24 novembre 2017

Gasp, che Atalanta! Cristante e non solo: bentornata Dea d'Europa

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Capolavoro dei nerazzurri in Europa League, competizione che li vedrà ancora protagonisti a febbraio dopo il clamoroso 5-1 maturato sul campo dell'Everton. Le scelte vincenti di Gasperini ricalcano quelle della società tra programmazione e lungimiranza: l'evoluzione di Cristante è solo l'ultima conferma maturata a Bergamo

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È la Liverpool dei Beatles, città che ha già cullato il mito targato Fab Four ad accendere il sogno di Bergamo e di una città intera. Ed è stato il tempio di Goodison Park, stadio che vive una storia lunga 125 anni a scrivere una nuova pagina memorabile di questa EuroAtalanta. Può spiegarlo la festa degli oltre 3.000 tifosi nerazzurri, esodo che ha fatto tremare le vecchie tribune in legno dell’impianto dell’Everton. Una nobile (e decaduta) del calcio inglese travolta 5-1 nella notte più magica, degno revival delle imprese di Stromberg e compagni in quella Coppa delle Coppe accarezzata quando la squadra militava in Serie B. Ribalta continentale respirata a distanza di 26 anni, assenza colmata dalla marcia condotta nel nome di Gian Piero Gasperini: è lui l’artefice dell’accesso ai sedicesimi di finale di Europa League, traguardo che contempla ancora il primato nel girone da contendere al Lione il prossimo 7 dicembre a Reggio Emilia ovvero la dimora negli impegni casalinghi in Europa. Ecco, forse l’unico cruccio bergamasco che non dispone dell’Atleti Azzurri d’Italia nelle serate di gala. Poco male, almeno così vi ripeteranno i presenti a Goodison Park e non solo.

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Bergamo Alta con Gasp

"Un risultato storico per tutti, un sogno che si è avverato", ha spiegato nel post partita il presidente Antonio Percassi conscio della portata dell’impresa. Lui come Gasperini, 59 anni e altrettante panchine in nerazzurro dal suo arrivo a Bergamo nel giugno 2016. Un allievo di Galeone come altri allenatori fortunati del calibro di Allegri e Giampaolo, leader che non ha regalato una vittoria in trasferta bensì un clamoroso trionfo: "Dopo il sorteggio c’era già chi ci dava per eliminati. Invece siamo ancora qui, ci saremo anche a febbraio e abbiamo contribuito a innalzare il ranking dell’Italia". Già, una pagina indelebile nella storia dell’Atalanta nonché un’iniezione di fiducia per il calcio nostrano reduce dal fallimento mondiale. E pensare che poco più di un anno fa Gasp rischiava l’esonero complice un avvio in salita: 4 ko in 5 partite, trend iniziale fedele ad un’altra sfortunata parentesi nerazzurra. Lì iniziò invece la scalata bergamasca attraverso l’intoccabile 3-4-1-2 dallo strapotere atletico, dogma alimentato dai giovani terribili lanciati dall’uomo di Grugliasco: Gagliardini, Kessié e Conti che imboccheranno la via di Milano, Freuler e Spinazzola destinati alle Nazionali come l’iconico Papu Gomez inseparabile dal partner Petagna. Al centro di una difesa titanica con Toloi e Masiello, Caldara diventa un promesso sposo della Juventus ad ispirare altri gioielli del vivaio lanciati da Gasperini come Bastoni e Melegoni. La Dea diventa una scheggia impazzita e scrive record inediti a fine stagione: il 4° posto a 72 punti vale il ritorno in Europa, exploit che accende i riflettori sull’organizzazione di una provinciale tra spessore e tradizione.

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EuroCristante da sogno

Se il settore giovanile rappresenta un vanto non solo a livello nazionale, la pianificazione societaria acquista consensi per lungimiranza e strategie mirate. Detto delle cessioni onerose utili a sostenere i costi del vivaio e il restyling dello stadio di proprietà da maggio, l’Atalanta vantava già in casa pedine indispensabili per la causa di Gasperini: escluse new entry come Ilicic, Palomino, Cornelius e Castagne oltre al ritrovato De Roon, i vuoti lasciati da Conti e Kessié sono stati riempiti da Hateboer e Cristante inseriti in rosa dallo scorso gennaio. Impressionante il dinamismo del laterale olandese, addirittura devastante l’ex Milan attraverso il lavoro imposto dal mago nerazzurro abile come pochi ad esaltare il singolo inserito nel collettivo. "Ha qualità e prospettive notevoli - ha ammesso il Gasp -, Bryan è un giocatore in grande evoluzione". Stima comprovata dalla convocazione in Nazionale e dai numeri da centrocampista box-to-box nonché l’ennesimo talento rigenerato a Bergamo, riscattabile dal Benfica a "soli" 4 milioni di euro. Miglior marcatore in squadra con 7 reti segnate in 9 tiri nello specchio, Cristante vanta 10 centri complessivi a Bergamo dei quali ben 7 realizzati di testa grazie agli assist di Gomez. Asse che si è ripetuto a Goodison Park, teatro violato per la prima volta da un’italiana grazie alle scelte vincenti di Gasperini: azzeccati i titolari come le sostituzioni (Gosens e Cornelius), decisioni che hanno consegnato il primo successo esterno in stagione e una dolce trasferta nelle competizioni continentali che mancava dal colpo di Istanbul nel 1990. Un digiuno spezzato dall’Atalanta più bella, Dea d’Europa dall’impresa memorabile. E non è ancora finita.

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