10 ottobre 2016

Il ct un capitano di Ventura da difendere

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Se a Skopje fosse finita con una sconfitta della nostra Nazionale, saremmo già al processo sommario. In vista del match in Liechtenstein conviene non attaccare un uomo onesto, anche se non ha mai vinto una Coppa del Mondo

La caccia al cittì in Italia non ha mai conosciuto pause. Tutt’al più un velocissimo fermo biologico, giusto per consentire al nuovo titolare della panchina di completare l’acclimatamento. Per Giampiero Ventura il tempo è già scaduto. Se a Skopje fosse finita con una sconfitta della nostra nazionale, saremmo già al processo sommario; per fortuna Immobile ha segnato i due gol che hanno riportato in vantaggio la squadra, ma, a leggere e ad ascoltare i giudizi, sembrerebbe tutto da rifare, alla Bartali.

E’ stato scoperto che: 1) Ventura non è mai stato un grande calciatore; 2) Non ha mai giocato, né mai allenato un club di primissimo livello; 3) Non è proprio un giovane leone. Più o meno la scoperta dell’acqua calda. Che coincide con una fase storica particolare del calcio italiano; siamo in piena celebrazione di Maurizio Sarri che, a sua volta: 1) Non ha mai giocato al calcio; 2) Prima del Napoli non ha mai allenato grandissime squadre. La contraddizione non è di poco conto, il fuoco di fila di critiche rivolte a Ventura somiglia a un’esecuzione.

Il diritto di critica è sacrosanto, tutti siamo contestabili, soprattutto le scelte di uomini e moduli. Ma Ventura ha avuto coraggio ad accettare, quando altri colleghi – non più giovani – avevano cortesemente rifiutato le proposte di Tavecchio per allenare una squadra dove i talenti rappresentano una rarissima eccezione. La missione è chiara quanto difficile: portare l’Italia al Mondiale del 2018 in Russia, l’obiettivo minimo per un Paese che sportivamente vive intorno al pallone, un traguardo che l’Italia ha fallito l’unica volta nel 1958 (Svezia, l’anno dell’esplosione di Pelé).

Per ora siamo in piena corsa, alla pari con gli ex fenomeni della Spagna, la prossima partita non sembra impossibile: si va in Liechtenstein, altra periferia del calcio. Per dirla alla Ventura: “Un’altra gara importantissima”, dove sarà importante, fondamentale, non sbagliare. Nell’attesa, non istruiamo processi: non avremo campioni, almeno cerchiamo di trovare una squadra. Sarà il compito di Ventura, uomo onesto anche se non ha mai vinto una coppa del mondo. E’ l’unica certezza.

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