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13 settembre 2017

Lo speaker dell'Inter impazzisce per Icardi. Chi sono i suoi colleghi?

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Hanno talenti versatili e stili diversi. Ogni domenica riscaldano con la loro voce gli stadi italiani. Sono prima di tutto dei tifosi veri, legati da anni alle loro squadre. Alcuni sono intoccabili: chiedete ai laziali di Foxy John...

L’account Instagram di Mauro Icardi da qualche mese non è più lo stesso. L’ostentazione del lusso e della bella vita con Wanda Nara non la fanno più da padroni. Tra una Rolls Royce postata il 31 luglio e una Lamborghini oggi, quasi solo immagini di campo: foto di allenamenti in palestra, foto di partite con l’Inter , foto con la nazionale argentina. Solo nelle ultime ore c’è stata una piccola concessione al proprio ego: un video in cui lo speaker dell’Inter Mirko Mengozzi grida 6 volte il suo nome dopo il rigore realizzato contro la Spal. Mengozzi, che lavora anche per Radio Italia, quando urla il nome dei marcatori ha una gestualità sempre uguale: fa scattare il braccio che regge il microfono verso la bocca, mentre poggia l’altra mano sul fianco, come ad assicurarsi che le viscere non schizzino fuori per l’emozione.

🔵⚫️⚽️ #MI9 #SanSiro

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Milan e Juve, milanesi imbruttiti e dj

Quella dello speaker degli eventi sportivi è una professione istituzionalizzata da tempo negli Stati Uniti. C’è addirittura una pagina di Wikipedia a loro dedicata. Dall’America è stato esportata quell’abitudine di trascinare le ultime sillabe dei nomi degli atleti. Ma chi sono le voci delle squadre di calcio? Il Milan schiera Germano Lanzoni, un talento poliedrico. Quando i rossoneri non scendono in campo a San Siro, gira gli sketch di due realtà comiche di successo come il Terzo Segreto di Satira e il Milanese Imbruttito, fa cabaret e lavora in radio. La Juventus è la squadra italiana che ha colto più di tutte le “lezioni americane”. I prepartita allo Stadium sono uno spettacolo di luci e suoni, degno di un palazzetto Nba o un’arena Nfl. A leggere le formazioni ed esultare per i gol è Dj Nana, al secolo Marco Dejana. Come suggerisce il soprannome, se Buffon e compagni non giocano, mette dischi nei locali torinesi. Per lui anche esperienze radiofoniche e su Juventus Tv.

Un americano a Roma

Le “americanate” non sempre sono gradite, almeno non da tutte le tifoserie. Renzo Giannantonio, speaker della Lazio dal 2006, nell’aprile del 2015, in occasione di Lazio-Parma, fu sostituito da Foxy John, famoso per essere la voce di Ballando con le Stelle. Con jeans, cappello da cowboy e accento anglosassone annunciò la formazione biancoceleste. Immediatamente su internet i tifosi espressero il loro disappunto, riassumibile in due parole: “Aridatece Renzo”. E Giannantonio venne prontamente rimesso al suo posto, che occupa tutt’oggi. Sull’altra sponda del Tevere, Matteo Vespasiani di Roma Tv ha raccolto nel 2005 l’eredità dello storico Carlo Zampa per le partite casalinghe dei giallorossi. Ha l’abitudine di accompagnare le sue performance vocali con delle passeggiate lungo la pista d’atletica dell’Olimpico.

Calore napoletano, educazione tedesca

Ad aizzare il pubblico del San Paolo è Daniele Bellini, più conosciuto come “Decibel”. Lui questo lavoro lo fa gratis, “perché la passione per il Napoli viene prima di tutto il resto”. Di tanto in tanto preme il tasto play sul suo telefono e si riprende: i suoi video totalizzano centinaia di migliaia di visualizzazioni. Un po’ come fa, piacendosi molto, Stephan Lehmann del Bayern Monaco. Di solito gli speaker tedeschi, educatissimi, dopo aver gridato più volte il nome del marcatore, ringraziano il pubblico per la partecipazione (“danke”) e il pubblico, altrettanto educatamente, risponde (“bitte”).

Attenti alle gaffe

Il lavoro di speaker presenta delle insidie, si possono pronunciare i nomi in modo errato e la voce può andar via in un momento cruciale. Ma c’è anche chi è riuscito a fare una figuraccia molto più grande. Lo scorso aprile, l’annunciatore del Santos, prima della partita di Copa Libertadores contro il Santa Fe, ha invitato il pubblico a osservare un minuto di silenzio per la scomparsa di Ricardo Oliveira. Ma l’ex Milan, in quel momento, era in campo. Il giocatore da commemorare, in realtà, era Kaneco, vecchia gloria del Santos, conosciuto in Brasile come l'inventore della “bicicleta”, morto a 70 anni.

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