01 maggio 2017

Uno spot per la VAR: quanto sarebbe stata utile nel weekend

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Domenica complicata per gli arbitri impegnati in serie A: nel derby di Roma diversi gli errori commessi da Orsato. Non solo il rigore concesso per fallo (inesistente) su Strootman. Già venerdì l'ausilio della tecnologia sarebbe stato utile in Atalanta-Juventus

L'utilità della Var

Se mai servisse uno spot promozionale per la VAR, o moviola in campo che dir si voglia, questo weekend sarebbe perfetto per confezionarlo. Si è cominciato venerdì a Bergamo con un esempio di "clear mistake", come dicono quelli dell'Ifab, che più clear non si può. Errore dell'assistente Di Fiore nel non vedere che il pallone era arrivato a Mandzukic, in posizione di fuorigioco, dalla mano di Toloi e non dalla testa di Bonucci, ed errore soprattutto dell'arbitro Guida, che ha recepito l'indicazione del collega senza approfondire la dinamica dell'azione. Sarebbe bastato poco, con l'aiuto dell'addizionale Rizzoli per capire che il fuorigioco nasceva proprio dall'equivoco su quella deviazione. Sarebbe bastato - appunto - che l'addizionale fosse stato un VAR, posizionato non a bordo campo ma in cabina di regia.

Il fallo su Strootman

Proprio come a Roma, dove Orsato non si è reso conto che Wallace non aveva affatto toccato Strootman, e quando l'olandese è andato lungo nell'area della Lazio a inizio ripresa ha deciso per il rigore del momentaneo pareggio della Roma. Un errore evidente - che tra l'altro potrebbe costare la squalifica con la prova tv per Strootman - anche se live la sensazione del tocco poteva esserci e la nostra virtualizzazione mostra come tra Orsato, l'addizionale Di Bello e l'assistente Passeri l'unico con visuale libera e prospettiva buona fosse quest'ultimo, impegnato però sul fuorigioco e certo meno indicato ad intervenire.

Il contrappasso di Orsato

Buon per Orsato che la Lazio abbia vinto comunque il derby, poiché oltre a quell'errore ci sono stati anche un paio di rigori negati ai biancocelesti. Sempre protagonista Fazio, una volta per tempo, e sempre con l’argentino colpevole di contrasti fatti in ritardo colpendo troppo avversario e troppo poco pallone: dopo un quarto d'ora, con la Lazio già in vantaggio, su Jordan Lukaku, e nella ripresa su Keita. Per l'arbitro veneto, dopo un filotto di prestazioni eccellenti, un passaggio a vuoto che può capitare anche ai migliori: curioso notare che il suo campionato è praticamente finito: lunedì prossimo infatti partirà per la Corea del Sud dove - in una sorta di contrappasso - farà da VAR ai Mondiali Under 20.
 

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