10 ottobre 2016

Ciro evita la crisi, ma l'Italia va ancora salvata

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I due gol dell'attaccante della Lazio allontanano le polemiche che un passo falso in Macedonia avrebbe alimentato. I problemi restano e non ci sono alibi per giocatori perfettamente collaudati nel campionato più duro d'Europa

Per fortuna che c’è Immobile. Altrimenti sarebbero stati dolori per tutti. Per Ventura, innanzitutto, che avrebbe visto andare in crisi la sua gestione ancora prima del voto di fiducia; poi per Verratti che avrebbe rischiato la crocifissione (metaforica) dopo quel disgraziato passaggio all’indietro potenzialmente capace di trasformare la Macedonia per noi in una nuova Corea. Burrone evitato grazie ai due gol segnati dall’attaccante che sa segnare soprattutto in Italia. Non è stato tutto cancellato, ma quei tre punti aggiunti in classifica allontanano le polemiche almeno fino alla prossima partita della nazionale, il 12 novembre contro un’altra avversaria non irresistibile come il Liechtenstein.

Doveva esserlo anche la Macedonia che nella classifica mondiale occupa il posto numero 146, un altro mondo rispetto a noi, sulla carta. In campo è stato diverso, molto diverso, abbiamo tremato davanti a Nestorovski, insospettabile macchina da gol sul quale il presidente Zamparini ha giocato tutta la sua credibilità di scopritore di talenti (Pastore, Cavani e Dybala li ha scoperti lui). Quando la squadra era in piena crisi down, è arrivato lui, Ciro Immobile: con la punta del piede sinistro e di testa ha bucato una difesa macedone che stava diventando impenetrabile.

Ventura ha accuratamente evitato di eleggere Immobile a salvatore della patria. Ha ragione, forse, perché la Patria calcistica non è stata ancora salvata. La campagna di Russia è appena cominciata e l’inverno è alle porte. Ma è troppo presto anche per invocare alibi; questa non è la Giovane Italia, non basta il ragazzino Romagnoli (già titolare nel Milan del diciassettenne Donnarumma e peraltro assolutamente incolpevole a Skopje) ad alzare il tasso di inesperienza di titolari tutti collaudatissimi nel campionato non più bello ma sicuramente più duro d’Europa. Per fortuna che c’è Immobile. Per ora.

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