07 dicembre 2017

Juventus-Inter, lo Scudetto dei muscoli: vince il fisico in Serie A?

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Attese dal big match di sabato allo Stadium, Juventus e Inter condividono l'eccellenza per il numero di gol segnati di testa in campionato. Strapotere fisico che premia anche la Lazio per altezza e reti da palla inattiva, situazioni dalle quali la Roma è imbattuta. Napoli in controtendenza con la leggerezza dell'attacco: chi avrà la meglio nella corsa allo Scudetto?

Non parliamo di pesi massimi, d’altronde la bilancia colloca le due avversarie nella categoria supermedi. Chilo più, chilo meno, Juventus e Inter salgono sul ring dello Stadium precedute da numeri eccellenti e obiettivi ambiziosi nonché da una spiccata fisicità, parametro imprescindibile nel calcio moderno. Questo è uno dei fattori della nuova Inter costruita da Piero Ausilio, linea comune ai bianconeri da 6 anni sul tetto d’Italia. In realtà i muscoli restano una prerogativa delle squadre ai vertici della Serie A, vedi le romane che dominano nella classifica media d’altezza e nell’efficacia da palla inattiva, filosofia viceversa smentita dal Napoli del tridente leggero che osserva con interesse l’esito dello scontro diretto. Certo è che per contrasti vinti, duelli aerei e gol segnati di testa è ormai impossibile prescindere dalla prestanza degli undici in campo. Proviamo a delineare quanto pesa il fisico negli equilibri della corsa allo Scudetto.

Sfida all'altezza

Da 44 partite di fila a segno in A (record assoluto) e addirittura da 45 incontri in gol sul proprio campo, la Juventus punta al sorpasso sulla capolista di scena allo Stadium. Un attacco monstre e una rosa muscolare quella a disposizione di Allegri, allenatore che da anni vara acquisti funzionali alla causa bianconera: ottica che spiega gli ultimi acquisti dei dinamici Matuidi e Douglas Costa oltre a Bentancur, mediano tentacolare ma dai buoni mezzi tecnici. I riflettori saranno puntati sul duello tutto argentino tra Higuain e Icardi senza trascurare Dybala, trio che per distacco alimenta il bottino realizzativo delle due candidate allo Scudetto. Guai tuttavia a trascurare la battaglia in mezzo al campo e le situazioni da palla inattiva, dinamiche che hanno già favorito 12 gol della Juve in questa Serie A. I calci da fermo hanno viceversa causato 7 reti (uno da corner) ma a premiare la squadra di Allegri è l’abilità nel gioco aereo: 6 i gol segnati di testa con Mandzukic e Cuadrado (due a testa) oltre a Khedira e Alex Sandro. Solo l’Inter ha fatto meglio della Juventus, ecco perché il big match pone il confronto tra le migliori contraeree del campionato.

Il primato per le reti realizzate di testa è interista con 7 centri, 3 dei quali registrati dal capocannoniere Mauro Icardi. Questione di centimetri o meglio di 1.2 cm, ovvero il divario tra le altezze medie delle rispettive squadre (182.8 contro 181.6) sebbene il peso medio premi piuttosto la Juventus di ben 3 Kg (79,2 contro 76.2). Impossibile non calcolare la stazza di new entry come Skriniar e Vecino, pedine fortemente volute da Spalletti trascinato dai risultati: nerazzurri imbattuti ed esaltati da 39 punti nei primi 15 turni, circostanza analoga alla stagione 2006/07 che valse lo Scudetto. Luciano marcia con 10 gare di fila a segno e si affida in toto ai fedelissimi a partire da Handanovic, Skriniar e Perisic, scesi in campo ogni minuto in stagione e che casualmente (o forse no?) mediamente rispondono a 189 cm per 85 kg. Tantomeno è una coincidenza che l’Inter accumuli 10 gol da palla inattiva e che sia la squadra leader nel trovare la rete a seguito di un cross (11 volte). Icardi viaggia ai ritmi di Luca Toni nel 2006 in versione Scarpa d’Oro, Candreva e Perisic si spartiscono invece la bellezza di 13 assist. Detto dei numeri in chiave realizzativa, escludendo rigori e ribattute, i nerazzurri come la Roma non hanno ancora concesso reti da situazioni da fermo. Un primato condiviso così come il numero di partite dalla porta inviolata (7), dato allo specchio con la Juventus a ribadire una solidità pure difensiva. In chiave recente solo la prima Inter di Mancini era superiore a quella spallettiana per statura media (184,8 cm) mentre quella del Triplete era leggermente più bassa (182,2 cm). Verosimilmente allo Stadium il solo Borja Valero sarà inferiore ai 180 cm tra i nerazzurri al fischio d’inizio.

Napoli peso leggero

Tra le 5 formazioni ai vertici della Serie A, chi guarda tutti dall’alto è la Lazio dall’altezza media pari a 185.2 cm (uno in più della Roma). I biancocelesti volano con la migliore partenza di sempre, exploit da ricondurre anche agli sviluppi da palla inattiva: 14 i gol messi a segno dagli uomini di Inzaghi, 6 dei quali giunti su calcio di rigore e 4 da corner. In particolare Luis Alberto ha fornito 4 dei suoi 6 assist da fermo: nessuno come lui nella top 5 europea. A beneficiarne soprattutto Immobile nonché Milinkovic-Savic, centrocampista vertiginoso per statura e vigore fisico. Se la Lazio ha segnato 5 gol di testa senza incassarne alcuno da inizio stagione, la Roma ne ha realizzati solo 2 complice il lungo digiuno di Dzeko. Di contro i giallorossi di Eusebio Di Francesco vantano un’imbattibilità di 7 turni, una difesa analoga per numeri a Inter e Napoli oltre all’assenza di reti concesse dalle situazioni da fermo. Discorso differente per il Napoli, sconfitto dalla Juventus dopo 26 gare utili in A: il tridente leggero di Sarri abbassa l’altezza media (181.2 cm) e il peso specifico (74.7 kg) dell’undici azzurro. Nonostante la presenza di colossi come Koulibaly e Albiol, i campani hanno incassato di testa il 30% dei gol subiti e ne hanno segnati solo 2 con Callejon. Numeri agli antipodi con le reti siglate dagli sviluppi da palla inattiva (12), episodi davvero cari a Sarri, così come la leadership nelle classifiche di tocchi e passaggi completati. Qualcuno ha puntato il dito sulla disparità fisica nel ko al San Paolo, forse un limite contro avversarie compatte come Juve ed Inter, certo è che fino ad una settimana fa il Napoli aveva messo in riga tutta la Serie A. E se proprio Sarri riuscisse a trionfare nella guerra tra titani?

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