12 gennaio 2017

Inter, ecco Gagliardini: "Sogno un gol al derby"

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Il neo centrocampista nerazzurro, dopo la firma sul contratto e l’ufficializzazione dell’affare, ha parlato per la prima volta da interista: "Ammiravo Zidane, oggi il mio modello è Pogba. Inter club prestigioso, inimitabile e ambizioso. Verratti? L'ho conosciuto in Nazionale, sarebbe bello ritrovarlo qui"

Il saluto all’Atalanta, le visite mediche con quello che è diventato il suo nuovo club, la firma sul contratto e ora anche le prime parole da nuovo calciatore dell’Inter. Roberto Gagliardini continua a essere al centro del mercato nerazzurro e la prima tappa della sua storia come nuovo centrocampista a disposizione di Stefano Pioli l’ha visto impegnato nella presentazione ufficiale. "Questo primo giorno è intenso e importante, sono contento di essere qui e voglio dare tutto per questa maglia. In Primavera e con gli Allievi qualche partita contro l’Inter l’ho giocata e l’ho anche vinta; l’Atalanta è conosciuta per il suo settore giovanile".

Sogni e modelli -
"E’ tutto nuovo per me, ho già detto più volte che il giocatore a cui più mi sono ispirato è Zidane, anche se abbiamo qualità diverse. Oggi uno dei miei modelli è Pogba, un giocatore fortissimo. Il miglior giocatore dell’Inter di oggi? Ci sono tanti campioni e già l’ho campito vedendoli ieri in allenamento. Durante il tempo libero gioco alla play station anche se recentemente sono andato a convivere con la mia fidanzata, quindi le cose sono un po' cambiate. Ho scelto l’Inter perché oltre ad avere una storia incredibile, è la squadra che mi ha voluto di più. Non mi spaventa giocare a San Siro, sono qui per dare il mio contributo. La prima volta che ho giocato in quello stadio è stato uno spettacolo, quando sono entrato con i miei compagni abbiamo iniziato a ricordare gli episodi storici, i gol che vedevamo in tv da piccoli. Giocare nell’Inter è un sogno che si avvera e un'opportunità importante, voglio confermarmi e spero di dimostrare il mio valore in campo.

La posizione in campo -
"Ruolo? Mi piace fare la mezz’ala anche se con Gasperini ho giocato in mezzo e mi sono sempre trovato benissimo. Anche giocando a tre a centrocampo mi sento a mio agio. Il progetto di Suning è ambizioso, il presidente vuole riportare la squadra ai livelli di un tempo ed è un orgoglio che io sia stato scelto per questo percorso. Per me questo club è prestigioso, inimitabile e ambizioso. In questa stagione con l’Atalanta ho giocato solo un quarto d’ora contro l’Inter ed ho un bel ricordo di quella partita che abbiamo anche vinto, fu una vittoria importante. Ma affrontare l'Inter è sempre difficile perché ha tanti grandi giocatori che mettono in difficoltà chiunque. Cosa rappresenta per me Zanetti? Un esempio, lui è il capitano. Ha vestito questa maglia per vent’anni giocando ad alti livelli, è un simbolo dell’Inter e non solo. Io capitano? Sarebbe un sogno, qualche volta l’ho fatto nelle giovanili dell’Atalanta".  

Passato e presente - "Quest’anno ho avuto una crescita importante grazie a Gasperini, che mi ha fatto capire come mettere le mie qualità al servizio della squadra. Sono cresciuto anche mentalmente nel modo di affrontare le partite e gli allenamenti, ecco perché sono qui. Io il Pogba bianco? Questi sono titoli giornalistici, io so dove posso arrivare e come posso arrivarci; voglio fare del mio meglio per l’Inter e riuscire a raggiungere i primi tre posti in classifica. La squadra è in un ottimo periodo e sarà importante mantenere la continuità. Sto iniziando a conoscere tutti ma sono arrivato solo ieri. Qualcuno l'ho conosciuto in Nazionale, altri solo come avversari, ma andando avanti con il tempo approfondirò i rapporti con tutti. Il primo allenamento vero e proprio con il gruppo è stato oggi ed è stato molto positivo in vista del match di sabato. Ero convinto di rimanere all’Atalanta, poi c'è stata questa offerta alla quale il club non ha detto no e io l'ho colta al volo. Per me è un orgoglio".

