01 novembre 2017

Reggina, la sorpresa del sud: dietro le quinte del successo del calcio amaranto

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L'allenatore della Reggina Maurizi, foto Lapresse

L'allenatore della Reggina Maurizi, foto Lapresse

Rosa giovane, allenatore competente e obiettivi chiari: la Reggina è sempre più la sorpresa del girone C di Serie C. La vittoria sul Catania è solo l'ultimo capolavoro di Maurizi, l'uomo che a Pergocrema voleva... Florenzi

Sedici punti in undici giornate, settimo posto in classifica e morale altissimo per affrontare un novembre pieno di impegni delicati e importanti. La Reggina può essere considerata senza dubbio la sorpresa del girone C di Serie C, giovani in rampa di lancio, un allenatore competente e un sistema di gioco che, a parte qualche battuta a vuoto, ha sempre dato i suoi frutti. L’ultimo esempio non può che essere la vittoria ottenuta sul Catania, un successo voluto, sudato e centrato grazie all’acuto di uno dei gioielli della rosa amaranto. “Sei bella come un gol di Bianchimano al 95°” la dedica che spopola sui social dopo la zampata dell’ex Milan, uno dei profili più interessanti di una Reggina che non smette di stupire. Prima doppietta in carriera tra i Pro’ e terza rete stagionale in quattro presenze per Bianchimano, che ha già rinnovato il contratto con gli amaranto fino al 30 giugno 2019. Una squadra con un’età media di 22/23 anni, scesa in campo contro gli uomini di Lucarelli con Bianchimano classe ’96, Tulissi ’97, Di Livio ’97, Marino ’98 e Cucchietti ’98. Il risultato? Una vittoria pazza che ha riacceso l’entusiasmo in un ambiente che aveva un bisogno esagerato di tornare a sognare. La Reggina rappresenta l’emblema di quello che dovrebbe essere oggi la Serie C per il calcio italiano, una società dedita alla crescita dei giovani e tesa a costruire il proprio futuro sulle prestazioni di ragazzi arrivati in prestito da realtà importanti come Roma, Atalanta, Torino, Lazio e Benevento. Serie C ai giovani? Tutti lo dicono ma nessuno lo fa, tranne la Reggina, spinta anche (e chi non ci guarda all’aspetto economico) dalla Legge Melandri, che garantisce alle società che si affidano ai giovani contributi in denaro.

Il giorno dopo è ancora più bello... VAMOS 🇶🇦 @martinastepich

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Maurizi e il retroscena Florenzi

Una Reggina che stupisce, una Reggina che diverte e che lotta per raggiungere i propri risultati. L’artefice? Non può che essere Agenore Maurizi, l’uomo in più di questa società. Una sfida più che un lavoro per l’allenatore amaranto, capace di saper lavorare come pochi con i giovani, permettendogli di rendere al massimo delle proprie potenzialità. A conferma del suo fiuto potremmo utilizzare anche un curioso retroscena relativo alla stagione 2010/2011 quando, alla guida del Pergocrema, Maurizi mise gli occhi su un profilo interessantissimo della Primavera della Roma. "Quel ragazzo mi piace, lo vorrei con me”. Il suo nome? Alessandro Florenzi, il resto è storia. La pressione che esercita una piazza blasonata come quella amaranto non spaventa affatto Maurizi, consapevole delle difficoltà del suo lavoro ma anche delle capacità di un gruppo che può arrivare in alto. "Sono molto contento per tutte le persone a cui la vittoria della squadra del cuore ha regalato una gioia. Di Livio? E' un grande ragazzo, con grandi valori. Era tanto che non giocava e questo un po’ si è visto. Andrea Bianchimano può fare il calciatore ad alti livelli. Ma ve ne sono davvero tanti in questa squadr" le parole di Maurizi dopo la vittoria sul Catania. "Contribuire a questo è per me un'enorme gratificazione interiore. Non vedo l'ora di passeggiare sullo splendido Lungomare di Reggio Calabria. Non voglio aggiungere altro ma godermi questo successo insieme a tutti voi". E’ questo il segreto di Maurizi, coinvolgere i tifosi all’interno del proprio progetto. Il Mourinho del calcio a 5 (questo il suo appellativo agli inizi della sua carriera) non lascia nulla al caso, appoggiandosi anche ad un Direttore che riesce ad esaudire tutte le sue richieste. La simbiosi tra Reggina, città e allenatore diventa ogni giorno sempre più forte, il punto cardine resta l’umiltà ma, con un entusiasmo del genere, sognare in grande non costa davvero nulla…

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