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05 giugno 2019

Calcio femminile, sviluppo del movimento e aspetti giuridici

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A due giorni dall'inizio del mondiale di calcio femminile in Francia un'analisi sullo sviluppo del movimento. Nonostante gli enormi passi avanti compiuti negli ultimi anni ci sono ancora alcuni aspetti sui quali lavorare, in primis la battaglia per il "Gender equality"

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Tra due giorni prende il via il mondiale femminile di calcio, in programma fino al 7 luglio in Francia. Un movimento che sta crescendo in maniera esponenziale, anche in Italia, come dimostra l'interesse mostrato per l'ultima Serie A con le presenze negli stadi e con gli ascolti su Sky Sport. Gli avvocati ed esperti di diritto sportivo Andrea Bozza (ospite negli studi di Sky Sport24) e Pierfilippo Capello hanno focalizzato la loro attenzione sullo sviluppo del movimento calcistico femminile e agli aspetti giuridici a esso collegati.

I numeri del movimento e i problemi salariali

Rispetto al primo campionato mondiale, disputato in Cina nel 1991, il calcio femminile ha avuto una crescita esponenziale. Nel 2019 sono circa 29 milioni le donne che giocano a calcio (circa 1,3 milioni di tesserate in Europa) con Stati Uniti, Giappone e paesi scandinavi pionieri del professionismo delle donne del calcio. Un altro importante aspetto che sta contribuendo all'evoluzione del movimento è rappresentato dal mercato dei trasferimenti delle giocatrici, ora monitorato dal TMS (Transfer Matching Sytstem). Approvato dalla Fifa nel 2007 (per quanto riguarda il calcio maschile) il sistema permette di ottenere una serie di dati sui movimenti di calciatori e calciatrici come il totale delle attività dei trasferimenti, il flusso del denaro e il trasferimenti dei minori. Il problema, specie nei paesi come l'Italia dove l'attività femminile non è professionistica, è rappresentato da un forte squilibrio legato alla retribuzione delle giocatrici. Il Salary Cap praticamente coincide con il minimo garantito ai professionisti.

Sviluppo del calcio femminile e "Gender equality"

I punti chiave della Fifa per la promozione del calcio femminile sono: 1) maggiore coinvolgimento delle donne nella governance; 2) calcio come strumento per migliorare la condizione della donna; 3) aumentare le opportunità per le giovani atlete. L'aspetto su cui si deve lavorare è la "Gender equality". Emblematica in questo caso l'esperienza della nazionale statunitense, molto più vincente in campo femminile che maschile. Nel marzo 2019 la nazionale femminile USA ha depositato una class action contro la Federazione USA. Le 28 giocatrici sostengono che la Federazione abbia da anni applicato nei loro confronti una «institutionalized gender discrimination» rispetto ai colleghi maschi. La discriminazione non riguarderebbe (solo) i premi e bonus ma anche, e soprattutto, la qualità e quantità di allenamenti, partite, ritiri e strutture messe a disposizione della nazionale femminile rispetto a quella maschile. Le atlete contestano che i risultati, sia sportivi sia di pubblico, ottenuti dalla nazionale femminile, siano analoghi se non superiori a quelli dei maschi.

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