25 novembre 2016

Chievo, Maran verso il Toro: "Alziamo l'asticella"

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L'allenatore del Chievo Rolando Maran (getty)

Dal Cagliari al Torino, Rolando Maran non nasconde le ambizioni del suo Chievo, squadra che vuole continuare a stupire, ambiziosa. Out Floro Flores e Hetemaj

Il Chievo non si nasconde e mostra tutte le sue ambizioni, in campo, domenica dopo domenica. E anche in conferenza, attraverso le parole del suo allenatore Rolando Maran: "Il mio Chievo vuole alzare l’asticella e lo dimostrano le ultime interviste dei miei ragazzi”. Da Castro a Spolli, passando per Radovanovic. Il motto è sempre lo stesso: migliorarsi. Per puntare sempre più in alto nonostante una classifica (decimo posto) che sorrida già abbastanza. Maran vede il Torino all’orizzonte, match valido per la 14.a giornata di Serie A. “La cosa importante è che dopo la vittoria con il Cagliari sia tornato quel piglio sbarazzino che dobbiamo avere sempre e non il braccino corto. Questa settimana abbiamo lavorato bene, con determinazione, propositivi e senza limitarci. E’ importantissimo per me, bisogna fare così perché è questo l’atteggiamento che voglio. Ci ridà l’autostima giusta per ripartire, il piglio da Chievo. Ultimi otto gol tutti da giocatori diversi? E’ un fattore estremamente positivo, significa che tutti quanti sono partecipi all’azione, che tutti cercano di portare un vantaggio al Chievo con un loro gol. Il fatto che ci si arrivi con tanti giocatori è ottimo". 

Sguardo al Torino - Sempre Maran: "E’ un Torino che sta bene, che ha ottime qualità e ambizioni elevate che non nasconde perché sa di avere un organico di prim’ordine. E’ altrettanto vero che noi abbiamo sempre venduto cara la pelle, e anche domani sarà così. Vogliamo dare ancora più valore alla vittoria contro il Cagliari. La squadra sta bene, abbiamo due/tre defezioni come Hetemaj, Floro Flores e Bastien ma non ci devono turbare. Birsa o De Guzman? Entrambi hanno delle peculiarità che vanno sfruttate, chi sceglierò comunque dovrà metterci impatto fisico oltre alla tecnica. Valuterò all’ultimo. Adesso ci siamo abituati bene alla vittoria, non appena la vittoria ci manca da tre/quattro giorni facciamo già la bocca storta. Questo deve rappresentare un motivo di crescita da parte nostra perché dobbiamo pretendere un po’ di più da noi stessi. Ci serve sempre un po’ più coraggio, la vittoria di Cagliari ci deve dare la spensieratezza giusta per guardare in avanti senza voltarsi e osservare quanto fatto. Noi facciamo la corsa su noi stessi, non guardiamo quello che fanno gli altri: vogliamo superarci, migliorarci. E’ questo l’aspetto mentale che ci aiuta a crescere. Mihajlovic? Sta dimostrando le sue idee anche a Torino, e punta sempre al risultato pieno: da quanto punto di vista siamo simili, entrambi vogliamo vincere sempre”.


 

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