19 dicembre 2016

Alla scoperta di Caldara, ultimo colpo della Juve

print-icon
Mattia Caldara - Atalanta

Mattia Caldara insieme a Franck Kessié, tra i gioielli dell'Atalanta di Gasperini (foto Getty)

I bianconeri hanno trovato l'accordo economico per portare a Vinovo il difensore che seguivano da tempo: all'Atalanta andranno 20 milioni più bonus. L'ufficialità arriverà a gennaio ma il giocatore potrebbe rimanere a Bergamo fino al termine della stagione. In ogni caso a Torino Caldara troverà uno dei suoi grandi modelli

Timido, timidissimo. Almeno fuori dal campo, perché dentro ha già dimostrato di non avere paura. Del resto, uno che Gasperini ha buttato dentro a sorpresa in Serie A contro il Napoli e che ha annullato Milik per 90 minuti, è già un predestinato. Saranno state le crespelle di mamma, quelle di cui Mattia Caldara va pazzo fin da piccolo. Oppure le videocassette di Nesta viste e riviste quando era ancora soltanto un bambino nella sua Bergamo. “Sandro” l’idolo (e il numero di maglia lo conferma), Chiellini il modello. Poster in camera guardato e ammirato così tante volte che quando lo ha affrontato allo Stadium si è pure “vergognato di chiedergli la maglia”, confessa lui. Eppure tra poco potrebbe ritrovarselo nello spogliatoio di Vinovo: niente poster e foto, tutto in carne ed ossa. Perché il futuro di Caldara è già tinto di bianconero. Operazione che verrà presto definitiva, poi arriverà anche l’ufficialità. Ma non ci saranno problemi: Mattia sarà della Juventus o dalla prossima estate o dal 2018, questione soltanto di tempo. E all’Atalanta va una bella cifra per il difensore esploso quest’anno con Gasp: alta la parte fissa (circa 20 milioni di euro), alta pure quella legata ai bonus. Insomma, un vero e proprio colpo. Per il futuro.

Tre gol in stagione, vizio che non gli è mai mancato. Ma quest’anno il rendimento è super, visto che in 11 presenze ha già eguagliato i numeri dello scorso anno. Era in prestito a Cesena, dopo quello a Trapani. L’esordio in A timbrato il 18 maggio del 2014, nella sconfitta dell’Atalanta a Catania. Ma era solo un assaggio, 45’ per rompere il ghiaccio e poco di più. L’esordio vero e proprio è arrivato quest’anno, nel momento più difficile di Gasperini sulla panchina della Dea. “Mi affiderò ai giovani” ha deciso Gasp, e così è stato. Dentro tutti: Gagliardini, Petagna, Caldara. Appunto. Ragazzo vero, di quelli semplici. Scuola Atalanta, nerazzurro come l’Inter (la squadra che tifava da piccolo). Campioncino cresciuto a Zingonia dove i gioielli della Dea prendono forma e sostanza. Timido, dicevamo. Ma solo fuori dal campo, dove ama il cinema (“Il codice da Vinci”, il suo film preferito), la cucina di mamma e i numeri: andava benissimo a matematica, se non avesse fatto il calciatore avrebbe voluto lavorare in banca. In campo invece è concreto e solido, sfrontato e coraggioso. Contro Milik temeva di fare una figuraccia, lo ha marcato e battuto. Ha sconfitto pure Icardi, Dzeko e Pavoletti, ha annullato Kalinic. Si è conquistato la fiducia di Gasp e di Ventura: titolarissimo dell’Atalanta, azzurrino del presente (in Under 21) e del futuro, perché la Nazionale maggiore lo ha già chiamato a Coverciano. Ed è solo l’inizio. Lo ha seguito il Napoli, ammirato la Roma, corteggiato il Milan. E adesso… la Juventus, che lo ha osservato da vicino prima di affondare il colpo. Il futuro sarà bianconero, al fianco (o al posto) dell’idolo Chiellini. Ecco chi è Mattia Caldara: un’altra C, per la BBC della Juventus del futuro.

Caldara e la maglia di Chiellini: "Ho avuto vergogna"