Titolare con il Chievo? -
"Pioli mi ha dato i primi compiti in mezzo al campo e mi sta dando altri consigli. Questa società è un punto di partenza per me, non bisogna mai pensare di essere arrivati. Sono in un club importante per la prima volta e voglio dare tutto. Sogno di segnare il mio primo gol nel derby, di sbloccare la gara sullo 0-0 al novantesimo. Verratti? L'ho conosciuto in Nazionale ed è sicuramente un grandissimo che sta dimostrando quanto vale e sarebbe il massimo ritrovarlo anche qui. Prima ero un giocatore più offensivo, quest'anno invece ho imparato l'importanza di difendere e di mantenere la posizione grazie a Gasperini. Vorrei giocare già contro il Chievo, dipendesse da me mischierei titolare ma comunque deciderà il mister. Ho parlato anche con Zanetti, mi ha ripetuto le cose che mi ha detto anche Stankovic. Si sente subito che sono due giocatori che hanno amato la maglia e hanno dato tutto per l’Inter".

Obiettivi e speranze -
"Sento abbastanza la rivalità con la Juventus perché mi hanno battuto quest’anno quando ero all’Atalanta e anche perché vince da anni; è ora di cambiare. Tornano a parlare di noi, penso di poter giocare con Kondogbia, entrambi siamo centrocampisti con caratteristiche che ci completano. Il mio prezzo non è un peso ma una motivazione. L’investimento è stato importante e mi porta a dare di più. La mia migliore qualità è il senso della posizione, mi faccio trovare pronto in entrambe le fasi. Quando avevo cinque anni facevo il centravanti, poi mi sono rassegnato ad indietreggiare. Icardi è un campione, ha solo un anno in più di me e ha fatto quello che ha fatto, è il perno della squadra. Vorrei vincere la Champions, significherebbe essere nella squadra migliore d’Europa. Sono contento che la società abbia deciso di puntare sui giovani ma ci sono anche gli stranieri forti, chi merita è giusto che arrivi dove deve. Tra dieci anni spero di essere ancora in un grande club e tutto ciò che ne consegue, vincere titoli e giocare in Nazionale".

Curiosità - Non solo calcio: "Mi piace molto il basket e tifo Cleveland, seguo tanto l’NBA e con le varie app mi rivedo le partite della notte. Rituali prepartita? Ascolto la musica e basta, soprattutto il rap italiano. Il cibo preferito? Quello di mamma, sono una buona forchetta". E poi di nuovo il campo: "Posso fare anche il playmaker perché fa parte delle mie qualità far girare la squadra e anche il possesso palla è nelle mie caratteristiche. Penso che qualche anno fa giocavo nel Vicenza e ora sono qui, l'anno scorso pensavo alla salvezza e ora alla Champions. E' un grande salto. Mi piace lavorare e lo faccio anche prima e dopo gli allenamenti. Il sacrificio mi ha fatto arrivare qui".

"Se segno all’Atalanta…" -
"L’esperienza più difficile della mia carriera? Allo Spezia, sono arrivato a fine mercato in un campionato già iniziato e ho avuto qualche difficoltà fisica perché avevo la pubalgia. Se dovessi segnare all’Atalanta non potrei esultare, sono andato via da Bergamo due giorni fa e a quella società devo tutto. Tiferò sempre per loro, poi è chiaro che sono un professionista; se segnerò non esulterò ma sarò felice per l’Inter, ovviamente. Non ho ancora mai segnato, quindi ovviamente voglio migliorare in zona gol. Mi rendo conto che è importante e ci lavorerò. Meglio un gol o un assist? L'assist è bello da fare perché ti rende importante, quest'anno ne ho fatti un paio ed è stata una bella sensazione. Per il gol spero di potervelo dire presto. L’eventuale prima esultanza sarà istintiva. Il centrocampista che mi piace di più in Serie A? Direi Pjanic perché ha qualità incredibili anche se non c'entra nulla con me".

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