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10 ottobre 2017

Il Bologna rigenera i campioni: dopo il Divin Codino, tocca al Trenza

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Bologna rigenera campioni: da Baggio a Palacio

L’ex interista sta vivendo un ottimo inizio di stagione in rossoblù con due gol e un assist. La città emiliana sta dando nuova linfa al Trenza. L’augurio dell’argentino è che possa seguire le orme di altri campioni che sotto le Torri si sono ritrovati, come Roby Baggio, Beppe Signori, Marco Di Vaio e Gilardino

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La si potrebbe chiamare “cura del tortellino”. Bologna: città delle Torri, dei colli e dove i campioni che si credevano appassiti tornano a fiorire. Cosa che sta succedendo in questo inizio di campionato a Rodrigo Palacio, che in rossoblu è tornato a splendere come ai bei tempi. L’argentino, dopo aver lasciato l’Inter è arrivato in Emilia dopo Ferragosto. Contratto fino a giugno 2018 e la promessa (speranza) di portare gol-salvezza alla causa rossoblu. E i fatti, per ora, sembrano confermare le attese. Bologna rigenera. E gli effetti si cominciano a vedere anche su El Trenza, autore di due dei sei gol segnati dagli emiliani. Il primo alla Fiorentina, l’altro al suo Genoa che è valso i tre punti. Non solo. Rodrigo si è fatto notare anche come uomo assist con il suggerimento al giovane Okwonkwo che ha poi segnato la rete decisiva nel derby contro il Sassuolo a Reggio Emilia alla 6a giornata. Palacio in campo dà tutto. Professionale e lavoratore. Al punto che pure gli scettici, quelli che avevano storto il muso al suo arrivo in città, si sono dovuti ricredere. Chi non è meravigliato di quanto l’argentino sta facendo è Roberto Donadoni: “È un giocatore vero e prima ancora un grande uomo. Fisicamente sta bene e questo perché si mette a disposizione e lavora duro tutta la settimana. È un esempio per tutti noi, in particolare per i giovani”, ha detto dopo la vittoria in casa del Genoa. Se non è una rinascita poco ci manca. Per la gioia di Donadoni, che domenica al Dall'Ara si affiderà di nuovo al Trenza nel derby contro la Spal.

 

Come Cocoon

Palacio, con il suo inizio di campionato sprint, si va a mettere nella scia di grandi campioni che, nel passato recente, in rossoblu hanno vissuto una seconda vita calcistica. Il Dall’Ara come la piscina magica di Cocoon, film di Ron Howard del 1985: chiunque vi si immerge riacquista la giovinezza d'un tempo. Come successo a Roberto Baggio, Beppe Signori, Marco di Vaio e Alberto Gilardino. Big che dopo qualche difficoltà sono stati “cullati fra i portici cosce di mamma Bologna”, per dirla con Francesco Guccini, ed hanno ricominciato a segnare ed esaltarsi.

 

Divin Codino alla bolognese

Di quanto Bologna faccia bene, ne sa qualcosa Roberto Baggio. Il suo arrivo in rossoblu nel 1997 è stato, ovviamente, uno dei casi di mercato dell’estate di 20 anni fa. Roby era reduce da annate in chiaroscuro con la maglia del Milan. Capello voleva venderlo. Il Parma lo teneva in pugno, ma Carlo Ancelotti, allora sulla panchina crociata, blocca tutto perché non aveva intenzione di giocare con il trequartista. E allora, Bologna, il luogo scelto per guadagnarsi sul campo la convocazione ai mondiali francesi del 1998. “Mi gioco tutto”, aveva detto il Codino dopo la firma del contratto. La stagione in rossoblu non è delle più semplici per Baggio. Il rapporto con Renzo Ulivieri, allenatore del Bologna, non decolla. I due hanno spesso scontri verbali e non se le mandano a dire. Malgrado ciò, Baggio comincia a trottare. Segna, mettendo in bella mostra tutto il repertorio, fa segnare e porta la squadra ad una storica qualificazione alla successiva Coppa Uefa. A fine stagione chiude con 23 gol (record personale) in 33 partite tra campionato e coppa Italia. Segno che il Divin Codino era tornato ai suoi livelli. Tanto che Cesare Maldini lo porta in Francia e, contemporaneamente, firma per l’Inter, la squadra del cuore sin da quando era bambino. E tutto ciò, grazie a Bologna.

 

Da Baggio a Signori

Un anno dopo la storia si ripete. Partito Baggio, Bologna accoglie e rigenera un altro pezzo grosso della Serie A come Beppe Signori. L’attaccante aveva vissuto il massimo di splendore alla Lazio, con Zeman in panchina, tra il 1992 e il 1997. Gol, assist e prestazioni sempre al di sopra della media. Tanto che a Roma, sponda laziale, era un piccolo re, un intoccabile. Ma poi qualcosa si inceppa. Nel 1997 Beppe lascia la capitale e va alla Samp. Una stagione in blucerchiato, zero soddisfazioni. Ma tutto cambia nell’estate del 1998, quando Giuseppe Gazzoni Frascara, presidente del Bologna, lo compra e gli consegna la maglia numero 10 che era stata del Codino. E come d’incanto, tornano gol, buone prestazioni e sorrisi. Signori resta a Bologna sei stagioni e fa 84 gol in 178 gare. Segnare in tutti i modi: su punizione, di potenza, in contropiede. Reti utili e belle. E nel giro di poco conquista tutti.

 

La bandiera Di Vaio

Un altro campione che ha un rapporto speciale con Bologna è Marco Di Vaio, al punto che oggi dei rossoblu è anche dirigente. L’ex attaccante è così legato al capoluogo emiliano e, soprattutto, alla squadra, perché lì ha passato 4 stagioni prima di chiudere la carriera in Canada. Di Vaio in rossoblu si è rimesso in gioco e si è rilanciato dopo la non felicissima parentesi al Genoa, inclusa una mezza stagione in B, e dopo gli anni esaltanti con Juve, Valencia e Monaco. L’ex attaccante è arrivato a Bologna nel 2008 a 32 anni e ci è rimasto fino al 2012, andando sempre in doppia cifra. In totale, 148 partite, 66 gol. Bomber, capitano, trascinatore e poi dirigente. Tutto colorato di rossoblu.

 

Gila come fila

L’ultimo attaccante in ordine di tempo rigenerato dalla cura-Bologna è Alberto Gilardino. L’attaccante, ora allo Spezia, arriva in rossoblu nel 2012 in prestito dal Genoa, dove aveva vissuto una stagione non proprio ad alti livelli. Ma la musica cambia una volta al Dall’Ara. Gila trova Stefano Pioli in panchina e tra i due si instaura subito un buon rapporto. Condizione essenziale per far bene. E infatti i risultati si vedono. Gilardino, maglia numero 10 sulle spalle, segna e si comporta da leader. A fine stagione chiude con 13 gol  in 36 partite (miglior marcatore della squadra) e consente al Bologna di salvarsi con larghissimo anticipo. Una stagione esaltante. Dove si è rivisto il Gila degli anni precedenti, quando era al Parma e alla Fiorentina. 

 

La tradizione

Baggio, Signori, Di Vaio e Gilardino. Adesso Bologna è chiamata a coccolare Palacio, dopo aver tentato di fare lo stesso, ma con risultati ambigui, con Mattia Destro. L’argentino vuol continuare a dir la sua e regalare alla piazza qualche soddisfazione. Le condizioni ci sono tutte. E l'inizio lascia ben sperare.

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