30 novembre 2016

Lo Monaco: "Mercato? Dobbiamo arrangiarci"

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Pietro Lo Monaco, amministratore delegato del Catania (Getty)

In conferenza stampa a Torre del Grifo l'ad del Catania affronta numerosi argomenti. Dai problemi dell'attacco, al rendimento in casa e fuori, fino al malcontento dei tifosi: "Non basta mettere gli striscioni, bisogna spingere la squadra. Non siamo ancora così forti da reagire positivamente alle contenstazioni"

Archiviata la vittoria dell’ultimo turno contro la Vibonese, il Catania di Pino Rigoli lavora per preparare il prossimo impegno. Sabato alle ore 16, allo stadio "San Vito - Gigi Marulla" i rossazzurri affronteranno il Cosenza. La squadra oggi è scesa in campo per un doppio allenamento mentre in sala stampa, a Torre del Grifo, ha parlato anche Pietro Lo Monaco. L’amministratore delegato dei siciliani ha analizzato il momento della squadra, parlando anche del prossimo impegno e della vicinanza dei tifosi. "Negli ultimi tempi ho letto qualcosa che non ho digerito - ha iniziato dicendo Lo Monaco - chi ha vissuto le tante disgrazie del club ha acquisito qualcosa di negativo. Ma la realtà è un’altra perché il Catania è in Lega Pro, campionato in cui abbiamo affrontato la Vibonese, il Foggia, il Lecce e così via. Tutto questo su campi di un certo tipo, in ambienti di un certo tipo".

"Non si vince con il blasone, è necessario che tutti uniscano le proprie forze per andare avanti, verso l’obiettivo. Il nostro obiettivo è di tornare grandi, a giocare in altri campionati e per farlo quest’anno puntiamo alla zona playoff. Vogliamo arrivarci con una squadra forte, che ci permetta di giocarcela con tutti. Il nostro percorso vede tante cose positive e, come è normale, altre meno positive. Chi scrive e racconta il campionato del Catania non può dire cose false, non più inventarsi che io sono andato via durante la partita con la Vibonese perché ero insoddisfatto. Il Catania difende il suo territorio, personalmente odio i social e le informazioni che fanno girare; scrivono cose terribili". Passando poi a parlare della formazione, l’ad aggiunge: "Alcuni calciatori ancora non hanno dato alla squadra l’apporto che potrebbero dare".

"Paolucci, Calil, Russotto, Piscitella, Barisic in particolare, e anche altri. Non mi aspettavo risultati così scarsi dal nostro attacco e così dicendo non sto buttando la croce addosso al reparto avanzato. Se si esclude Di Grazia, contiamo i gol sulle punte delle dita. Produciamo tanto, senza la penalizzazione saremmo a 4-5 punti dalla vetta. Però dobbiamo capire quanto sta producendo la squadra, se facciamo meglio dal punto di vista del gioco tutti potranno avere vantaggi. Abbiamo la miglior difesa di tutte le serie e un buon rendimento in casa. I tifosi? Sono da Serie A e seguono la loro squadra con grande passione, ma devono capire che siamo in Lega Pro. Domenica ho visto uno striscione che ricordava la sconfitta di Francavilla, diceva che i giocatori erano stati 'indegni' fuori casa".

"Ho avuto paura che questo influisse negativamente sulla squadra e infatti nel primo tempo siamo stati nulli; i ragazzi hanno risentito della contestazione. Non basta mettere gli striscioni, bisogna spingere la squadra perché non siamo ancora così forti da reagire positivamente a una contestazione del genere. Credo che la partita di Cosenza sarà una 'partitaccia', loro sono una squadra in cerca di riscatto e sono tosti. Dovremo preparare tutto davvero molto bene. Futuro? Dal punto di vista del bilancio abbiamo fatto cinque mesi di finanza di altissimo livello, ma per il mercato bisogna arrangiarsi; ci inventeremo qualcosa, ci sarà qualche cessione e cercheremo di prendere quei due o tre giocatori con i quali stiamo discutendo".
 

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