14 novembre 2017

Cairo: "Ventura sembrava più un ospite che il Ct dell'Italia"

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Urbano Cairo, presidente del Torino

Il presidente del Torino ha parlato all'indomani del pareggio con la Svezia e dell'esclusione degli azzurri dal Mondiale: "Non ho visto il vero Ventura ma le responsabilità sono molte perché l'Italia ha fatto male nei due precedenti Mondiali e ora è tempo di rifondare"

Il terremoto dovuto alla non qualificazione dell'Italia al prossimo Mondiale in Russia coinvolge naturalmente anche i vari club di Serie A e non soltanto. Tra i tanti personaggi del mondo del calcio presenti a San Siro per la partita tra gli azzurri e la Svezia, c'era anche il presidente del Torino Urbano Cairo, che ha così assistito alla serata più negativa della storia azzurra. Il numero uno granata, all'indomani del pareggio che ha escluso la nazionale di Gian Piero Ventura dalla competizione che si giocherà in Russia la prossima estate, ha parlato ipotizzando alcune mosse per far rinascere un movimento ora più in difficoltà che mai, soffermandosi anche sul commissario tecnico che Cairo conosce bene per averlo avuto proprio sulla panchina del Torino prima dell'inizio della sua avventura alla guida della Nazionale. Queste le riflessioni del presidente granata in occasione della riunione con la commissione diritti tv della lega Serie A.

alciato: "rapporto ventura-tavecchio pari a zero"

"Purtroppo il calcio italiano è andato ai Mondiali nel 2014 e nel 2010 prima facendo molto male. Rischiavamo di fare lo stesso nel 2018 e quindi il tema fondamentale probabilmente è che in Italia una rifondazione ci deve essere e si deve proprio trovare la radice profonda del problema. Poi dopo le responsabilità di questo tracollo sono naturalmente di chi ha gestito tutto quanto. Sono passati sessant'anni dall'ultima volta in cui noi non siamo andati al Mondiale, è successa una cosa epocale che ha un’importanza notevolissima. Trarre le conclusioni è anche una cosa personale ma rimane il fatto che il sistema evidentemente deve intervenire e vedere quello che si può fare o no. Per quanto riguarda Gian Piero Ventura posso dire che non so perché non si sia dimesso, sinceramente alla fine di questa avventura di qualificazione mondiale mancata devo dire che io non ho mai visto il Ventura che conoscevo - ha continuato Cairo - mi è sembrato di vedere quasi un ospite più che un commissario tecnico. Anche ieri ho visto una partita in cui si giocava contro una squadra di giocatori alti due metri e un sistema di gioco che prevedeva tutte palle alte. E non è che sia così facile avere la meglio, perché si va a sbattere contro un muro e oltretutto non è mai stata trovata la giusta soluzione; è stato fatto tutto il contrario di ciò che serviva fare".

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