10 ottobre 2016

Icardi: "Maradona non è un esempio per nessuno"

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Poco prima della presentazione della sua autobiografia, Mauro Icardi ha replicato all'attacco ricevuto nel pomeriggio dal Pibe de Oro: "Le sue parole non c'entrano nulla con la pace. Non parlo con chi è fuori dal mondo del calcio"

Alla presentazione della Partita della pace, voluta da Papa Francesco, Diego Armando Maradona aveva parlato di lui indirettamente: "Icardi in Nazionale? Dei traditori non parlo", alludendo ancora una volta allo scontro che coinvolge Maxi Lopez e l’attuale moglie del capitano dell’Inter Wanda Nara. Poco prima della presentazione della sua nuova autobiografia “Sempre Avanti”, in diretta a Sky Sport 24, l'attaccante nerazzurro ha replicato in modo durissimo: "Era già successo l’anno scorso. Maradona ha fatto una figuraccia. Non rispondo a una persona che ormai da tempo è fuori dal calcio e non può essere un esempio per nessuno. In campo è stato un grande, ma quando parla fa una figuraccia dietro l'altra. Che c'entrano queste sue parole contro di me con l'esempio che si dovrebbe dare parlando di pace?".

"Giocare sempre come contro la Juve" - Nel corso della sua intervista con Massimiliano Nebuloni, Icardi ha anche parlato del momento della sua squadra, che ospiterà domenica il Cagliari. Una partita da vincere per rilanciarsi dopo la sconfitta con la Roma e a cui dare continuità dopo i troppi alti e bassi visti finora. "Durante la sosta eravamo in pochi ma abbiamo lavorato bene, a poco a poco arriveranno i giocatori impegnati con le nazionali e servirà una grande prestazione come contro la Juve. Quella partita è l'esempio che ci serve per tutta la stagione, non abbiamo alibi per non ripetere quella prestazione contro tutte le squadre”. Perché sempre in svantaggio? “Non c'è, l'unica cosa che dobbiamo fare è lavorare e andare avanti, fare bene la nostra strada, fare quello che ci chiede il mister e mettere in campo quello di cui parliamo in settimana. Abbiamo una grandissima squadra e possiamo farlo".

Il rinnovo e la Nazionale - Icardi non si sente un top-player, "faccio quello che devo fare, i gol, è il mio lavoro. La società, col rinnovo, mi ha fatto sentire importante, sono anche il capitano e ora devo ripagare in campo la fiducia della società e di tutti quelli che hanno dato l'ok a questo nuovo contratto". E chissà che continuando a segnare non arrivi finalmente una chiamata dalla nazionale. "Quando deve arrivare, arriverà - commenta Icardi -. Mi fa piacere essere considerato un giocatore da nazionale, l'Argentina ha i migliori attaccanti al mondo e fa piacere essere buttato lì in mezzo a tutti questi giocatori, poi tocca all'allenatore decidere chi convocare".