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02 luglio 2018

Brasile-Messico, le chiavi della sfida

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Che partita dobbiamo aspettarci da uno degli ottavi finali più attesi di Mondiali di Russia, tra il Brasile di Tite che proverà a fare la partita e il Messico di Osorio bravissimo a ripartire negli spazi

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Se si fosse voluto creare in laboratorio un ottavo di finale perfetto per contrasto di stili tra le due squadre contendenti, difficilmente si poteva fare meglio di Brasile-Messico. Al lento, lungo e paziente possesso palla dei verde-oro che coinvolge tutta l'ampiezza del campo si contrappongono la verticalità e la velocità delle combinazioni della squadra di Osorio. L'allenatore colombiano del Messico ha una storia di lunga gavetta anche come preparatore atletico dopo la fine della sua carriera di calciatore nel 1982 e senza dubbio ha messo in campo una delle Nazionali più organizzate di questo Mondiale, anche se la netta sconfitta per 3-0 contro la Svezia denuncia ancora qualche carenza sotto il profilo mentale.

Proprio questa sconfitta ha permesso l'incredibile sorpasso degli scandinavi al primo posto nel girone, con il risultato che il tanto temuto Brasile dovrà essere incrociato proprio dal Messico, che sperava invece di affrontare la Svizzera. I messicani detengono il record - forse poco invidiabile se visto sotto una certa prospettiva - di ben 6 eliminazioni consecutive agli ottavi di finale negli ultimi 6 Mondiali, da USA '94 compreso in poi, e affrontare forse la favorita per vincere questa edizione della Coppa del Mondo non è il modo migliore per cercare di rompere questo tabù. I messicani, tuttavia, possiedono caratteristiche sia offensive che difensive che potrebbero regalare un'altra sorpresa in questo Mondiale piuttosto ricco di risultati contro-pronostico, sorpresa che sarebbe poi relativa considerando l'organizzazione e la qualità individuale dei giocatori a disposizione di Osorio.

Che partita farà il Brasile

Nella sfida contro la Germania, l'unica disputata finora contro una squadra di caratura tecnica superiore, il Messico ha preferito non contestare la prima costruzione della Mannschaft per aprirsi poi molti spazi per andare in verticale, anche in contropiede. Il Brasile ha perfino più qualità tecnica e organizzazione nelle fasi di possesso rispetto alla Germania e con ogni probabilità Osorio deciderà ancora di lasciare il pallone per lunghe fasi sui piedi dei giocatori di Tite.

Il Brasile si dispone con il 4-3-3 e tende naturalmente a sviluppare il proprio gioco sulla catena sinistra (Marcelo-Coutinho-Neymar), una situazione che non è cambiata con l'infortunio del terzino del Real Madrid contro la Serbia e l'ingresso di Filipe Luis, che per cause di forza maggiore sarà confermato titolare anche contro il Messico. Filipe Luis ha mostrato fin da subito di entrare perfettamente nel meccanismo preferito della Seleção: non fa rimpiangere Marcelo nella costruzione da dietro grazie alla precisione dei suoi passaggi verticali, spesso taglia-linee, e si muove sempre in relazione alla posizione di Neymar, spesso anche verso zone più interne vista la tendenza del fuoriclasse del PSG a venire incontro in fascia per ricevere il pallone.

L'ingresso di Filipe Luis non cambia nulla nei meccanismi del Brasile: si attacca prevalentemente a sinistra e l'interazione con Neymar (che tende a rimanere largo) è sempre di qualità.

Neymar rispetto alle qualificazioni, dove tendeva ad accentrarsi di più partendo da sinistra, preferisce ora legare il gioco venendo incontro e semplificando i movimenti di Coutinho, che partendo da mezzala può rimanere più frequentemente nella sua posizione più interna. Forse riportare il fuoriclasse del PSG in posizione più esterna è un atto funzionale a esaltarne la migliore qualità tecnica, quelle del dribbling (addirittura 9 riusciti contro la Serbia) mentre Coutinho in posizione più interna può agire più da rifinitore soprattutto per gli scatti in profondità di Gabriel Jesus e Paulinho: contro il Costa Rica il fantasista del Barcellona ha messo a segno 6 passaggi chiave, contro la Serbia ben 4 filtranti.

In ogni caso la catena sinistra del Brasile non necessariamente è utile per sfondare su quel lato, ma anche per poter poi scoprire spazio sul lato debole per gli uno-contro-uno di Willian, le sovrapposizioni di Fagner (che sarà ancora confermato, con Danilo non al meglio) e gli inserimenti di Paulinho. In questo senso sta tornando utile un'insospettabile precisione di Casemiro nei cambi di gioco: rispetto alla partita con la Svizzera il mediano del Real Madrid ha aumentato la sua quantità di passaggi lunghi, mettendone a segno 4 su 5 tentati contro il Costa Rica e addirittura 6 su 6 tentati contro la Serbia.

