24 febbraio 2017

Catania, Lo Monaco: "Nulla va lasciato intentato"

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Pietro Lo Monaco, amministratore delegato del Catania (Getty)

"Non molliamo l’obiettivo play-off consapevoli della nostra forza e di avere l’organico migliore della categoria, il cambio di guida tecnica è stato fatto in questo senso. Messina? Il vero derby è solo con il Palermo; Torre del Grifo Village è un po' il nostro Ibrahimovic". Queste le parole dell'ad rossazzurro

Il cambio in panchina, il pareggio nell'ultimo turno contro il Taranto e le attenzioni che ora sono tutte proiettate alla sfida contro il Messina. L'obiettivo del Catania rimane sempre quello di raggiungere i play-off per giocarsi così la promozione in Serie B. Di questo, nel momento della squadra e della prossima partita ha parlato in conferenza stampa a Torre del Grifo l'amministratore delegato del club rossoazzurro Pietro Lo Monaco. Queste le sue parole, partendo proprio dalla gara contro la formazione allenata da Cristiano Lucarelli: "Domenica sarà una bella sfida tra due squadre separate da circa 20 punti sul campo - ha detto - che sono sicuramente tanti. Per noi è un buon bottino ma non siamo pienamente soddisfatti di quanto ottenuto finora. C’è il rammarico di non avere battuto il Taranto perché la vittoria ci avrebbe consentito di raggiungere il sesto posto. Comunque siamo in zona play-off e non molliamo l’obiettivo consapevoli della nostra forza e di avere l’organico migliore della categoria. La scelta di effettuare un cambio alla guida tecnica conferma proprio la voglia di non lasciare nulla d’intentato".

Sulla nuova proprietà giallorossa -
Lo Monaco passa poi a parlare anche della nuova società che ora guida il Messina: "Rivolgo le mie felicitazioni e un in bocca al lupo a Franco Proto che, dopo avere tentato di prendere lo Scordia, l’Acireale ed il Gela è arrivato in una piazza che aveva tanto desiderato, come noi stesso confermato. Gli auguro di spendere gli stessi soldi che ho speso io a Messina e anche di più, essendo un vincente come ha detto lui. Quando però dice che dopo Franza non c’è stato niente negli ultimi 10 anni lo devo correggere: io non sarò un vincente come Proto, ma ho vinto 12 campionati tra Serie B, C e D e anche a Messina (dove ho lasciato la squadra in Lega Pro). Andai via da lì per scelta mia e non ho voluto parlare".

Sul Catania -
Tornando poi a concentrarsi su Catania, l’ad aggiunge: "Qualche dirigente parla di miracoli effettuati a Catania nella passata stagione, io rispondo che mi viene da sorridere se penso che cinque calciatori dell’organico valevano tutta la rosa di quest’anno. Addirittura Calil ha firmato un contratto di tre anni con 300mila euro di ingaggio all’anno e 40mila di procura. Questa è una cosa anormale. Quattro milioni di euro di costi gestionali e Catania salvo solo all’ultima giornata. Ancora adesso il club è in difficoltà, siamo sempre tormentati giornalmente ma abbiamo Torre del Grifo Village che è un po' il nostro Ibrahimovic. Vincere il campionato dei conti sarebbe la nostra Champions League".

Obiettivo playoff -
E ancora sul prossimo impegno campionato: "So bene come il Messina stia preparando il derby, per loro rappresenta la gara della vita perché affrontano un avversario con circa 20 punti in più in classifica. E poi anche per la nuova dirigenza sarebbe il massimo ripartire con una vittoria. Noi però esistiamo e ci chiamiamo Catania, fermo restando che il vero derby è quello col Palermo. L’ex questore dice che dopo il crollo dalla A alla Lega Pro il Catania non è una società forte? Ha dimostrato ignoranza sulle vicende della squadra rossoazzurra e le sue sono parole senza senso. Ha perso un'occasione per stare zitto".

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