19 novembre 2017

Gravina: "Tavecchio si dimetta. Serve una rivoluzione culturale"

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Il presidente della Lega Pro invita Tavecchio a dimettersi: "Lo richiede la stragrande maggioranza delle nostre società. Però lui non è l’unico responsabile, siamo tutti colpevoli. Il calcio italiano non ha bisogno di una cura, ma di una rivoluzione culturale"

Una delusione Mondiale che fa ancora male, malissimo. Il calcio italiano prova a rialzarsi e in attesa di capire chi sarà il nuovo commissario tecnico azzurro dopo l’esonero di Ventura, continua a far discutere il futuro dell’attuale presidente della FIGC Carlo Tavecchio. "Mi dispiace, non ce l’ho con lui, anzi non è nemmeno il primo responsabile, ma il calcio italiano ha bisogno di una svolta, dobbiamo assumerci tutti la responsabilità. Per un atto di generosità dobbiamo tutti fare un passo indietro. I consiglieri della Lega Pro con cui mi sono confrontato in questi giorni vogliono le dimissioni di questo Consiglio federale. E, onestamente, le richiede anche la stragrande maggioranza delle nostre società. A cominciare dai rappresentanti di tutte le componenti del Consiglio. Poi, certamente si richiede un passo indietro del presidente Tavecchio anche se – ci tengo a dirlo – non è l’unico né, forse, il primo responsabile", parole importanti quella rilasciate da Gabriele Gravina, numero uno della Lega Pro, alla Gazzetta dello Sport.

"Il Consiglio Federale si dimetta, lo chiedono le nostre squadre. Serve una rivoluzione culurale"

"Sul piano umano ho profondo rispetto per Tavecchio, e con lealtà ieri sera l'ho chiamato per comunicargli quale sarà la nostra posizione domani in Consiglio federale", ha aggiunto Gravina. "Da presidente, non posso ignorare la posizione del mio Consiglio direttivo. Io pensavo che la questione dirimente non fosse con o senza Tavecchio, ma quali risposte dare a chi, giustamente, ci chiede azioni incisive. L'idea è che il calcio italiano non abbia bisogno di una cura, ma di una vera e propria rivoluzione culturale. Ma se la richiesta preliminare è azzerare questo Consiglio Federale, è mio dovere ascoltarla. Cosa dovrebbe fare Tavecchio nel Consiglio di domani? Dimettersi e accompagnare la Federazione alle elezioni, tra due o tre mesi. Sarebbe lui stesso, da presidente dimissionario a gettare le basi del rinnovamento approvando quelle proposte a cui abbiamo lavorato in questi giorni. E nel caso in cui volesse ricandidarsi, ne avrebbe tutto il diritto. Se Tavecchio potrebbe resistere? Sì, ha ancora la sua maggioranza. Sempre che Sibilia continui a sostenerlo e non tragga conseguenze di fronte a un quadro "politico" mutato", ha proseguito il presidente della Lega Pro Gravina alla Gazzetta dello Sport.

"Tavecchio unico responsabile? Siamo tutti colpevoli"

"Responsabili? Mi sembra ingiusto individuare in Tavecchio l'unico colpevole. Colpevoli siamo tutti. Ma il coordinatore del Settore tecnico, Renzo Ulivieri, non ha alcuna responsabilità? Il calcio italiano ha bisogno innanzitutto di un intervento legislativo forte. Il nostro mondo è regolato da una legge vecchia di trentasei anni. Francamente, non è più tollerabile. Per ricostruire la Nazionale trasformiamo i Centri federali in Academy, così non servono a niente. E poi facciamo in modo di garantire alle società un risparmio fiscale e imporre che parte di quelle risorse siano destinate ai settori giovanili e allo sviluppo delle infrastrutture. Progetto seconde squadre? Facciamolo, ma senza stranieri e Under 23, altrimenti che senso avrebbero?" ha concluso Gravina.

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