Le contromosse del Messico

La prima annotazione da fare, tuttavia, è che la catena sinistra del Brasile si andrà a scontrare con la zona destra del Messico, che è quella dove gli uomini di Osorio difendono meglio. Il terzino Alvarez e soprattutto l'esterno Layun (che in realtà è un terzino naturale) sono più efficaci in fase difensiva rispetto agli omologhi del lato sinistro, Gallardo e Lozano rispettivamente. Inoltre nella zona di centro-destra agirà anche Herrera, che nel 4-4-1-1 difensivo del Messico gioca come mediano destro e dovrà vedersela principalmente con Coutinho, sfruttando la sua irruenza senza palla (a volte perfino eccessiva) per limitarne il talento e l'influenza: Herrera contro la Germania è stato il giocatore messicano con più contrasti effettuati (8) e ha messo a segno 2 palloni intercettati.

Il Messico difende di base a zona ma spicca per un fortissimo orientamento sull'uomo: la difesa si disallinea piuttosto facilmente per seguire gli scatti in profondità o i movimenti incontro degli attaccanti avversari, mentre gli esterni di centrocampo sono spesso chiamati a ripiegamenti profondissimi per coprire gli inserimenti soprattutto delle mezzali avversarie, un compito che spetterà appunto a Layun su Coutinho e soprattutto a Lozano su Paulinho.

In fase di possesso gli uomini di Osorio cercano spesso la giocata in verticale con il riferimento su Chicharito Hernandez, che parte nominalmente come centravanti del 4-2-3-1 ma che il più delle volte viene incontro e offre precisi appoggi di prima liberando spazio all'attacco alla profondità di Vela e Lozano. In questo senso Casemiro sarà chiamato a un puntuale lavoro difensivo in quella zona, simile a quello efficace svolto in finale di Champions League su Firmino che nel Liverpool svolge una funzione da centravanti di raccordo piuttosto simile a quella di Chicharito Hernandez nel Messico.

Per aprire spazi in verticale il Messico potrebbe anche cercare di disporsi a 3 in costruzione, come ha fatto soprattutto contro la Svezia alzando il terzino sinistro Gallardo: La linea a 3 del Costa Rica, ad esempio, attraeva sempre il pressing di Willian, Gabriel Jesus e Neymar e il Messico potrebbe così sfruttare l'allungamento del Brasile per mettere in atto le sue veloci combinazioni in verticale. In quel caso l'ampiezza viene garantita a destra da Layun a tutta fascia, mentre a sinistra si alternano Gallardo e Lozano, uno in posizione più interna e uno vicino alla linea laterale, con Gallardo che in alcuni casi svolge la funzione di vero e proprio falso terzino nelle coperture preventive in caso di palla persa.

La mappa dei passaggi del Messico contro la Svezia. Evidente la corcolazione arretrata dei 3 difensori che rimanevano spesso più bassi in costruzione (Alvarez, Salcedo e Moreno) e Chicharito Hernandez che ha una posizione media di tocco palla molto più bassa di quella del trequartista Vela. Il vero faro del gioco, in ogni caso, è Hector Herrera.

Ma il modo più frequente e forse più efficace attraverso cui il Messico attaccherà saranno i contropiedi. Contro la Germania sono arrivate tantissime occasioni attaccando alle spalle del terzino destro Kimmich, sia con Lozano che anche con movimenti ad allargarsi di Vela e Chicharito Hernandez, ed è da lì che è arrivato il gol. In questo modo Fagner, che non è un terzino difensivo, potrebbe rimanere più bloccato dietro per permettere comunque al collaudato asse Willian-Paulinho di attaccare in quella zona senza concedere pericolose transizioni ai messicani. Fagner inoltre è dotato di un'ottima velocità e può recuperare molto bene la profondità con la difesa alta.

Senza dubbio quello tra Brasile e Messico dovrebbe essere un ottavo di finale divertente, con due stili di gioco molto chiari e ben distinti, e una grandissima qualità per entrambe le formazioni. Anche dal punto di vista mentale sarà interessante osservare come il Brasile affronterà la sua prima partita da dentro o fuori consapevole di essere con ogni probabilità la squadra favorita per vincere il Mondiale, considerata poi la connotazione religiosa che si respira in quel Paese durante l'evento più prestigioso del calcio mondiale.

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