Maran: "Chievo è casa mia. Milan? Cerco l'impresa"

Serie A
Rolando Maran, allenatore del Chievo (Getty)
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Dopo la vittoria col Pescara, i gialloblù non vogliono fermarsi. Difficile sfida col Milan a San Siro, ma l'allenatore non ha limiti: "Possiamo creargli difficoltà, dimostriamolo sul campo". 100 panchine in gialloblù: "Sono orgoglioso, questa società è casa mia. Semplicemente la mia vita"

Unico monito? Continuare a sognare. Ah, e vietato fermarsi. Questo l'obiettivo del Chievo di Maran, che dopo la vittoria col Pescara per 2-0 è di scena a San Siro contro il Milan: "Vogliamo dimostrare che possiamo fare risultato e creargli delle difficoltà". Tradotto: "Cerchiamo l'impresa". 35 punti, undicesimo posto in campionato. Bel cammino. Queste le parole di Rolando Maran in conferenza stampa pre partita, la centesima in panchina col suo Chievo.

"Cerchiamo l'impresa" - "Possiamo e vogliamo fare risultato su un campo ovviamente difficile, ma dobbiamo dimostrarlo sul terreno di gioco. "Siamo una squadra molto competitiva. Quando ci alleniamo c'è la convinzione e l'attenzione di poter fare risultato sempre e dovunque. Dobbiamo dimostrare di stare bene domani in campo. Distanza di gioco? Il Milan è una squadra di grandi campioni, vedremo di colmare questo gap con le nostre caratteristiche, di compattezza e di sacrificio, unite all'idea di gioco che ci contraddistingue e che abbiamo sempre supportato. Non so quanto sia la differenza, ma abbiamo la voglia di volerla colmare. Loro sono una grande squadra, che ha lottato per tutta la stagione per le posizioni di vertice, che qualifica il loro lavoro". E infine: "Il Chievo ha sempre fatto fatica a Milano. Dobbiamo essere capaci di dimostrare che possiamo farcela. Servirà il massimo dell'attenzione e dell'applicazione per uscire indenni. Dobbiamo lavorare sì sulle nostre peculiarità, mostrando fiducia e coraggio in quel che facciamo, ma anche stare attentissimi alle loro armi migliori".

100 panchine col Chievo - "Onestamente non bado ai numeri, ma quando l'ho letta mi ha fatto un grande piacere. Aggiungendo anche quelle che ho fatto qui da secondo allenatore sono effettivamente tante partite e per me arrivare da tecnico a questo risultato è un orgoglio immenso. Questa società è la mia vita professionale, perché ci ho passato gran parte della mia carriera e raggiungere questo traguardo personale mi riempie di orgoglio. Se fosse destino arrivarci? Un poco sì, perché nel corso della carriera un pizzico di fatalità ha permesso di rincontrarci con la società. Sembra che il mio destino si incroci con questa maglia".

Sulla squadra - "Abbiamo lavorato benissimo, stiamo bene e consapevoli che troveremo delle difficoltà. Se siamo quelli che pensiamo, sappiamo che possiamo farli male. Dobbiamo avere convinzione in ciò che si fa, al di là delle difficoltà oggettive di ambiente e di avversario che troveremo. La formazione e le scelte, forzate dalla squalifica di Hetemaj e dalle non perfette condizioni di Inglese potrebbero spingermi a scegliere Birsa come seconda punta con Castro rifinitore, è una scelta che abbiamo già utilizzato in passato, potrebbe succedere di nuovo". 

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