21 marzo 2017

Albania, tutti i segreti della squadra di De Biasi

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Il ct delle Aquile vuole dimenticare il ko con Israele (da cui eredita le squalifiche di Berisha e Djimsiti, che si fecero espellere) e affronta il suo derby con un nuovo vice: al posto di Paolo Tramezzani, passato al Lugano, debutta Marco Veronese. E in caso di vittoria promette...

Se Italia-Albania fosse un film non vi sarebbe titolo più indicato del celebre Dove osano le aquile, con Gianni De Biasi nei panni di Clint Eastwood. Perché Albania in albanese si dice Shqipëria, letteralmente "Paese delle Aquile", e se pensiamo a giocatori come Igli Tare e Lorik Cana è curioso che gli "aquilotti" più titolati del nostro calcio abbiano sposato la Lazio, che negli ultimi anni ha anche dato un nome - Olimpia - al rapace che la rappresenta.

Mission impossible - Non ci vuole un'aquila per dire che nel match di Palermo tra Italia e Albania la Nazionale di Ventura parte con un vantaggio tecnico enorme: Gianni De Biasi, nella prima conferenza stampa settimanale, ha subito chiarito che servirà una prestazione perfetta per cercare di ottenere un risultato favorevole. Il ct dell'Albania, che ha usato l'espressione "buttare il cuore oltre l'ostacolo", ha fatto leva sulla motivazione dei suoi giocatori. La sfida con l'Italia, per l'Albania, rappresenta un po' quello che nei cartoni animati di Holly&Benji poteva essere un confronto tra il Giappone e il Brasile. Stesso tipo di magia.

Chi non gioca mai e chi gioca troppo - E forse servirà un incantesimo per fermare questa Italia. De Biasi ha sottolineato il fatto che tra i convocati rossoneri ce ne siano parecchi che non trovano spazio nei rispettivi club. Facendo di necessità virtù, il ct punta sulla voglia di rivalsa di questi giocatori. Non è il caso di Hysaj che, come De Biasi spiega senza mezze parole, "gioca troppo". Ma il napoletano, fino a un mese fa impegnato su tre fronti tra campionato, Champions e Coppa Italia, è l'unico con un sovraminutaggio nelle gambe. Nel pacchetto arretrato (già colpito dalle squalifiche) De Biasi deve fare i conti con un'assenza pesante, quella di Mavraj, il suo difensore centrale più affidabile: fermato da un problema fisico ("giocherebbe anche da zoppo, ma abbiamo visto che non era il caso") è rimasto ad Amburgo per continuare la fisioterapia. E' stata una scelta tecnica, invece, quella di non convocare Gashi, che da ormai un anno ha lasciato il calcio europeo per iniziare la sua avventura in MLS con i Colorado Rapids. Eppure un albanese chiamato dall'America c'é: Jahmir Hyka, centrocampista dei San Jose Earthquakes, che ricalca la tratta già segnata da Paul Baccaglini: from Usa to Palermo.   

Big chance per Strakosha - Sono "solo" 6 gli italiani convocati da Gianni De Biasi per il derby contro la Nazionale di Ventura. Si tratta di Strakosha, Ajeti, Veseli, Hysaj, Basha e Memushaj. Dunque venerdì sera il portiere della Lazio, così come il difensore del Toro e il terzino del Napoli potranno trovarsi contro, dal 1', i rispettivi compagni Ciro Immobile, Belotti e Insigne. Nessun "derby" per i centrocampisti di Bari e Pescara, club da cui Ventura non ha selezionato italiani.
Il più giovane del gruppo è il portiere della Lazio, classe 1995, che grazie alla continuità che sta trovando con Simone Inzaghi sostituendo Marchetti ambisce a partire titolare. La sua presenza dal 1' non è scontata ma è molto probabile. In occasione dell'ultima partita di qualificazioni, contro Israele, fu Hoxha a prendere il posto di Berisha quando il portiere dell'Atalanta venne espulso. Il numero uno del Partizan di Tirana si fece trovare pronto parando il rigore, ma nel finale di partita non fu propriamente un drago, mettendoci del suo nei due gol che fissarono il passivo sul 3-0 per gli israeliani. 

Berisha e Djimsiti squalificati, Manaj e Cani restano a Pisa - Restando sul match giocato a novembre contro Israele, va segnalato che allora gli albanesi appartenenti a club italiani (tra Serie A e B) erano addirittura dieci. Oltre agli squalificati Berisha e Djimsiti, a Palermo mancheranno, in quanto non convocati, Manaj (a segno nell'ultima gara giocata con il Pisa, terminata 1-1 contro il Latina) e il suo compagno di squadra Cani (che in B gioca pochissimo). 

Occhio alla pronuncia - A proposito, noi italiani sbagliamo tutte le pronunce. La lingua albanese ha consonanti difficili da pronunciare, ma per quanto riguarda gli accenti non abbiamo scuse. Dunque impariamo a farli cadere al posto giusto, sia per Mànaj che per Memùshaj e Bàlaj (ecco attenzione perché lui è forte). Anche Hysaj vuole l'accento sulla prima sillaba, con la y che non è una i, ma a questo ci hanno già abituati bene Caressa e Compagnoni nelle telecronache del Napoli. La c di Cana ha il suono della zeta, vale anche per Cani, che non si legge come se si trattasse di quadrupedi. Esiste poi quel "xh" che sembra ostico ma è tale e quale al suono della nostra g, di giacca. Xhaka, infatti, si pronuncia Giàca. 

Bye bye Tramezza, debutto di lusso per Veronese - Tra le novità di formazione rispetto ad Albania-Israele c'è anche un cambio rilevante nello staff tecnico: Paolo Tramezzani, vice storico di De Biasi, è stato sostituito da Marco Veronese. L'ex attaccante, classe '76, che De Biasi ha allenato a Modena dal 2000 al 2002, prende il posto del neo-allenatore del Lugano.

La situazione del girone - Spagna e Italia sono appaiate a 10 punti dopo 4 partite. Israele, dopo il colpaccio di novembre in terra albanese, segue a quota 9. Per l'Albania, reduce dalle sconfitte con le Furie Rosse e gli israeliani, la sfida di Palermo è forse l'ultima speranza di non perdere il treno per i Mondiali. De Biasi, che ha dichiarato di non giocare mai per il pareggio, con una vittoria andrebbe a -1 dall'Italia. Ma se dovesse succedere, visto che ormai sono finiti tutti i premi da ricevere, De Biasi verrebbe direttamente proclamato Santo. Purtoppo l'aeroporto di Tirana è già intitolato a Madre Teresa di Calcutta, ma in caso di impresa la capitale è piena di piazze pronte ad ospitare un monumento per il ct. 

L'ultima uscita albanese in Italia - L'ultimo precedente dell'Albania in Italia risale allo scorso giugno, nell'immediata vigilia di Euro 2016. La Nazionale di De Biasi si confrontò in amichevole con l'Ucraina allo stadio Atleti Azzurri d'Italia di Bergamo, rimediando una brutta sconfitta figlia della paura di infortunarsi a una settimana da un traguardo così tanto agognato e finalmente raggiunto. L'Albania vista in Francia, infatti, diede poi dimostrazione di grande carattere, per quanto poi la sfortuna interruppe il cammino dei rossoneri al termine della fase a gironi. Adesso il cammino che Gianni De Biasi ha in mente è un altro: lo ha detto a Sky Sport, "se l'Albania batte l'Italia faccio il Cammino di Santiago a piedi". 


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