22 ottobre 2015

La Lazio stende in 10 il Rosenborg, il Lech Poznan sorprende la Fiorentina

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Alessandro Matri ha firmato la rete del momentaneo 1-0 della Lazio sul Rosenborg

I biancocelesti, in inferiorità numerica dal 6' per l'espulsione di Mauricio, hanno battuto 3-1 nel gruppo G i norvegesi con i gol di Matri, Felipe Anderson e Candreva. Brutto ko per i viola che cadono 2-1 al Franchi contro i polacchi

LAZIO-ROSENBORG 3-1
28' Matri (L), 54' Felipe Anderson (L), 69' Soderlund (R), 79' Candreva (L).

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Dopo il ko di Reggio Emilia con il Sassuolo Pioli voleva una vittoria. E la vittoria è arrivata. In 10 dal 6’ per l’espulsione di Mauricio, per fallo da ultimo uomo su Skjelvik, i biancocelesti hanno piegato 3-1 il Rosenborg all’Olimpico. Un successo che vale doppio, perché permette alla Lazio, complice il successo del St. Etienne in Ucraina sul Dnipro, anche di prendersi al giro di boa il primato in solitario del Gruppo G di Europa League a quota 7.

Se cercava una reazione, Pioli non poteva chiedere di meglio ai suoi. Certo, il Rosenborg non è una squadra di primissima fascia, ma in 10 contro 11 anche i norvegesi potevano trasformarsi in un avversario particolarmente ostico. Come dimostrano i due pali colpiti nel primo tempo. E invece ci hanno pensato Matri prima, e Felipe Anderson poi a chiudere la pratica Rosenborg.

Il gol al 69’ di Soderlund poteva creare qualche sofferenza in più, ma Candreva, dopo essersi fatto ipnotizzare dagli undici metri da Hansen, ha trovato il primo gol stagionale con il tap-in vincente del 3-1 che ha chiuso di fatto una partita parsa in totale controllo da parte della Lazio, nonostante il rigore parato da Berisha a Soderlund nel recupero. Quel controllo che Pioli vorrebbe trovare anche in trasferta in campionato.

FIORENTINA-LECH POZNAN 1-2

65' Kownacki (L), 81' Gajos (L), 90' Rossi (F).

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La gara contro il Napoli deve aver lasciato più strascichi del previsto. Mentali e forse anche fisici. Paulo Sousa aveva chiesto ai suoi la stessa intensità messa nel match del San Paolo per poter battere il Lech Poznan e mettere al sicuro la qualificazione ai sedicesimi. Così non è stato, la Fiorentina ha perso 2-1 ed ora è costretta a rincorrere il passaggio del turno attraverso difficoltà importanti. Eppure il Lech non sembrava dovesse impensierire più di tanto i viola con il suo ultimo posto nel campionato polacco e un record negativo con le italiane: mai una vittoria nei precedenti 4 incontri.

Come se non bastasse anche l'astinenza da gol nelle coppe da parte dei polacchi, che alla vigilia della partita del Franchi durava da 213', lasciava presagire una serata tranquilla. E invece la squadra di Sousa, con Rossi in campo dal 1', e con qualche cambiamento dovuto al turnover non ha entusiasmato, troppo lenta nel gioco e poco lucida soprattutto nelle scelte offensive. Nel secondo tempo, proprio quando i viola sembravano potessero concretizzare la mole di gioco prodotta è arrivato, in contropiede, il gol del vantaggio polacco con Kownacki, appena entrato, e costretto a uscire per infortunio qualche minuto più tardi.

Nell'ultimo quarto di gara la Fiorentina ha provato ad accelerare e a riversarsi nella metà campo avversaria ma non è riuscita a trovare almeno il pareggio complice anche la giornata di grazia del portiere Buric. E alla fine è arrivata anche la beffa del secondo gol subito da parte di un altro neoentrato, Gajos, che ha di fatto chiuso il match. La consolazione resta il gol di Pepito Rossi che non cambia la sostanza della gara ma permette al giocatore di continuare a ritrovare morale e condizione verso la forma migliore. Con questa sconfitta la Fiorentina scivola all'ultimo posto nel girone con soli 3 punti. Non aiuta la vittoria contro pronostico del Belenenses a Basilea. Giochi, tuttavia, ancora aperti a patto di non commettere altri errori.

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