10 dicembre 2015

Napoli-Legia, scontri tra ultrà: dieci persone fermate

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VIDEO. Dopo i tafferugli notturni tra tifosi azzurri e polacchi, momenti di tensione all'esterno dello stadio dove si èp giocata l'ultima sfida della fase a gironi della squadra di Sarri. Diversi arresti nella notte, una decina di feriti tra le forze dell'ordine e fermi di tifosi del Legia e del Napoli

Sono in tutto dieci, nove napoletani e un bulgaro appartenente a una tifoseria "gemellata" con i napoletani, i tifosi fermati dagli agenti della Polizia di Stato a seguito dei tafferugli avvenuti all'esterno dello stadio San Paolo di Napoli, tra piazzale Tecchio e viale Augusto, prima dell'inizio della partita Napoli-Legia Varsavia. La loro posizione è al vaglio. Diversi i momenti di contatto tra i poliziotti e gli ultras di casa intenzionati a raggiungere il settore ospiti dello stadio all'arrivo dei tifosi  polacchi.

Già nella notte tra mercoledì e giovedì in città c'erano stati dei disordini e i nuovi tafferugli sono scoppiati davanti allo Stadio San Paolo, poco prima dell’afflusso verso l’impianto dove si è giocata Napoli-Legia. Gli scontri sono partiti al momento dell’arrivo di un gruppo di tifosi polacchi al San Paolo. La polizia ha fronteggiato e respinto gli ultrà che cercavano di arrivare nella piazza con un’azione di alleggerimento.


I primi fermati, 5 ultrà azzurri - Cinque ultrà del Napoli sono stati fermati dalla polizia e portati al commissariato San Paolo dopo gli scontri avvenuti in via Giovanni Chiarini. Lì, una cinquantina di ultrà azzurri stava aspettando l'arrivo dei tifosi polacchi. La polizia li ha dispersi con una carica e con il lancio di alcuni lacrimogeni.

 

 

Tre ultrà polacchi arrestati a Roma – Tre tifosi polacchi arrestati sono stati condannati a 3 anni e 1 mese di reclusione. Facevano parte degli oltre duecento tifosi polacchi arrivati in Italia per seguire la propria squadra nella trsferta di Napoli. Gli agenti del Commissariato di Fiumicino e della Polaria li hanno identificati e controllati: 33 di loro sono stati accompagnati negli uffici di polizia perché in evidente stato di ebrezza. Al termine degli accertamenti sono scattati gli arresti. Uno dei capi-ultrà si sarebbe scagliato contro i poliziotti spintonandoli violentemente e lanciando contro di loro alcuni oggetti. A seguito della perquisizione estesa a tutti i bagagli, gli agenti hanno trovato alcuni manganelli telescopici in acciaio lunghi circa 50 cm, un batticarne in metallo e dei passamontagna.

 

Notte di fuoco - Gli scontri pomeridiani seguono quelli della notte tra mercoledì e giovedì. Era partito tutto nel tardo pomeriggio di mercoledì, con un primo contatto tra napoletani e polacchi nella zona di Capodichino. I tafferugli si sono poi estesi a tutta la città. Secondo il bilancio fornito in mattinata dalla Questura, diversi sono stati gli agenti di polizia feriti.

 

 


Un vero arsenale – La polizia ha sequestrato ai tifosi polacchi presenti a Napoli una gran quantità di materiale pericoloso: paradenti, guanti da Kick boxing, spray urticanti ma anche mazze, fumogeni, coltelli. I tifosi del Legia erano, dunque, pronti ad un vero 'corpo a corpo'. Erano in possesso anche di numerosi passamontagna, martelletti frangivetri e di spray lenitivi per i fumogeni.


I reati contestati - Sono rissa aggravata, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni, danneggiamento aggravato, porto abusivo di oggetti atti a offendere.

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