11 novembre 2017

Svezia-Italia, Di Canio: "Ecco cosa non è andato. A San Siro con il 4-3-3". Compagnoni: "Problema mentale"

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L'analisi tattica di Paolo Di Canio su Svezia-Italia: "Abbiamo peccato nelle scelte individuali. Non possiamo attaccarci agli episodi, è sintomo della pochezza del calcio italiano". Compagnoni: "Atteggiamento incomprensibile, abbiamo giocato per lo 0-0. Speriamo di sbloccarci mentalmente"

Svezia-Italia, il giorno dopo. Il giorno delle riflessioni e delle analisi, per capire cosa non è andato alla Friends Arena. Il tempo è poco, domani è già vigilia. Servirà un'Italia diversa, soprattutto mentalmente. Questo è il pensiero di Paolo Di Canio, che si è soffermato su quanto visto ieri: "È una questione di atteggiamento, si sapeva che a Svezia fosse una squadra fisica, che avrebbe lottato. Mi sarei aspettato che i nostri facessero la differenza nelle scelte individuali, nelle giocate. Invece ho visto giocatori molto timidi, quasi impauriti e sopresi. Questo a certi livelli non è possibile, se ci riduciamo a dire il 'eh ma il palo di Darmian', che è un tiro estemporaneo di un giocatore che non si deve trovare neanche al limite dell’area avversaria, oppure 'eh ma il colpo di testa di Belotti' allora stiamo certificando la pochezza del calcio italiano".

"Ecco l'Italia che schiererei lunedì"

"L’Italia ha le risorse per ribaltarla" - è convinto Di Canio - "soprattutto giocando in casa a San Siro, ma dato che non trova un modulo ideale mi aspetto che le scelte fatte in campo siano determinanti nelle due fasi". Che Italia metterebbe in campo, Di Canio? " Ho scelto un 4-3-3, adattando Florenzi come intermedio di destro al posto di Verratti. È vero che si sta specializzando come esterno ma è molto duttile e intelligente. A centrocampo potrebbe dare una dose di energia e recuperare palloni, anche per non far riposizionare tutti i centrocampisti della Svezia e permetterci di ripartire velocemente. Poi, tre punte: a destra ElShaarawy, che sta facendo benissimo. A sinistra Insigne e al centro Immobile, quello che sta meglio. Linea a quattro dietro con Chiellini imprescindibile e Bonucci se si vuole avere l'uscita di palla da dietro. D'Ambrosio e Darmian sulle fasce, De Rossi a fare schermo a centrocampo". Di Canio chiude con un pensiero sul CT Ventura: "Bravissimo come insegnante, ma fare il selezionatore è un’altra cosa. Significa avere a che fare anche con giocatori di grande esperienza con cui non hai mai avuto a che fare nel tuo club. Lo stimo, ma non vedo convinzione da parte sua in quello che propone. E alcune frasi a fine partita mi sono dispiaciute, sia da parte sua che da alcuni giocatori: fanno emergere la sensazione di una squadra debole, che non crede realmente di farcela. Mi aspetto che in silenzio si vada in campo a dare battaglia".

Compagnoni: "Il problema è mentale, atteggiamento incomprensibile"

Anche Maurizio Compagnoni ha commentato Svezia-Italia dagli studi di Sky Sport 24: "Atteggiamento incomprensibile, abbiamo giocato per lo 0-0. E poi? Cosa sarebbe successo a San Siro? Non siamo stati propositivi. La formazione di ieri a me non dispiaceva, ma Belotti-Immobile insieme non vanno, soprattutto in un 3-5-2. Nel momento in cui non c’è Zaza, avrei messo Insigne che la seconda punta può farla. Il problema principale però è l’atteggiamento, se andiamo a San Siro con lo stesso atteggiamento, va peggio che a Stoccolma. Anzi, se l’atteggiamento è questo, meglio non andarci al Mondiale, si rischierebbe di fare delle figuracce. Non resta che sperare che, non avendo nulla da perdere, la squadra possa sbloccarsi mentalmente: è stata la partita del Bernabeu a far perdere certezze e autostima. Ma lo 0-1 è ribaltabile, perché l'Italia non mi è piaciuta, ma mi è piaciuta ancora meno la Svezia".

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