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15 febbraio 2018

Europa League, Borussia-Atalanta: Gasp, hai 7 motivi per crederci

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Atalanta (Getty)

Destinazione Dortmund per l'Atalanta di Gasperini ai sedicesimi di finale di Europa League (Foto Getty)

Nuovo esame in Europa League per l'Atalanta, attesa ai sedicesimi di finale dal Borussia Dortmund. Se lo spessore internazionale premia i tedeschi ritrovati con Stöger e Batshuayi, i nerazzurri sono imbattuti dalla fase a gironi e vantano più fattori per centrare un'altra impresa

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Lione e Nicosia, Liverpool e Dortmund. Da qui riparte la campagna europea dell’Atalanta, rivelazione italiana dall’impatto sorprendente nella prima parentesi continentale. Primo posto nel girone sbaragliando la concorrenza di avversarie temibili sorteggiate dall’urna di Europa League, la stessa che ha riservato il Borussia retrocesso dalla Champions. Scherzo del destino o sfortuna nera, fate voi, certo è che i nerazzurri hanno già ribaltato gap e pronostici tra entusiasmo e identità tattica imposta da Gasperini. "Non è solo un sogno ma una realtà", ha specificato Percassi, presidente bergamasco conscio della portata storica dell’evento nonché di una grande opportunità da sfruttare. Non mancano le motivazioni per credere ad un’altra impresa da Dea ai sedicesimi di finale, dentro o fuori contro un’avversaria da brividi.

1) Dea d'Europa

Superfluo ricordare come la bilancia penda a favore dei tedeschi, 20 titoli complessivi in bacheca e un richiamo internazionale amplificato dall’era Klopp. La musica cambia nelle serate d’Europa di questa stagione: nessuna vittoria per il Borussia Dortmund formato Champions, relegato in Europa League complice il 3° posto davanti all’Apoel Nicosia solamente grazie alla differenza reti. Un fallimento la spedizione guidata dall’esonerato Peter Bosz, allenatore che piuttosto aveva trascinato l’Ajax all’epilogo di Solna contro il Manchester United. Sconfitti in 3 delle ultime 4 gare internazionali al Signal Iduna Park, i tedeschi non festeggiano addirittura da 8 incontri europei. Un rendimento agli antipodi con quello dell’Atalanta di Gasperini, leader del gruppo E nonostante la concorrenza di Lione, Everton e Apollon Limassol. Nessun ko a fronte di 4 vittorie, memorabili gli ultimi 2 successi tra Liverpool (5-1 da record) e Reggio Emilia con l’1-0 ai francesi che ha garantito il primato nella fase a gironi. Bergamaschi ancora imbattuti, quindi, senza trascurare le ultime 6 uscite immacolate in Serie A lontano dal proprio stadio. Solo Zenit, AEK e Salisburgo hanno archiviato la prima parte di Europa League senza scivoloni proprio come l’Atalanta.

2) Il calcio di Gasp

Non mancano le similitudini tra questa Atalanta e il Borussia targato Stöger, allenatore che ha raccolto il testimone da Bosz. Prendete il gioco sugli esterni, decisamente un fattore giallonero a partire dai laterali bassi Piszczek e Toljan votati al cross. Attenzione anche alle verticalizzazioni destinate alla ricerca della profondità, scelta che viceversa ha voltato le spalle ai bergamaschi nelle ultime uscite: meglio le soluzioni da palla inattiva o gli inserimenti dei centrocampisti, Cristante su tutti. Ad accomunare le avversarie al Signal Iduna Park pesano transizioni e contropiedi letali: perché non approfittare delle falle concesse inevitabilmente dai centrali Toprak e Sokratis? L’Atalanta sa esaltarsi contro le big in Italia come in Europa: se per fisicità, pressing a tutto campo e conquista delle seconde palle i nerazzurri hanno qualcosa in più, i tedeschi rispondono a tecnica e velocità come retaggio del lavoro di Klopp e Tuchel. Perfino il turnover adottato da Gasperini, rotazioni che non smentiscono l’organizzazione radicata nel gruppo, permette di affrontare al meglio la sfida confidando nella presenza di Gomez e Caldara. Obbligatorio spezzare il ritmo e imporsi atleticamente nel nome dell’intensità, abitudini note in Serie A e di conseguenza emerse in chiave internazionale.

3) Incroci estivi

Sarà il primo confronto in Europa tra Borussia Dortmund e Atalanta, squadra quest’ultima che piuttosto eliminò i tedeschi del Colonia con un doppio 2-1 nella Coppa UEFA del 1991. Negli ultimi anni non sono mancati invece i precedenti estivi tra le avversarie al Signal Iduna Park a partire dalla recente amichevole disputata in Austria: 1-0 finale con gol di Ilicic. Per carità, trattasi di calcio d’agosto "macchiato" dai carichi delle preparazioni e da assenze rilevanti (su tutte quella di Aubameyang), tuttavia figura tra gli incroci maturati in passato. Due i match in archivio al "Trofeo Bortolotti" dedicato alla memoria degli ex presidenti Achille e Cesare: nel 1992 la Dea si aggiudicò il triangolare contro Juventus e Borussia, battuto 1-0 con rete di Poloni nell’addio al calcio giocato di Glenn Peter Strömberg. Sarà un altro successo ai rigori nell’edizione del 2001: dopo l’1-1 dei tempi regolamentari con Amoroso e Saudati a segno, i bergamaschi la spuntarono 4-2 ai rigori. Insomma, i precedenti che anticipano la sfida di Dortmund premiano esclusivamente proprio l’Atalanta.

