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15 luglio 2018

Mondiali story, la parabola di Chimbonda: dalla finale di Berlino alla 9^ divisione in Inghilterra

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Nemmeno un minuto a Germania 2006, ma con un epilogo diverso ai rigori anche Pascal sarebbe stato campione del mondo. Oggi gioca nella nona divisione del calcio inglese, ed è appena retrocesso. Così si è raccontato al Daily Mail

FRANCIA-CROAZIA LIVE

In quella rose dei ventitré c’era anche Pascal Chimbonda. Nato in Guadalupa e con una sola presenza nella Francia. E per solo un minuto. Ma anche a un solo rigore dall’essere campione del mondo. Sì, anche lui. Uno che non sarebbe comunque stato ricordato come eroe di quella Francia, ma che al collo avrebbe avuto lo stesso la medaglia più preziosa. Di mestiere terzino, in dieci anni è passato da Berlino alla nona divisione del calcio inglese. Dai 70mila spettatori dell’Olympiastadion del 2006 ai quattrocento di Consett, cittadina della contea di Durham dedita per lo più all’industria siderurgica. Con lui gioca anche qualche operaio. Gente che pratica il calcio per passione, lontanissima dai numeri registrati in carriera dal terzino francese. La squadra in questione, quella attuale, è il Washington FC. Per altro appena retrocessa dalla nona alla decima serie. In stagione vinte appena quattro partite, e qualcosa come 120 gol subiti. Lui, ex terzino ma ora difensore o centrocampista centrale, racconta la sua storia al Daily Mail: “Anche quando siamo sotto di sei o sette gol non penso mai: ‘Che cosa ci stai facendo qui?’. Se la tua testa è ancora in Premier non avrai il rispetto di nessuno nelle serie inferiori”.

(Foto North News and Pictures northnews.co.uk)

La sua storia

Sì, Premier League. Perché lì è dove giocava Pascal Chimbonda. Una carriera iniziata in Francia nel Le Havre e poi proseguita passando per La Manica. Wigan, Tottenham, Sunderland e Blackburn. In totale le presenze nel massimo campionato inglese sono 149 per lui, ora che è sceso di ben nove categorie rispetto ai campionissimi allenati da Guardiola e Mourinho. Negli Spurs vince anche un titolo, l’unico che figuri nel suo palmares: una coppa di lega nel 2007-08. Giocando da titolare tutte le partite compresa la finalissima vinta sul Chelsea nei supplementari. Poco prima era stato acquistato per oltre 4 milioni di sterline, nella stessa estate del 2006 in cui era arrivata anche la chiamata di Domenech. Oggi la sua realtà è però completamente diversa. “A volte vedo i calciatori che smettono di giocare ingrassare subito. Non li riconosci più, Io non voglio tutto questo, voglio che la gente si ricordi di me come un vero giocatore”. Merito allora della decima divisione inglese, dove Chimbonda somiglia più che altro a una star: “I  ragazzi mi chiedono spesso chi sia il migliore con e contro cui io abbia mai giocato. Mi chiedono di parlargli della Coppa del Mondo, e di Zidane. Mi piace molto” - dice Chimbonda. E ancora: “Un giorno un compagno mi disse: ‘Sono così felice, ti ho visto in Tv da bambino, non posso credere che ora sto giocando con te’ ”. Dunque la proiezione futura, e l’ambizione di diventare allenatore: “Sto lavorando duro per quello. Voglio restituire tutto quello che il calcio mi ha dato. E poi nella vita non si sa mai… Nessuno sapeva che Zidane sarebbe diventato un allenatore e guardate cosa ha fatto in questi anni. È una grande fonte d’ispirazione” - ha concluso il francese.

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