatore alla Rai - lo svantaggio ci ha costretto a giocare con le nostre idee, poi abbiamo costruito e attaccato con continuità. Volevamo vincere a tutti i costi e ci siamo riusciti".

Gasperini: “Quarto posto o vittoria della Coppa Italia? Non scelgo”

A tre giorni dal colpaccio di Napoli, l'Atalanta fa così di nuovo festa. Merito di una vittoria arrivata grazie al centro di Gomez, favorito da un errore di Lafont, e del precedente pareggio realizzato su rigore da Josip Ilicic. Lo sloveno è uscito nel finale con del ghiaccio sul ginocchio: "Contiamo di recuperarlo – spiega Gasperini - lui, Papu e Zapata sono fondamentali in attacco. A questo punto contiamo di non perdere più nessuno. Oggi qualcuno ha pagato la partita di Napoli, giocata lunedì su un campo pesante. I ragazzi oggi vanno solo elogiati, hanno tirato fuori il massimo nelle difficoltà". Quarto posto in campionato con vista sulla Champions League, finale di Coppa Italia in programma tra tre settimane. Per l'allenatore “non si può scegliere un obiettivo, intanto proviamo a far bene in tutte e due". Lunedì si riparte con il campionato: “Ora pensiamo alla partita di Udine – le parole dell'allenatore - dove ci giochiamo qualcosa di importante anche in campionato. Oggi Bergamo vive un momento straordinario, ma occorre anche concretizzare. Paura del braccino? Superata stasera, andiamo tranquilli verso il traguardo. Era una partita delicata, troppo ravvicinata a quella con il Napoli. Abbiamo partite difficili in campionato di qui alla finale di Coppa, ma ora pensiamo alla corsa per il quarto posto. Abbiamo il diritto di giocarci le nostre opportunità".

Percassi: “Traguardo dedicato a Mino Favini”

La prima dedica del presidente dell'Atalanta Antonio Percassi è per Mino Favini, scopritore di talenti nel settore giovanile nerazzurro per oltre 20 anni scomparso due giorni fa. "La prima volta che ho preso la società per quattro anni dal 1990 al 1994 – ricorda Percassi - per prima cosa ho chiesto chi fosse il migliore gestore per i settori giovanili italiani. Mi hanno fatto il nome di Mino Favini ed è bastato un incontro di un'ora per coinvolgerlo nel nostro progetto. Lui rappresenta la storia di una cosa fondamentale per l'Atalanta, un settore giovanile forte". Le emozioni si mescolano alla gioia per la finale: "Siamo contentissimi del lavoro che sta facendo e bisogna fare i complimenti al mister e alla squadra. Abbiamo battuto delle squadre che sembrava impossibile battere. Siamo felicissimi e ora ci prepariamo per la finale". Coronamento di un progetto: "Anno dopo anno, puntiamo a crescere in modo proporzionale per una società di provincia come la nostra. Ad esempio, i conti in ordine ci hanno permesso di comprare Zapata per 26 milioni tenendo il bilancio in attivo". Percassi vola basso quando si parla di obiettivi: "Il primo nostro obiettivo è mantenere la categoria. Quest'anno abbiamo raggiunto la finale di Coppa Italia e siamo quarti alla pari con il Milan. Per me sarebbe già molto importante arrivare in Europa League". L'ultimo pensiero è per i tifosi attesi per la finale di Roma: "Si trasferirà mezza Bergamo. Mi parlano di 20-25 mila tifosi al seguito".

Gomez: “Gruppo spettacolare, finale meritata”

Ha segnato il 2-1, complice anche un infortunio di Lafont, e ha trascinato i suoi con fascia di capitano al braccio. Il Papu Gomez è il volto della felicità: "Il primo obiettivo era arrivare in finale. Ora dobbiamo concentrarci sul campionato, cercare di vincere le partite e chiudere al quarto posto. Poi penseremo anche alla sfida del 15 maggio contro la Lazio – ammette - ultimamente abbiamo preso dei gol all'inizio delle partite, ma la squadra ha sempre la forza per reagire fisicamente e mentalmente”. La rete che spedisce l'Atalanta in finale di Coppa Italia ha una dedica speciale: “È per la famiglia, senza dubbio, e poi per i miei compagni. Da luglio ci stiamo allenando ogni giorno, è un gruppo spettacolare”. Del quale fa parte anche Timothy Castagne, tra i più positivi contro la Fiorentina: "Sappiamo restare dentro la partita e poi rimontare, siamo forti fisicamente e questo ci aiuta. Champions o vittoria della Coppa Italia? Difficile, ma per me se vinci un trofeo fai la storia di una società”.

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