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07 novembre 2017

Svezia-Italia, Buffon: "Spareggio mondiale? Spero finisca come 20 anni fa. Il biscotto..."

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A poche ore dalla prima delle due sfide che decideranno il destino Mondiale, il capitano azzurro parla di tutto: dal suo esordio azzurro, con un altro playoff, al ritorno al 3-5-2. Dal ritorno di Simone Zaza, al ritiro di Andrea Pirlo

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Con uno spareggio Mondiale, ha cominciato la sua lunga avventura in maglia azzurra. Con uno spareggio potrebbe chiuderla. Alla vigilia della doppia sfida contro la Svezia, Gigi Buffon si è raccontato: "Ne avrei fatto a meno. Lo spareggio è sempre un rischio. E’ inevitabile, per cui - ha detto a RaiSport - è molto simpatico il caso che abbia cominciato con uno spareggio e che possa finire allo stesso modo. Alla fine l’importante è che il risultato finale non mutasse e rimanesse quello di vent’anni fa". Dici Svezia, dici biscotto: quel pareggio per 2-2 contro la Danimarca che eliminò gli azzurri alla fase a gironi dell’Europeo 2004. "Il tempo passa - ha aggiunto il capitano dell’Italia - è inevitabile che l’uscita con 5 punti da quell’Europeo fu bruciante, una grande delusione. E’ anche vero che se avessimo fatto meglio non ci sarebbe stato questo tipo di problematica. Se ti ritieni una squadra o un giocatore forte, sai che il destino passa dalle tue mani".

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Il clima prima del Playoff Mondiale

"Sempre buono, gioioso. C’è voglia di stare insieme, di condividere, con la consapevolezza di chi sa che andiamo incontro a due partite molto importanti per noi come gruppo, per tutto l’ambiente che ci circonda e per l’Italia intera. Per dare una gioia importante anche alla nostra gente, a chi ci sta vicino, a chi ci segue con passione".

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Ritorno al 3-5-2

Dopo il 4-2-4, Gian Piero Ventura sembra volersi affidare alle certezze: "Penso che il mister non abbia ancora deciso che tipo di partita faremo nello specifico - ha spiegato Buffon -, anche perché è da solo un giorno e mezzo che stiamo insieme e, secondo me, vuole monitorare le condizioni di ogni elemento per poi poter scegliere il modulo migliore per farci esprimere. Penso però che il Ct sappia benissimo come approcciare queste gare. Ci affidiamo a lui, abbiamo piena fiducia in lui".

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L’importanza del patto di Torino

Dopo l’1-1 contro la Macedonia, gli azzurri si riunirono per confrontarsi e ritrovare le forze soprattutto mentali per qualificarsi a Russia 2018. "E’ stata fatta passare come un qualcosa di eccezionale. Io vedo normale che dei professionisti al momento in cui non riescono a esprimersi e a cogliere determinati risultati, se hanno a cuore il lavoro che stanno facendo, le sorti della propria Nazione, debbano fare il massimo e debbano essere disponibili a qualsiasi tipo di confronto per poter superare ogni tipo di ostacolo. E’ una prassi molto usata, sia quando sono in Nazionale, sia alla Juve. L’unica differenza è molte volte non si viene a sapere".

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La pressione e il ritorno di Zaza

"La pressione? Non dobbiamo sentire quella esterna, perché probabilmente sarebbe un qualcosa che non aiuterebbe. Te la dà il senso di responsabilità, la consapevolezza che ci stiamo giocando molto". In azzurro è tornato anche Simone Zaza, dopo un inizio di stagione super con il Valencia: “Come l’ho ritrovato? Sempre pelato, uguale - ha scherzato Gigi Buffon -. Non deve rinascere, non è che stiamo parlando di un giocatore defunto e poi resuscitato. Ha sbagliato un solo rigore, come tanti in quella partita e tanti prima di lui in tutti questi anni di Nazionale. Trovare il capro espiatorio in Zaza o Pellè mi sembra assurdo. Ha avuto il coraggio di tirare un rigore e l’ha sbagliato. Peccato, quello sì. Poi la vita va avanti. Non è che in base a un rigore si può valutare la bravura o meno di un giocatore. Dopo un anno difficile, sta dimostrando il giocatore che è: importantissimo per noi".

Il ritiro di Pirlo

Bello anche il ricordo di questi anni passati accanto ad Andrea Pirlo, che ha giocato l’ultima partita di una lunga carriera ricca di successi con il New York City:"Gli ho mandato un messaggio personale, intimo. Gli ricordavo che se 25 anni fa quando ci siamo conosciuti, era l’estate ’93 per preparare un Europeo in un caldo infernale a Giulianova, ci avessero detto che avremmo fatto questa carriera, avremmo firmato immediatamente".

Le insidie svedesi

Di fronte agli azzurri arriverà la Svezia. Avversario molto difficile. Buffon inquadra così l’impegno: "Le squadre nordiche sono metodiche. Fanno paura, fanno le solite cose ma le fanno bene. Con queste squadre se giochi da 6 perdi, se giochi da 6,5 pareggi, se lo fai da 7 in su vinci. Per questo devi fare una bella partita anche individualmente". Sulla qualificazione non si sbilancia: "Vent’anni fa, in maniera spavalda avrei detto 'siamo già al Mondiale'. Adesso dico che lavoriamo per questo".

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