18 novembre 2016

Parma-Padova, la storia s'incrocia in Lega Pro

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La festa promozione del Parma in Lega Pro (Getty)

Dalle ceneri del fallimento alla riconquista del professionismo: Parma e Padova domani a confronto, per il big match della 14.a giornata di Lega Pro, girone B. Con grande voglia di tornare grandi, tra le grandi. Dove meritano. 

Parma-Padova, 140 chilometri in linea d’aria. Due ore spaccate di macchina. Quasi mezzo secolo di storia del nostro calcio. E non lasciatevi ingannare dalle date di nascita delle due attuali società, giovincelle ma che ne hanno viste di ogni, da una Coppa Uefa vinta grazie ai gol di Dino Baggio alla cresta del Faraone più famoso d’Italia, di Stephan El Shaarawy. Il calendario sportivo non mente: anno 2015 per la S.S.D. Parma Calcio 1913 (oggi Parma Calcio 1913 S.r.l), anno 2014 per i Biancoscudati Padova, dal 6 luglio 2015 Calcio Padova. Due realtà che di pallone ci vivevano (e bene) ante fallimento, prima che coppe, trofei ma anche panchine, utensili della mensa, lavatrici e persino diritti tv finissero all’asta, patrimonio di chiunque. Due realtà che continuano a viverci oggi, post fallimento; forse più belle di prima, sicuramente più innamorate dei propri colori, senza più quel marcio che al pallone preferiva solo grandi ‘palle’ a scopi personali.

Parma-Padova, la storia s’incrocia in Lega Pro. Girone B. Lo stesso di un’altra nobile come il Venezia, anch’essa risorta dopo un doloroso fallimento. Piazze scivolate nella terza serie italiana, un po’ per caso, sicuramente di passaggio. E quelle due ore di macchina diventano niente per chi si era fatto l’abbonamento anche in Serie D pur di seguire ‘i tosi’ giocare e lottare nel fango di provincia. Le cifre relative alle prevendite della partita in programma per sabato ore 16.30 fanno riflettere: ben 429 biglietti staccati dai tifosi del Padova per il match del ‘Tardini’. Atteso il pienone, considerata anche la grande partecipazione dei sostenitori locali. Tutti pronti per la supersfida di giornata. Oggi con Evacuo-Calaiò da una parte e Neto Pereira-Altinier dall’altra, ieri con la coppia Melli-Zola contro Vlaovic-Amoruso. Già. Perché l’ultima sfida ufficiale tra Parma e Padova in terra emiliana è datata febbraio 1996 (2-1), categoria Serie A. E udite udite, quel Parma con Nevio Scala allenatore (oggi presidente!) e Apolloni giocatore (oggi allenatore!) poteva persino permettersi il lusso di avere un pallone d’oro come Hristo Stoičkov in panchina acquistato per 12 miliardi di lire dal Barcellona. In quel Padova di Sandreani segnò l’olandese Kreek, collaboratore di Frank de Boer nella penultima Inter stagionale. Vent’anni dopo ancora Parma-Padova. Non sarà Serie A ma l’entusiasmo pulito di questo calcio ‘rinato’ ha tutto il suo effetto, unico, speciale.
 

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