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04 giugno 2019

Italia femminile, Bertolini: "Obiettivo del nostro Mondiale è superare il girone"

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La Ct delle azzurre a pochi giorni dal debutto con l'Australia: "Una squadra con molta tecnica e fisicità. Ha tante giocatrici brave. Il nostro nemico? La pressione. Le ragazze l'hanno meritata ma non sono abituate"

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Manca sempre meno all'esordio. Non una partita qualunque, ma la prima gara di un Mondiale. L'Italia femminile si appresta ad entrare ufficialmente nel torneo che si svolgerà in Francia dal 7 giugno al 7 luglio. Un mese di passione, che le azzurre proveranno a far durare il più possibile. I primi 90' saranno contro l'Australia, match in programma domenica alle ore 13. Seste nel ranking FIFA e al loro settimo Campionato nel Mondo, dove non sono mai andate oltre i quarti di finale (2007, 2011, 2015), le ‘Matildas’ rappresentano il primo difficile banco di prova per le azzurre: "Si tratta di una squadra di grande fisicità ed intensità, che può contare su delle brave giocatrici - ha commentato in esclusiva a Sky Sport la Ct Milena Bertolini - sicuramente la più conosciuta è Samantha Kerr, che è veramente forte. Ma in generale hanno grande determinazione". 

Altro avversario nel girone sarà il Brasile: che tipo di squadra è?

"Anche in questo caso parliamo di una rosa molto competitiva - ha continuato la Ct - con diverse giocatrici importanti e con grande esperienza. Formiga ne è l'esempio più lampante. Ha giocato il primo Mondiale nel 1999 quando era giovanissima. Ma, oltre a lei, sono in tante ad essere brave".

La squadra come sta vivendo l'attesa?

"Penso che si stia alzando un po' il livello della tesione. Fino a quando ti trovi a Coverciano o a Riscone sì, sei lì che ti stai preparando alla competizione. Ma una volta che arrivi a Valenciennes inizi ad avere consapevolezza di essere al Mondiale. Avverti più tensione ma è anche naturale".

Hai fatto un fioretto particolare?

"Per il momento il nostro sogno è fare tre partite giocate bene e passare il turno. No, non ho fatto alcun fioretto perché sono troppo proiettata sulle nostre avversarie. C'è tanta pressione, questo è il nostro nemico. Manca un po' di abitudine a questa grande tensione rivolta verso di noi. Le ragazze l'hanno meritata ma non sono abituate. Ho detto loro di provare a fare ancora quello che hanno fatto prima di arrivare fin qui".

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