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08 giugno 2019

Mondiale donne, Le Signore del Calcio. Carolina Morace: "Italia, attenta all'Australia"

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L'allenatrice ex Milan - che commenterà su Sky Sport le partite dell'Italia al Mondiale- parla di Francia 2019, sicura che sarà un successo e poi avvisa le azzurre: "L'Australia vince sempre la prima partita nei grandi tornei". La Morace si racconta in una puntata speciale de "Le Signore del Calcio", in onda oggi alle 14 e alle 20 su Sky Sport Mondiali e disponibile su On Demand

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L'ex Ct azzurro, dopo aver terminato il proprio rapporto lavorativo con il Milan, si racconta in una lunga intervista a “Le Signore del Calcio”, in onda sabato 8 giugno alle 14 e alle 20 su Sky Sport Mondiali e domenica 9 alle 12 e 23, disponibile su Sky On Demand. Un racconto che parte da lontano, dagli idoli di Carolina. 

“Quando avevo 11/12 anni ho visto una foto della Nazionale e mi ricordo che dopo aver letto tutti i nomi c’era una certa Elisabetta Vignotto, che era il centravanti. Quella che segnava di più. Ecco, lei è stata per me il traguardo, volevo conoscerla per quello che rappresentava e soprattutto per capire come giocava. Il mio primo idolo è stata lei, senza mai averla vista giocare. Poi, ci sono stati altri due idoli indiscussi. Uno è Gianluca Vialli, con cui ho fatto anche il corso allenatori; siamo dello stesso anno, avevamo lo stesso numero di maglia, insomma un po’ di cose in comune: infatti dicevano anche che ci assomigliavamo molto a livello tecnico. Poi chiaramente Marco Van Basten. Lui, per chi fa l’attaccante e per gli amanti del calcio in generale è stato un giocatore straordinario. Mi ricordo quel gol al volo che fece agli Europei, da fuori area. Un giorno ero andata a vederlo a San Siro e la cosa che mi aveva stupito tantissimo, era che quando giocava era come se fosse sollevato da terra. Solo i grandi campioni hanno questa caratteristica”.

Dal passato al presente, con il calcio- anche italiano- che sta raggiungendo traguardi insperati fino a qulche tempo fa. "L’esperienza dei 40mila all’Allianz Stadium è stato qualcosa di straordinario. Per la mia generazione è sempre stato qualcosa che abbiamo desiderato in tutta la carriera. È chiaro che io avrei voluto giocare per queste squadre professionistiche perché comunque vesti la storia del calcio. Quest'anno, alleando al Milan ti rendi subito conto di essere in un grande club..C’è una grande differenza tra allenare una grande società rispetto ad una squadra meno titolata o blasonata".

E poi il futuro, che si chiama Francia 2019. "Anche nel Mondiale del 2011- quello che ho fatto sulla panchina del Canada- gli stadi erano sempre pieni. La copertura televisiva è sempre stata incredibile a livello mondiale e c’è sempre stata una continua crescita di numeri. Anche da questo Mondiale in Francia mi aspetto un’ulteriore crescita. Poi non dimentichiamoci che siamo nel paese in cui sono tanti anni di fila che il Lione vince la Champions League. È un paese che ha una tradizione calcistica importante, quindi mi aspetto davvero un grande successo".

Poi c'è l'Italia, che manca da 20 anni. "L’Italia non ha un girone facile perché l’Australia è una delle squadre più forti anche se ha da poco cambiato allenatore. Ma dobbiamo stare molto attenti perché, se andiamo a guardare i risultati dell’Australia nei tornei internazionali, loro la prima partita sono abituati a vincerla sempre. Per loro è un diktat, la prima partita è fondamentale per iniziare con il piede giusto".

Dopo l'Australia le avversarie si chiamano Brasile e Giamaica. "Le brasiliane sno forti ma sono due anni che non vincono una partita perché l’allenatore è molto contestato, sia all’interno dello spogliatoio che all’esterno. È una squadra molto tecnica, ma giocano in maniera un po’ confusionaria. A volte non sanno bene cosa fare però ci sono delle individualità importanti: basta che si accendaono un attimo e cambiano la partita. Il terno al lotto è la Giamaica che non abbiamo mai visto. Presumo che siano atlete, ma che tatticamente non siano tutte questi fenomeni. Anche se già la struttura fisica potrebbe far paura…"

Ma noi siamo ottimisti..."Non è un girone facile, però nel calcio può succedere di tutto. Noi come Milan abbiamo vinto 3-0 contro la Juventus nel girone d’andata e probabilmente non eravamo la squadra più forte. Ci sono delle partite che non sempre vanno come si crede che possano andare".

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