Serie A, Inter: da Di Natale a Icardi, Spalletti l'amico dei bomber

Serie A

Andrea Paventi

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Tra l'allenatore dell'Inter e i bomber c'è sempre stato un feeling straordinario. Negli ultimi 13 anni, il centravanti dell'allenatore di Certaldo è sempre stato l'elemento decisivo. Da Udine a Milano, passando per Roma, i numeri sono davvero impressionanti

La storia di Luciano Spalletti con gli attaccanti è sempre stata la storia di un feeling straordinario tra chi la fase offensiva la doveva organizzare e chi le partite le doveva risolvere. Negli ultimi 13 anni il centravanti di Spalletti di ruolo o non è sempre stato l'elemento decisivo, quello in grado di finalizzare la manovra. Elemento in più in un'organizzazione scrupolosa delle due fasi in cui anche gli attaccanti esterni fanno la loro parte. E successo in quell'udinese stagione 2004-05 che sapeva far gol con tanti giocatori, vedi i 20 in due di Iaquinta e Di Natale. E mai Di Michele segnò piu 15 gol in serie A come fece quell'anno. Stessa cosa accaduta a Totti che realizzò lo stesso numero di reti l'anno successivo quando, accentrando la sua posizione, iniziò a muoversi da falso nueve e, nella stagione 2006/07, non solo vinse la classifica dei marcatori con 26 reti ma a fine anno fu anche il secondo italiano nella storia a ritirare un prestigioso premio come la Scarpa d'oro.
A dimostrazione che in quel ruolo ci si può divertire molto ma anche essere decisivi. Quando ad esempio Spalletti iniziò la sua avventura in russia allo Zenit trovò in Kerzhakov un attaccante prolifico e decisivo. Stessa cosa accaduta con Dzeko, ultimo vinicitore della classifica dei marcatori con 29 gol, che lo scorso anno ha indubbiamente beneficiato delle sollecitazioni dell'allenatore, ma anche della manovra della Roma in grado di esaltarne qualità sottoporta non comuni. Come quelle che ha sempre avuto Mauro Icardi che dopo un finale di stagione travagliato da un punto di vista fisico, ha ripreso il suo rapporto con la porta in maniera impetuosa realizzando una doppietta contro la Fiorentina in meno di 10 minuti. Il segnale migliore per dimostrare, dopo 5 anni che è all'Inter, che il mix tra lui squadra e allenatore quest'anno può essere davvero esplosivo... anzi vincente.
 

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