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19 marzo 2018

Verratti: "Nazionale e Psg, che delusioni! E che confusione con Ventura"

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Verratti, Italia

Verratti, Italia (Getty)

Il centrocampista azzurro alla Gazzetta dello Sport: "La mancata qualificazione al Mondiale è una ferita ancora aperta, un fallimento totale. Di Biagio vede il calcio come me. Ventura? Quando avevamo la palla andavamo tutti in confusione". Poi sul Psg: "Voglio rimanere, vincere con questo club è il mio obiettivo"

Un trauma Mondiale difficile da superare. "La ferita è aperta e sarà molto dolorosa quando vedremo i Mondiali in tv. E' stato un fallimento totale. Il fatto di avere la Spagna nel gruppo forse ci ha spinto a non credere in noi fino in fondo. Pensavate di arrivare comunque secondi? Era l'aria che si respirava in Nazionale. Poi gli spareggi sono gare difficili, anche se magari a portata. Bisogna guardare avanti. E cambiare: noi giocatori che siamo i primi responsabili", parole chiare quelle rilasciate da Marco Verratti nel corso di un'intervista alla Gazzetta dello Sport. Il centrocampista, convocato per le due amichevoli contro Argentina e Inghilterra, ha parlato così del nuovo ct azzurro: "Di Biagio vede il calcio come me. Può essere un vantaggio. Accetto le critiche, fanno parte del mestiere, soprattutto se giochi per una nazione intera. L'importante è che la gente capisca che non giochiamo per soldi, ma per l'onore di rappresentare il proprio Paese".

"Ventura? Quando avevamo la palla andavamo tutti in confusione"

"Di Biagio dice che Verratti va messo nelle migliori condizioni. Ventura non l'ha fatto? Ventura aveva una visione molto tattica. Magari va bene in club, ma in Nazionale è più difficile acquisire tante nozioni tattiche in pochi giorni. A volte – ha proseguito Verratti –  quando avevamo palla, andavamo tutti in confusione. L'organizzazione è importante, ma in Nazionale non si fa tutto con la tattica. Ventura lo rispetto, è un po' come Zeman. Ma se metti Zeman in Nazionale magari è dura far capire a tutti le sue idee in così poco tempo. Buffon? Per lui porte restano sempre aperte. Se un giorno dovesse chiudere, ci mancherà in campo e in spogliatoio: è un punto di riferimento per tutti", ha aggiunto il centrocampista italiano.

"Balotelli? Meriterebbe la convocazione"

Verratti che sarà uno degli uomini anche del nuovo corso azzurro: "Ricordo le prime volte in azzurro. Spero di trasmettere passione e entusiasmo a chi arriva. Balotelli? A Nizza gioca spesso con due punte. E' un giocatore di valore, il posto se lo meriterebbe per le prestazioni. Può fare bene alla Nazionale se viene messo nelle condizioni giuste. E se viene con l' atteggiamento giusto. Obiettivo Nations League o Europeo? Dobbiamo riportare entusiasmo e riconquistare i cuori dei tifosi. I risultati vengono con il lavoro. Se il Ct del futuro sarà Di Biagio, Ancelotti, Mancini, Conte o Ranieri? Sono scelte della Federazione. Sono tutti profili di alto livello", ha aggiunto Verratti.

"Real? Eravamo convinti di passare"

Dalla delusione per la mancata qualificazione al prossimo Mondiale con l'Italia a quella per l'eliminazione del Paris Saint-Germain dalla Champions League negli ottavi di finale contro il Real Madrid: "A caldo emerge sempre di più la delusione. Il Real è un avversario tosto, ma eravamo convinti di passare. Il Psg non è così distante dal Real. Poi certi episodi fanno la differenza. Ronaldo magari non ha fatto molto all'andata, ma comunque due gol. L'assenza di Neymar nella gara di ritorno? E' come togliere Messi al Barcellona. Sono giocatori che fanno il 30% di una squadra. Abbiamo la fortuna di averlo con noi. L'hanno pagato tanto perchè è un fenomeno. Feeling particolare con Neymar così come con Ibrahimovic? Zlatan forse è più selettivo in amicizia. Ma in campo si somigliano. Sono due leader: trascinano i compagni, si allenano al massimo", ha affermato Verratti nella sua intervista alla Gazzetta dello Sport.

"Futuro? Vincere con il Psg è il mio chiodo fisso"

Troppe espulsioni? Veratti risponde così: "Contro il Real ho sbagliato. Ma è un rosso di frustrazione. A volte gli arbitri potrebbero essere più tolleranti. Ho avuto una reazione scomposta, ma non ho insultato nessuno, mentre Messi che protesta puntando il dito in faccia all' arbitro non viene neanche punito. Comunque devo migliorare". Capitolo futuro: "Ho letto che Raiola mi ha offerto al Barcellona. Falsità. Ho parlato con i miei dirigenti, sanno cosa penso, le cose sono chiare: ho deciso di restare. Ho il chiodo fisso di vincere con il Psg che mi ha permesso di crescere anche come uomo. E di condividere un progetto ambizioso. Spero la pensino così anche i miei compagni. Una sconfitta non può azzerare tutto. Se resta Neymar? Per raggiungere grandi obiettivi, servono grandi giocatori". Battuta finale sulla corsa scudetto in Serie A: "La Juventus è spietata. Sa vincere anche se non gioca bene. E' questione di mentalità. Per il Napoli è dura rimontare. Lo scontro diretto potrebbe essere decisivo", ha concluso Verratti.

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