25 ottobre 2016

Pavia Calcio, l'ex presidente: "Mi sento truffato"

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Tifosi del Pavia Calcio sugli spalti (foto Getty)

Il cinese Xiadong Zhu commenta in un'intervista il suo disappunto: "Sono addolorato per il fallimento di una società nella quale ho molto investito, ma vi prego, basta illazioni sul mio conto". La squadra è stata costretta a ripartire dall'Eccellenza

"Ci ho creduto e sperato, ma alla fine le cose non sono andate bene per il Pavia, sono addolorato per il fallimento di una società nella quale ho molto investito, ma vi prego, basta illazioni sul mio conto". A dichiararlo, in una nota inviata oggi all'ANSA, è Xiadong Zhu, ex presidente cinese del Pavia Calcio, che lo scorso 5 ottobre è stato dichiarato fallito dal Tribunale di Pavia.

Zhu interviene dalla Cina, dopo la notizia della nomina del curatore che guiderà al fallimento l'AC Pavia, del quale è stato proprietario per due stagioni, dal 2014 al 2016. Lo scorso 5 ottobre il Tribunale ha dichiarato fallito il Pavia, accogliendo l'istanza presentata da diversi ex giocatori (che reclamano pagamenti di stipendi per 2,5 milioni di euro) e da sei ex dipendenti (che chiedono spettanze per complessivi 100mila euro). In seguito al fallimento dell'Ac Pavia, nel frattempo è stata costituita una nuova società (l'Fc Pavia 1911) che sta partecipando al campionato di Eccellenza.

"Durante la nostra gestione abbiamo sicuramente commesso degli errori, ma non possiamo addossarci colpe e responsabilità che non ci riguardano: il Pavia non doveva fallire, commenta Zhu. E aggiunge: “Sono a disposizione del curatore fallimentare per qualsiasi necessità o chiarimento. E farò appello alle sedi competenti per fare chiarezza e far valere gli accordi sottoscritti con la nuova proprietà perché mi sento truffato e tradito".

"Quando ho ceduto il Pavia mi sono preso degli impegni che ho rispettato, e non avrei mai pensato che il nuovo proprietario potesse portare la società dove è arrivata ora - sottolinea Zhu nella sua nota -. Lui si è accollato i debiti, come ho fatto io nel 2014. Io, prima di cedere, come da accordi ho provveduto a pagare l'iscrizione della squadra al campionato e a saldare le prime rate di pagamenti pendenti", commenta l’ex presidente. E aggiunge: “Ci credevo, molto, e la dimostrazione è data dall'investimento di 15 milioni di euro fatto negli anni in cui sono stato proprietario del Pavia. Quando ho ceduto ad un euro non mi è parso strano, considerando che anche io nel 2014 ho acquistato la squadra dalla famiglia Zanchi alla stessa cifra e accollandomi 1 milione e 200 mila euro di debiti".

"Ogni centesimo speso -prosegue Zhu - è stato investito per potenziare il Pavia, ed è stato fatto in maniera legittima e trasparente, come dimostra l'operato della Covisoc che non ha mai evidenziato irregolarità. Mi amareggiano molto le dichiarazioni di chi allude a versamenti sospetti di denaro mettendo in dubbio la provenienza dei soldi che ho utilizzato per finanziare le due stagioni del Pavia. Forse abbiamo commesso una serie di errori di valutazione, ci siamo fidati di persone sbagliate, dovevamo essere più presenti, ma tutto ciò che abbiamo fatto lo abbiamo fatto perché davvero volevamo che il Pavia diventasse una squadra protagonista del calcio italiano", commenta l'ex presidente.

Zhu conclude la sua intervista difendendosi dai sospetti sul suo conto: "Tutto è stato sempre fatto nel perimetro della legalità e trovo ingiusto che vengano fatte illazioni o mossi dubbi da chi conosce la verità e sa benissimo quale fosse la situazione a Pavia". In particolare Zhu si riferisce all'ex direttore generale Massimo Londrosi. "L'ex dg - afferma l'ex presidente - sa benissimo il motivo dell'allontanamento che ha riguardato la sua condotta all'interno della società". L’ex presidente poi conclude: "Dopo tanti sforzi e soldi spesi per il Pavia mi rincresce vedere il club in queste condizioni e retrocedere anziché andare incontro al glorioso futuro che si merita".
 

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