27 dicembre 2016

Gandini: "Rinnovo Spalletti? Sta a lui. Totti..."

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Il CEO della Roma parla in esclusiva di tanti argomenti sul presente e sul futuro giallorosso da Dubai: "Il nostro allenatore è quello che ci serve per crescere e vincere, ha la penna in mano per il suo contratto. Francesco può giocare quanto vuole"

Dall’Italia a Dubai, parola a Umberto Gandini. Il CEO della Roma parla dai Globe Soccer Awards in esclusiva a Sky Sport 24: "Nessuno è imbattibile. La Juve è un avversario molto ostico, così come lo sono altri. Noi oggi siamo secondi, ma dietro abbiamo un Napoli che gioca benissimo, un Milan che ha fatto molto di più delle aspettative, abbiamo Lazio, Fiorentina… Il bello del calcio italiano è che puoi vincere contro chiunque. Oggi secondo me anche la Juventus ha dei punti deboli e delle difficoltà, è una stagione molto pesante per tutti ed è facile perdere dei punti", sottolinea il dirigente giallorosso.

Il rinnovo di Spalletti - "Credo che Spalletti si convinca da solo, in base ai risultati che farà e che sta facendo e al lavoro quotidiano con la squadra. Lui ha detto che la penna è in mano ai giocatori e credo sia in linea col suo pensiero. E’ un grande professionista ed un vincente, attento ai dettagli. E’ quello che serve per far crescere e vincere la Roma, ci aspettiamo che i risultati sul campo portino Spalletti a decidere di stare con noi. Bisogna capire cosa pensa lui, vincere un trofeo è sicuramente auspicabile e fondamentale per la crescita di questa società ma ci sono tanti modi di arrivare secondi o perdere le finali. Vincere aiuta a vincere, però", prosegue Gandini.

Il futuro di Totti - "Credo che lui sia un giocatore, completamente. Sta attraversando una stagione difficile e complicata, ha avuto qualche infortunio e comunque è stato già protagonista come nella rimonta contro la Sampdoria. Ha 40 anni, può ancora fare la differenza. Sono sicuro che avrà tutto il tempo ed il modo per prendere la decisione migliore per la sua carriera. Può giocare quanto vuole, anche Spalletti lo sa. Non penso però che Francesco decida di rimanere un giocatore se non può incidere", conclude il CEO della Roma.