11 dicembre 2017

Europa League, Napoli-Lipsia, Milan-Ludogorets, Atalanta-Dortmund, Lazio-Steaua: le avversarie

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Analizziamo pregi e difetti delle avversarie delle italiane in Europa League: dalla forza offensiva delle tedesche alla tenuta difensiva delle squadre dell'Est. Ecco tutti i segreti da sapere

Il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto, a seconda della prospettiva. Si può considerare così il sorteggio che ha decretato i sedicesimi di finale di Europa League. È andata male al Napoli che, da ‘retrocessa’ dalla Champions, ha pescato il Lipsia, altra formazione arrivata terza nella fase a gironi. Stessa sorte e stessa nazionalità è capitata all’Atalanta che dovrà vedersela con il Borussia Dortmund. Molto meglio invece l’accoppiamento sorteggiato per Lazio e Milan che affronteranno rispettivamente la Steaua Bucarest e il Ludogorets.

Il Lispia di Forsberg

Era difficile per il Napoli aspettarsi un avversario peggiore. Il Lipsia infatti è una delle squadre in rampa di lancio in Bundesliga. Il club, nato nel 2009, ha visto il suo progetto svilupparsi in fretta grazie al sostegno economico e imprenditoriale di un gigante del settore come la Red Bull. In soli sette anni infatti ha scalato le categorie, passando dalla quinta divisione alla massima serie tedesca. La scorsa stagione poi, al debutto in Bundesliga, è riuscito ad offrire il massimo di sé, posizionandosi secondo in classifica, alle spalle del solito Bayern Monaco. Un cammino reso possibile dallo straordinario rendimento della squadra nella sua compattezza e ovviamente dall’abilità di alcune individualità. Su tutti Emil Forsberg, svedese protagonista dell’eliminazione dell’Italia al prossimo Mondiale. Nel 4-4-2 di Hasenhüttl l’ala classe ’91, cercato in estate dal Milan e da altre big d’Europa, svolge un ruolo fondamentale in quanto è l’unico a non dare punti di riferimento all’avversario. La sua velocità e la sua classe sono un toccasana per la finalizzazione di Timo Werner, perno centrale dell’attacco del Lipsia e centravanti del presente e del futuro della Nazionale tedesca. Il problema della giovane punta è che ha difficoltà a giocare in uno stadio ‘rumoroso’. Toccherà quindi ai tifosi del San Paolo essere i primi baluardi a difesa di Reina. Meno incisivo è invece Poulsen, compagno di reparto di Werner. La squadra della Red Bull punta tanto sulla fisicità e potrebbe quindi soffrire il rapido gioco di Sarri, sempre che quest’ultimo riesca a frenare la corsa di Naby Keita, centrocampista completo che a fine stagione raggiungerà il Liverpool di Klopp che, in estate, se lo è già assicurato per 50 milioni. Nel girone di Champions i tedeschi, in un girone apparentemente alla portata, hanno comunque palesato i loro limiti e la loro inesperienza, mentre in campionato stanno confermando il potenziale a disposizione nell’organico di Hasenhüttl.

