18 novembre 2016

Immobile racconta: "La Lazio era la mia priorità"

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Ciro_Immobile_Lazio_Getty

Ciro Immobile, attaccante della Lazio (Getty)

La squadra di Inzaghi continua la preparazione per a prossima sfida contro il Genoa. Intanto l'attaccante della Nazionale si racconta: "Amo il calcio grazie a papà, l'annata a Pescara straordinaria sotto tutti i punti di vista"

Per la Lazio di Simone Inzaghi si avvicina la gara contro il Genoa di Juric. La sfida è in programma allo Stadio Olimpico domenica alle ore 15 e il gruppo biancocelesti sta continuando a lavorare per preparare l’impegno e proseguire così nell’ottimo momento di forma e di risultati. Anche oggi a Formello i giocatori si sono allenati a partire dalle 11: terminata la fase iniziale dedicata al riscaldamento, la squadra si è concentrata sulla circolazione di palla con gruppo diviso in due parti. In seguito è arrivato il momento della fase atletica con diverse postazioni per sviluppare la velocità e la coordinazione. Infine, i calciatori si sono dedicati alla tattica e a seguire hanno preso parte alla consueta partitella a campo ridotto.

Non solo campo, ai microfoni di Lazio Style Channel ha parlato anche Ciro Immoblie. L’attaccante è uno dei protagonisti della squadra biancoceleste ed ha già realizzato nove reti con la maglia della squadra di Inzaghi. Di questo, del suo passato e delle sue speranze ha parlato proprio il calciatore: “Mi sono appassionato al calcio grazie a mio padre, ricordo ancora la prima volta che siamo andati in una scuola calcio. Era la Torre Annunziata 88, la società della mia città. Ho iniziato molto presto, credo a 4 anni e andavo lì anche quando non potevo, mi piaceva talmente tanto che dovevo andarci per forza, mio padre aveva chiesto un favore al presidente e ho cominciato così”.

Ripercorrendo la sua carriera Immobile si sofferma poi su una tappa importante: “L’esperienza a Pescara è stata straordinaria sotto tutti i punti di vista, un'annata fatta nel migliore dei modi perché abbiamo vinto il campionato, sono stato il capocannoniere e ho vinto il premio di miglior giocatore del campionato”. Poi il Torino: “Nelle prime sette partite in maglia granata non ho segnato nemmeno un gol, poi mi sono sbloccato perché ho iniziato a sentire la fiducia di tutto l’ambiente. Da lì è partita una cavalcata pazzesca, abbiamo raggiunto obiettivi importanti come l’Europa League. Io poi ho vinto il titolo di capocannoniere. Una stagione dove abbiamo fatto cose importanti”.

Borussia Dortmund, Siviglia, ancora il Torino. Poi l’avventura a Roma: “Ai tempi dell’Europeo già della possibilità di vestire la maglia della Lazio. La mia prima scelta era questa, era una priorità. Il primo gol contro l’Atalanta è stato emozionante anche perché non me l’aspettavo proprio. Avevo lavorato tanto e quella rete ha rotto il ghiaccio, mi è servita per acquistare fiducia. Ora spero di riuscire a segnare ancora tanto”.

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