Samuel: "Derby del cuore? Milan-Inter 0-4. Erede? Skriniar"

Serie A
Walter Samuel, ex difensore dell'Inter (Getty)
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Amarcord "The Wall". L'ex Inter e Roma si racconta sulla Gazzetta dello Sport: "Nelle sfide così preferivo concentrazione, umiltà, sana cattiveria sportiva. Si può essere leader anche così. Erede? Mi rivedo in Skriniar..."

Un soprannome che ha fatto la  storia: "The Wall". Chiarificatore di un giocatore unico: lui, Walter Samuel. Con lui non passavi mai, dalla Roma al Triplete con l'Inter, fino al Real. E adesso - dopo aver detto basta in Svizzera col Basilea - l'argentino è il vice allenatore del Lugano: "Quando mi hanno chiamato ho pensato che mi sarei trovato bene". Proprio come all'Inter: "Ricordo ancora un 4-0 contro il Milan, indimenticabile". Queste le sue parole in esclusiva sulla Gazzetta dello Sport, Walter Samuel si è raccontato così prima del derby di domenica. 

"Mi rivedo in Skriniar"

Un solo erede per lui: "Nel Milan mi piace Musacchio, ma se devo scegliere qualcuno che mi somigli prendo Skriniar. Me ne avevano già parlato benissimo alla Sampdoria, deve soltanto continuare la sua crescita senza farsi distrarre da nulla. Mi rivedo in lui: pochi fronzoli, molta sostanza". E ancora, sull'Inter: ""Non è una gara decisiva, ma fondamentale sì. Mentirei se dicessi che è una partita come le altre. La verità è che vale almeno un mese di campionato, in un senso o nell'altro. Come si prepara un derby? Per me era sempre una questione di atteggiamento. Non parlavo molto, lo sapete. Preferivo concentrazione, umiltà, sana cattiveria sportiva. Si può essere leader anche così. Derby del cuore? Quello del 4­-0, agosto 2009. Lì facemmo la prestazione perfetta. Indimenticabile. Contro c’era anche Ronaldinho".

"Per l'Argentina si soffre volentieri"

Sulla sfida decisiva dell'Argentina: "Di gran lunga un “partido” del Conmebol. Anzitutto, a Milano i tifosi avversari vanno allo stadio insieme, gli episodi di violenza sono rari. E poi, ha idea di cosa significhi giocareaoltre 3000 metri di altitudine, come in Bolivia? Gran brutta situazione per l'Argentina, ma era nell’aria. Non puoi cambiare conduzione tecnica tre volte in poco più di un anno e sperare di cavartela col talento. Ho ancora fiducia, spero che vinceremo la partita in Ecuador, ma la nostra Seleccion non ha ancora una fisionomia definita e rischia grosso. Se ce la fa, però, poi sarà pericolosissima in Russia. Starò sveglio a vedere la partita come ho fatto col Perù, certo. Per l’Argentina questo e altro, si soffre volentieri".

Su Icardi, Dybala e il Milan

Un commento sul Milan di Montella"Se una squadra fa molti punti, di solito non è una casualità. La verità è che i risultati servono maledettamente, perché danno il tempo di lavorare sulla qualità del gioco con serenità. Se Icardi vuol essere un campione, deve imparare in fretta. Lo stesso discorso vale per Dybala. È vero, in questo periodo non è semplice essere un attaccante dell’Argentina. Ma il calcio è questo, non aspetta, devi adattarti alle sue regole. Milan? C'è la solita fretta, leggo di Montella già in discussione. Tutti vogliono le vittorie subito, ma quando si cambia tanto non è detto che le cose funzionino all’istante". Infine sul Papu: "Sinceramente non mi aspettavo questa esplosione, avevo capito che giocatore sarebbe potuto diventare già negli anni di Catania. Il salto di qualità definitivo l’ha fatto adesso".

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