4) Chi ha paura del Muro Giallo?

Un conto alla rovescia lungo settimane quello vissuto a Bergamo, ecco perché l’esodo dei tifosi nerazzurri avrà una portata di tutto rispetto: sono 5.000 i sostenitori dell’Atalanta attesi allo storico Westfalenstadion, oggi Signal Iduna Park ovvero il più grande impianto tedesco con 80mila spettatori ridotti a 65mila per gli incontri internazionali. Ad impressionare è la incredibile Südtribüne, gradinata da brividi che trascina i gialloneri con oltre 100 gruppi organizzati: un effetto muro che ispirerà la nuova curva dell’Atalanta, settore da 10mila posti sul modello del Borussia come spiegato dal presidente Percassi. A spalleggiare i bergamaschi di scena in Germania ci saranno gli ultras dell’Eintracht, tedeschi che condividono un solido gemellaggio testimoniato dalla loro presenza in occasione della trasferte europee in questa stagione. Poco più di due ore di macchina separano Francoforte da Dortmund, ecco perché l’Atalanta di Gasperini avrà una spinta in più.

5) Così vicine

La stagione 2012/13, splendido manifesto del Borussia di Klopp finalista di Champions, vedeva l’Atalanta salvarsi al 15° posto con due turni d’anticipo. Erano i nerazzurri di Colantuono, nuovamente a rischio retrocessione con Reja prima dell’avvento di Gasperini che confezionerà la migliore stagione nerazzurra di sempre: record assoluti per piazzamento (4°) e punti conquistati (72) all’insegna dei giovani e di un calcio travolgente, traguardi legittimati dal ritorno in Europa a distanza di 26 anni. In corsa su tre fronti stagionali, i bergamaschi occupano l’8° posto a quota 37 punti come i tedeschi sebbene con due gare disputate in più. Archiviati fasti e titoli agli ordini di Klopp e Tuchel, i gialloneri hanno archiviato la gestione Bosz deludente per numeri e risultati: l’arrivo di Stöger ha restituito una squadra convincente, battuta solo dal Bayern in Coppa a fronte di 7 gare utili in Bundesliga. Momento positivo anche per l’Atalanta che insegue un nuovo accesso all’Europa macinando punti in campionato: ecco perché i due club sono meno lontani di quanto si possa pensare, mondi paralleli per pianificazione e strategie societarie.

6) È un altro Borussia

Detto degli innovatori transitati sulla panchina tedesca, dimenticate la corazzate dei vari Lewandowski, Hummels e per ultimo Pierre-Emerick Aubameyang trasferitosi per 64 milioni di euro all’Arsenal. Proprio dalla Premier League, parcheggiato dal Chelsea di Antonio Conte, è arrivato l’alter-ego del togolese: facilità realizzativa sotto porta (3 gol in 180’), stesse capriole e un’identica passione per Batman nell’identikit di Michy Batshuayi, attaccante belga classe 1993. Uomo subito decisivo per Stöger che, analogamente a Gasperini, si è tolto qualche sfizio in questa Europa League sgambettando l’Arsenal prima di separarsi dal Colonia e raggiungere Dortmund. Qui sono di casa i vari Pisczek e Schmelzer, fedelissimi come i ritrovati Sahin, Götze e Kagawa reduci dalle parentesi all’estero fino all’iconico Marco Reus, jolly tanto talentuoso quanto sfortunato: la sua carriera è un calvario infinito tra infortuni e riabilitazioni, stop che gli hanno negato pure i successi in Nazionale. In gruppo c’è anche il greco Sokratis, difensore e capitano in pectore che nel Gasp ebbe il suo primo maestro italiano. Una squadra che ha cambiato pelle negli ultimi anni, rinnovandosi per gioco e risorse ma riaccogliendo i primi esponenti del gruppo che sfiorò la Champions vinta dal Bayern. Nessuno si sorprenda come lo svizzero Freuler, uno degli intoccabili dell'Atalanta, sia un loro tifoso dichiarato.

7) Appuntamento con la storia

Al netto di un risultato confortante al termine del primo atto, l’Atalanta si giocherà la qualificazione davanti al proprio pubblico al Mapei Stadium. Non è l’Atleti Azzurri d’Italia, indubbiamente l’unico cruccio dell’avventura continentale dei bergamaschi, tuttavia l’impianto di Reggio Emilia ha riservato solo vittorie nella fase a gironi contro Everton, Apoel Nicosia e soprattutto Lione. Nove punti sui nove a disposizione, ennesima dimostrazione della familiarità della banda Gasperini con la dimora improvvisata nelle notti d’Europa. A distanza di trent’anni dalle gesta della Dea di Mondonico, iscritta alla Serie B ma approdata fino alla semifinale di Coppa delle Coppe contro il Malines, i nerazzurri inseguono una nuova storica tappa. Il fascino della partita più importante è di casa a Dortmund, guarda caso il teatro dell’impresa Azzurra sulla strada del Mondiale del 2006. Ricordi e suggestioni che ci riportano alla difficile attualità del nostro calcio: lasciamo che siano le rappresentanti italiane a scrivere nuove pagine in Europa, palcoscenico d’obbligo anche per questa Atalanta.

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