15 novembre 2016

Padova, Brevi vede il Parma: "Che stimolo!"

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L'allenatore del Padova Oscar Brevi dopo la vittoria contro la Reggiana

Dopo la vittoria in rimonta contro la Feralpisalò, il Padova di Oscar Brevi guarda al prossimo avversario: all'orizzonte ecco il Parma di Apolloni, 'una delle squadre più accreditate alla vittoria finale'. Ecco le parole dell'allenatore del club veneto a margine della sessione mattutina di allenamento. 

Sembrava in crisi e sull’orlo del tracollo, il suo allenatore - Brevi - è stato davvero ad un passo dall’esonero. Eppure adesso il Padova si trova a meno quattro dalla vetta e sempre con Brevi in panchina. Sabato è arrivata una bella vittoria in rimonta sulla Feralpisalò. All’orizzonte, un match che profuma di storia: Parma-Padova. “Nelle ultime sei, ne abbiamo vinte cinque. Stiamo lavorando per preparare la gara di Parma, senza pensare al Venezia. Affronteremo la squadra che sulla carta ha investito di più, la squadra più accreditata insieme al Venezia a vincere il campionato. Ci giocheremo le nostre carte, con il nostro gioco, per metterli in difficoltà e cercare di ottenere il massimo risultato. Il Tardini? Ci ho giocato… ricordo un gol che ci fece di Pepito Rossi. Adriano anche… ma è passato tanto tempo. E’ una gara facile da preparare a livello emotivo, loro mediamente fanno 10/12 mila spettatori in casa. Il Parma rappresenta un pezzo di storia del nostro calcio, una squadra che è sempre stata importante, e tutto questo deve essere uno stimolo in più per i miei ragazzi. E’ bello giocare queste partite. I ragazzi sono professionisti ma il calcio è un gioco e bisogna anche divertirsi. Fanno - loro - il mestiere più bello del mondo".

L'allenatore del Padova analizza il momento dei suoi - "Un Padova di carattere? E’ chiaro che sia stato importante vincere in rimonta, non lo avevamo mai fatto. Contro una squadra forte e ben organizzata come la Feralpi. Nel calcio la fortuna non conta perché bisogna cercarsela: noi ci abbiamo creduto e alla fine abbiamo ottenuto un risultato importante. Padova con il tridente? Può funzionare, sì. Quando e se i giocatori stanno bene, tutti. Devi avere la rosa - soprattutto in determinati ruoli - al completo. La squadra bisogna costruirla, soprattutto all’inizio. Poi le situazioni vanno colte, valutare allenamenti e chi sta meglio. Io voglio mettere i giocatori che forniscono più garanzie, fisicamente e mentalmente. Il tridente non è sempre certezza di gol, non è solo quello. Per fare il salto definitivo dobbiamo continuare a lavorare, serve pazienza. Poco affetto verso la mia squadra? Allo stadio ognuno ha la propria opinione. Più che lavorare, metterci il massimo dell’impegno, più che fare risultato come nell’ultimo periodo. Non so cosa si possa fare di più. In questi momento pochi borbottano qui a Padova. Quello scontento ci sarà sempre nel calcio”.
 

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