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15 luglio 2018

Mondiali 2018 Russia, clamorosa papera di Lloris nella finale: fotocopia di Karius contro il Real

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Un rinvio sbagliato e un dribbling fallito. Hugo Lloris come Loris Karius, due papere quasi identiche ma con un peso specifico opposto. Le due ingenuità del portiere tedesco costarono al suo Liverpool la finale di Champions contro il Real. Il francese deve invece ringraziare i gol segnati dai suoi compagni

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L’incubo che si materializza. La paura di chiunque scelga il portiere come propria professione. Sudati nel bel mezzo della notte. Tirando un sospiro di sollievo accorgendosi che quella papera clamorosa nella partita più importante di tutte è stata solo un sogno, bruttissimo. Invece realtà. Per Lloris, già graziato da una Francia in formato super, come fu per Karius, nell’ultima finale di Champions League. Lloris, di nome Hugo, come Loris, di cognome Karius, insomma. Una figuraccia in diretta Mondiale che rimarrà nella storia, anche senza grandi conseguenze. Sì, perché a Mosca a Francia va subito avanti, viene raggiunta e poi si trasforma in una sorta di rullo compressore sui giocatori croati ormai stremati da un Mondiale durissimo. Griezmann più Pogba più Mbappé. Tre gol in fila, e anche la sua super papera che ha regalato la rete a Mandzukic del 2-4 non ha portato a delle reali conseguenze. Lui, Hugo Lloris, che è stato uno dei migliori portieri del Mondiale. Probabile “Guanto d’Oro” come migliore della competizione nel proprio ruolo ma ora forse sceso nelle gerarchie per il premio finale. Autore di una clamorosa sciocchezza “alla Karius” che non preclude però ai francesi la coppa più improntate di tutte.

Il fotoracconto della papera di Lloris: tenta il dribbling su Mandzukic, che gli soffia il pallone e segna il 2-4

Fotocopie

È una storia diversa quella del tedesco Karius, ovvio. Lloris cerca il dribbling e lascia lì il pallone per Mandzukic. Gol. Lui tenta il rinvio a Kiev e Benzema ci mette il piedone per il vantaggio. Gol. Mané pareggerà. Poi la rovesciata stratosferica di Bale e l’altra papera. Col pallone che gli sfugge dalle mani e finisce in rete. Probabilmente ancora più grave. E pesante. Il ‘game set and match Real’ di quella finale. Perché il parallelo sul singolo errore (il primo a Kiev) è lo stesso. Ma il peso specifico nell’economia della partita è completamente diverso. La papera però resta. Per il tedesco dei Reds sotto gli occhi di tutta Europa. Per Lloris addirittura sopra il palcoscenico Mondiale. Quello più importante di tutti. Una partita che dura quattro anni e vivrà per sempre. Alla fine la Francia è campione. E quella coppa l’alza proprio lui, che sulla divisa gialla ha la fascia di capitano blu al braccio. Chiedendo scusa come fatto subito dopo la rete e magari pagando qualche cena ai tre goleador che lo hanno letteralmente salvato.

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