07 dicembre 2016

Parma, Faggiano: "Emozionato! Qui per il progetto"

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Il nuovo direttore sportivo del Parma Faggiano (Getty)

Fame di risultati, ambizione e soprattutto tanta passione: Daniele Faggiano si presenta come nuovo direttore sportivo del Parma. Dopo la favola Trapani, ecco una nuova sfida altrettanto affascinante nelle sue mani

"Quando mi hanno chiamato ero a Verona, dovevo prendere un aereo. Mi ha fatto molto piacere averlo perso. A livello umano e professionale avrete una persona che discuterà su tutto ma senza rancore e senza problemi con nessuno. Cerco di avere un rapporto vero con tutta la squadra e con tutto l'ambiente: sono qui per cercare di portare questo club dove merita". Sorriso stampato in volto e grande determinazione, dopo Palermo ecco Parma: la nuova sfida del direttore sportivo Daniele Faggiano. Che in conferenza stampa racconta la trattativa e ammette come se la sia giocata fino all'ultimo con un altro ds altrettanto ambizioso, Vagnati, rimasto alla Spal. "Mi ha fatto molto piacere la chiamata del Parma. Sono venuto con la voglia e la grinta che mi contraddistinguono. Quando sono stato chiamato i ducali avevano già portato avanti un'altra situazione ma mi hanno voluto conoscere lo stesso. Ho dovuto aspettare giustamente la scelta e non vi nascondo che avevo quasi perso le speranze".

La forza della passione - Parma attualmente ottavo in classifica a 26 punti, a meno sette dalla doppia capolista Pordenone/Reggiana. "Adesso siamo un po' indietro, serve fare più punti possibili per avvicinarci a quell'obiettivo che non nomino per scaramanzia. Da uomo del sud sono molto scaramantico. Posso assicurarvi che sono emozionato e teso: stare in questo centro e in questa città mi rende orgoglioso di essere arrivato qui con la mia caparbietà e la mia voglia. Ho passione, il mio hobby è diventato il mio lavoro. Se finisce la passione non sto qua a rubare soldi: mi interessa il progetto, non i soldi. Vi assicuro la massima professionalità: sarò battagliero su tutto, sia sul mercato che sul campo, ma sempre vero". Il neo direttore sportivo del Parma mette subito le cose in chiaro, anche con un pizzico di ironia: "Voglio che la squadra sia più compatta, me compreso: da quando ho firmato faccio parte di questa famiglia. Quando sono venuto 10 anni fa in visita è stato un motivo d'orgoglio, figuratevi ora che è mio. Ah per precisare: sono Faggiano con due G, l'animale è con una. E non fumo. Non dimagrisco perché per fare la battaglia ci vuole il fisico".

Il girone B di Lega Pro - "Questo è un campionato tosto, duro, con 5-6 squadre che vogliono vincere, qualcuna conclamata, qualcuna si nasconde. Perinetti al Venezia? Con lui mi sento spesso, ora un po' meno visto che saremo avversari".

Il rapporto con D'Aversa - Il direttore sportivo parla anche del suo rapporto con l'allenatore del Parma D'Aversa. "C'è un rapporto di stima da sempre, da quando abbiam lavorato a Siena. L'anno scorso è stato sfortunato a incontrarmi, è stato esonerato dal Lanciano dopo la sconfitta contro il mio Trapani. Però si vedeva che stava facendo un ben lavoro e che ha le qualità: a Lanciano ha fatto bene in passato senza molte possibilità economiche. Anch'io avrei fatto la stessa scelta della società. Io la formazione voglio conoscerla solo dall'addetto stampa perché non voglio influenzare, nemmeno con gli sguardi, il mister. In modo da poter essere libero nelle mie eventuali scelte: come potrei esonerare un mister dopo avergli fatto la formazione? Cercherò di condividere il mercato con lui anche se potrà trovarsi in squadra giocatori che non conosce se li reputerò buoni investimenti per la società".

Dalla Lega Pro a una Serie A sfiorata: il paragone con la favola Trapani - "La cavalcata è stata possibile grazie alla società e un grande presidente: è una piccola realtà che ci tiene molto. Sono arrivato con un Trapani messo male in classifica e ci siamo rimboccati le maniche. La stessa cosa che dovremo fare qui visto che anche qui ho trovato grandi dirigenti. Sul mercato abbiam preso gente motivata che in pochi conoscevano e che poi tutti volevano. Il passato è andato, adesso c'è il presente. Non avevo l'assillo di lavorare: ho ripreso perché mi ha chiamato il Parma, altrimenti sarei stato tranquillamente a casa dopo l'esperienza a Palermo".

 

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