30 aprile 2017

Insulti razzisti, Muntari se ne va: "Arbitro non ha avuto coraggio"

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Il centrocampista del Pescara ha chiesto più volte all'arbitro Minelli di sospendere la partita per i cori provenienti dai tifosi di casa. poi la decisione di andarsene. "Sono incavolato con l'arbitro, doveva fermare il match. Mi insultava anche un bambino assieme ai genitori..."

Episodio increscioso durante Cagliari-Pescara. Protagonista Muntari che sente provenire dagli spalti degli insulti a sfondo razziale. Nel primo tempo addirittura da un bambino - lo racconterà lui stesso - nella ripresa invece da parte di tifosi della curva del Cagliari. Dalle immagini - sul finire della partita - si vede a un certo punto Muntari che si avvicina protestando all'arbitro Minelli, chiedendo reiteratamente di intervenire con la procedura prevista in questi casi: annuncio dello speaker ed eventuale interruzione della partita in caso di cori reiterati.

L'arbitro discute con Muntari, che si batte la mano sul braccio per indicare il colore della propria pelle. Poi il gioco riprende, il calciatore però non si dà per vinto e va a protestare di nuovo, prima con il quarto uomo, poi ancora con l'arbitro che a quel punto lo ammonisce, mentre avversari prima e compagni poi cercano di calmare il calciatore.

Nel frattempo viene ordinato allo speaker del Sant'Elia di fare l’annuncio, ma ormai Muntari ha preso la sua decisione ed abbandona il campo, discutendo con alcuni tifosi in tribuna. Non c'è stata alcuna espulsione, né tantomeno sostituzione come era sembrato in un primo momento. Muntari cioè lascia il campo volontariamente. Da valutare ora come sarà giudicato nel referto dell'arbitro il suo comportamento visto che il ghanese ha lasciato il terreno di gioco senza autorizzazione. Il regolamento infatti prevede in questo caso l’ammonizione, che diventa espulsione se l’uscita è in segno di protesta nei confronti dell’arbitro (nel caso non sia possibile esibire il cartellino il provvedimento va comunicato al capitano della squadra).

Va ricordato però che la Uefa – in linea con il buon senso - ha dato indicazione di non punire i calciatori che abbandonano il campo per protesta contro i cori razzisti in sé.

Muntari: "L'arbitro non ha avuto coraggio di fermare la gara"

Al termine della gara, ai microfoni di Sky Sport, Muntari ha spiegato nei dettagli quanto accaduto sul terreno di gioco: "“Mi hanno fatto cori razzisti. Nel primo tempo c’era un piccolo che gridava, c’erano anche i suoi genitori vicino. Gli ho detto: ‘non si fa così’ e gli ho dato la maglietta. Che esempio siamo per i bambini? Loro devono crescere in maniera corretta, non c’è solo il calcio”.

“Nel secondo tempo la curva del Cagliari ha ricominciato. Ho detto loro: ‘Bravi! Continuate così…’. L’arbitro mi ha rimproverato dicendomi che non dovevo rivolgermi a loro. Gli ho risposto: ‘Non hai sentito quello che mi stanno dicendo? Tu devi avere le palle per sospendere la partita!’.

“Ero tranquillo, è l’arbitro che mi ha fatto perdere la testa. Parlavo coi tifosi e lui è venuto alzando la voce contro di me. E’ fortunato che indossa quella divisa… Non puoi alzare la voce contro di me che ho ragione. Io non lo voglio condannare, ma in quella situazione è lui che gestisce tutto. Se in quel momento fermi la partita, domani magari non succederà di nuovo. Così si migliorano le cose. Altrimenti si finisce per giustificare questo tipo di gesti”.

Zeman: "Facciamo tante chiacchiere e poi..."

Anche l'allenatore degli abruzzesi, Zdenek Zeman, ha condannato l'episodio nel post match: "Muntari ha sentito cori razzisti e ha chiesto all'arbitro Minelli di intervenire. Facciamo tante chiacchiere e poi ci si passa sopra".

Muntari spiega il discusso episodio del Sant'Elia

Le parole del vicepresidente del Cagliari Filucchi

Queste le parole del vice presidente del Cagliari Stefano Filucchi: "Io ho sentito le dichiarazioni di Sulley Muntari, che peraltro conosco per averlo avuto anche all'Inter. So che persona è, e mi pare che poi ci sia stato uno scontro verbale con l'arbitro. Dalla panchina non capivamo di cosa si trattasse ma poi ho capito tutto era relativo a dei cori della curva che non abbiamo percepito. Come l'addizionale del resto, perchè si trovava a due metri dalla curva. Penso faccia riferimento a delle persone con cui ha avuto uno scambio verbale e poi questo misunderstanding con l'arbitro sul fatto di poter parlare o meno con la curva e con i tifosi. Se ha avuto con qualcuno da ridire o se qualcuno ha fatto dei cori, ripeto, noi non li abbiamo percepiti". 

Filucchi: "Dalla panchina non abbiamo percepito cori"

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