Il muro giallonero del Dortmund

L’Atalanta è chiamata invece a un altro miracolo per accedere agli ottavi di finale. Dopo aver dominato il girone con Everton e Lione infatti, avrà ora un ostacolo ancora più complicato da affrontare: il Borussia Dortmund. Borussia che ha appena esonerato l’allenatore Peter Bosz dopo l’ultima sconfitta interna contro il Werder Brema. Il cammino dell’ex Ajax era cominciato con la sfortunata sconfitta ai rigori in Supercoppa di Germania contro il Bayern Monaco. La squadra aveva però espresso un ottimo calcio e lo aveva confermato nelle prime giornate di Bundes, con evidenti problemi difensivi sopperiti da un attacco straripante che in estate aveva visto la partenza di Dembelé al Barcellona, sostituito da Yarmolenko. A partire dal 14 ottobre invece le cose sono cominciate a precipitare. Il ko contro il Lipsia ha aperto due mesi di inferno per i gialloneri, in grado di vincere solo una partita di coppa di Germania sul campo del Magdeburg. L’attacco, nonostante qualche dissidio con Aubameyang, ha mantenuto ottimi standard (è il migliore in Bundesliga con 35 reti), mentre è crollata definitivamente la fase difensiva. Il punto peggiore è stato raggiunto nel derby della Ruhr con lo Schalke capace di rimontare le quattro reti di svantaggio in pochi minuti. Un pareggio che ha distrutto le poche certezze del Borussia, ora scivolato all’ottavo posto. Altrettanto disastrose sono state le prove in Champions League, dove i tedeschi sono riusciti a raccogliere solo due modesti pareggi contro l’Apoel Nicosia, uscendo sconfitta in malo modo contro Real Madrid e Tottenham. Alla fine solo la migliore differenza reti ha permesso loro di avere la meglio sui ciprioti e garantirsi almeno il terzo posto. L’Atalanta di Gasperini è comunque la squadra perfetta per far male al Dortmund. L’alto e asfissiante pressing dei bergamaschi infatti potrebbe mettere in seria difficoltà i gialloneri, molto lenti in difesa e con una squadra troppo squilibrata. Pare scontato invece preoccuparsi del reparto offensivo tedesco che si avvale del supporto continuo dei terzini e di uno degli attaccanti più prolifici del mondo, Aubameyang.

La fortezza dello Steaua

Sorride la Lazio che non dovrebbe avere troppe difficoltà nel battere lo Steaua nel doppio confronto. La società di Bucarest, oggi nota col nome ufficiale di FCSB, ha ottenuto il passaggio del turno superando da seconda un girone abbastanza facile. Neanche il punto conquistato nelle ultime tre giornate ha impedito la qualificazione ai rumeni che se la sono dovuti vedere con Viktoria Plzen, Lugano e Hapoel Beer Sheva. Importanti indicazioni sono tuttavia uscite da queste sfide e da quelle disputate in campionato, dove l’FCSB è al secondo posto con 5 punti di ritardo dal Cluj. La parte realizzativa è tutta affidata ai piedi di Harlem-Eddy Gnohere, attaccante francese capocannoniere del campionato rumeno. In Europa League segna invece una rete ogni 57’ grazie a una bella progressione unita a un’importante stazza fisica. Il resto del reparto offensivo offre invece poche garanzie. Man è troppo giovane, l’unico in grado di fare la giocata e provare a creare superiorità numerica è Tanase. La forza dei rumeni è rappresentata dalla fase difensiva che ha permesso alla Nazionale di ottenere discreti risultati all’Europeo e nel girone di qualificazione Mondiale. L’allenatore Dică cura molto la tattica e si affida nel reparto centrale a Larie e a Balasa, interessante difensore cresciuto nel settore giovanile della Roma.

La compatezza del Ludogorets

Il Milan ha invece pescato il Ludogorets, formazione che riuscì ad eliminare proprio i biancocelesti nell’Europa League 2013-14. Anche i bulgari sono arrivati secondi nel girone ma, a differenza dello Steaua, se la sono cavata egregiamente in un girone per niente facile. In pochi avrebbero infatti scommesso sulla squadra di Dimitrov al cospetto di formazioni più forti e più esperte come Braga, Hoffenheim e Basaksehir, quest’ultima cenerentola del campionato nella scorsa Super Lig turca. Il gol di Wanderson nella trasferta tedesca, nel corso dell’ultimo turno, ha reso invece possibile l’impresa. Sarà difficile ora ripetersi contro i rossoneri e per farcela dovranno puntare tanto sul reparto arretrato, uno dei meno perforati di tutta la competizione. I bulgari, che scendono in campo solitamente con il 3-4-2-1, hanno una buona tenuta difensiva grazie a reparti corti e a un centrocampo folto; metterla troppo sul piano dell’agonismo non sarà forse una buona mossa per il Milan di Gattuso. Sul fronte offensivo invece la stella è Marcelinho, brasiliano naturalizzato bulgaro e primatista di presenze con il Ludogorets nelle competizioni europee. Modeste sono invece le qualità di Keseru, capocannoniere della squadra. Guai a sottovalutarli comunque. Per il Milan di adesso sarebbe l’errore più grande da commettere.

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