Che partita sarà Juventus-Inter: le chiavi tattiche

Serie A

Alfredo Giacobbe

Massimiliano Allegri, allenatore della Juventus, abbraccia Luciano Spalletti, allenatore dell'Inter (foto getty)

L'Inter di Spalletti affronterà da capolista la sfida dell'Allianz Stadium con la Juventus di Allegri: chi controllerà la palla, in quale zone di campo si deciderà la partita e le altre chiavi tattiche della partita

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Come arrivano le due squadre alla partita?

La rivalità tra le due squadre faciliterà il lavoro dei due allenatori: dal punto di vista delle motivazioni, il Derby d’Italia è una partita che si prepara da sé.

L’Inter, tra le due, è forse la squadra che arriva meglio alla sfida, forte delle sue tante certezze: è tornata prima in classifica dopo 2 anni ed è ancora imbattuta (nei 5 maggiori campionati europei sono solo 4 le squadre che ancora non hanno subìto sconfitte: oltre all’Inter, Manchester City, Barcellona e Atletico Madrid). Inoltre ha la miglior difesa del campionato, al pari di Napoli e Roma, con sole 10 reti subite. L’Inter ha trovato certezze in tutte le zone del campo e, forse, anche nello spogliatoio: la squadra non è mai apparsa così coesa e convinta dei propri mezzi, come da quando in panchina si è seduto Luciano Spalletti.

Ma la distanza tra Juventus e Inter si è probabilmente accorciata nelle ultime due settimane: la Juve è riuscita ad inanellare un filotto di 4 partite nelle quali non ha subìto reti, dopo un inizio d’annata in cui la difesa dei bianconeri era sembrata in difficoltà. Pur balbettando ancora in alcuni fondamentali (uno su tutti: l’uscita palla a terra dalla difesa), Allegri ha cominciato a capire come vanno incastrati certi tasselli della sua rosa. Douglas Costa, nelle ultime uscite, con la sua tecnica e con la sua velocità, sembrerebbe essersi conquistato un posto tra i titolari, ma Allegri ha una rosa più ampia a disposizione e, ad esempio, contro l’Inter potrebbe anche partitre Mario Mandzukic (tornato disponibile) dall'inizio, nel tentativo di pareggiare in altezza i centimetri della difesa interista. 

Chi controllerà la palla?

Sia Juventus che Inter, quando si sono confrontate con il Napoli hanno preferito lasciare il controllo del pallone e concentrarsi sul controllo degli spazi, è lecito dunque chiedersi quale delle due squadre più probabilmente cercherà di farsi più propositiva. Nei primissimi minuti di partita è probabile che entrambe le squadre si mostreranno aggressive per contendersi il controllo della palla, ma una volta che si saranno assestate nelle due metà campo, è facile immaginare che sarà la Juventus a provare a fare la partita, per diverse ragioni: i bianconeri inseguono in campionato e giocano sul proprio campo, dove i tifosi, per la rivalità a cui facevo riferimento prima, spingeranno per vedere giocare un calcio propositivo.

Per di più, all’Inter potrebbe convenire una strategia per la quale sia la Juventus a fare gioco partendo dal basso, per poi creare una chance in transizione, meglio se dopo aver riconquistato il pallone molto in avanti, attraverso un pressing aggressivo. Specie nel secondo tempo, frazione di gioco nella quale finora l’Inter ha sempre mostrato di avere una marcia in più, grazie all’atletismo sovrabbondante dei propri giocatori. 

Borja Valero in fase di possesso occupa quasi una posizione da mezzala sinistra, con Vecino (fuori quadro) che sul lato opposto va a compensare il movimento dello spagnolo alzandosi tra le linee. L’intelligenza di Borja Valero consiste nel muoversi per il campo, mantenendosi equidistante da ogni possibile marcatore. Così crea nuove linee di passaggio attraverso cui l’Inter muove il pallone nella metà campo avversaria.

D'altra parte per la Juventus, come per qualsiasi altra squadra, sarà impossibile mantenere il controllo attraverso il possesso per tutti e novanta i minuti. Va tenuto conto che molto probabilmente l’Inter non scenderà in campo con il centrocampo di puri palleggiatori visto contro il Chievo, ma con il triangolo centrale formato da Vecino e Gagliardini alla base, con Borja Valero vertice alto. Con questo assetto i nerazzurri hanno mostrato sprazzi di gioco associativo già di buon livello (sfruttando anche la qualità in impostazione di Skriniar): quindi al di là delle intenzioni iniziali, a seconda della situazione di punteggio e del momentum psicologico del match, il controllo potrebbe passare da una squadra all’altra.

In quali zone di campo si deciderà la partita?

Per la Juventus sarà difficile mettere la difesa dell’Inter sotto pressione con i cross dalle fasce, anche dando per scontato l’utilizzo di Mandzukic sull’esterno sinistro. La squadra di Allegri dovrebbe provare ad aprire la scatola interista dal centro, e in particolare nel mezzo spazio compreso tra Perisic, Santon e Gagliardini: in quella zona le ricezioni di Paulo Dybala e l’azione coordinata di Cuadrado e De Sciglio potrebbero mettere in difficoltà l’ala croata, che è apparso più concentrato nella fase difensiva rispetto alle stagioni precedenti ma non ha comunque dei limiti nelle letture dello sviluppo del gioco avversario.

Le ultime notizie parlano di Dybala come probabile panchinaro e ovviamente con Cuadrado al suo posto potrebbe cambiare l'assetto offensivo juventino, magari con l'inserimento di un centrocampista da quella stessa parte oppure provando a sfruttare le doti in ricezione di Douglas Costa.

Di converso, l’Inter può attaccare la Juve secondo più registri e in zone diverse. I nerazzurri hanno in Vecino e Candreva due uomini che possono ribaltare l’azione da difensiva in offensiva in un attimo con le loro corse palla al piede. Durante le azioni d’attacco statico, possono avvantaggiarsi degli spazi creati centralmente dai movimenti alternati, incontro e in profondità, di Mauro Icardi. Infine, tanto si è detto dell’inefficacia dell’Inter (e di Candreva in particolare) sui cross, ma anche questo tipo di azione può fornire alla Juventus delle preoccupazioni: i nerazzurri crossano più di tutti in Serie A e hanno ricavato già 11 assist, grazie anche alla fuerza aerea dell’argentino e al mismatch creato da Perisic con la maggior parte dei terzini del campionato.

Per questo la Juventus dovrà stare attenta a difendere l’area di rigore evitando i cali di concentrazione visti in alcuni momenti di questo inizio di stagione.

Cosa può fare Allegri per mettere in difficoltà la migliore difesa del campionato?

Sulla carta, e in base a quanto abbiamo visto in questi primi mesi di campionato, la Juventus potrebbe tentare di far male all’Inter sostanzialmente in due modi. Il primo, come già accennato, sta nello sfruttare le ricezioni di Dybala tra le linee e creare l’uno contro uno tra gli attaccanti della Juventus e i difensori centrali interisti. Con combinazioni veloci nello stretto, i bianconeri possono penetrare le maglie della difesa  dell’Inter, un po’ come fatto da Higuain in occasione delle due reti segnate a San Siro contro il Milan.

Asamoah riesce ad entrare nel campo e a giocare una palla diagonale al centro. La finta di Dybala manda fuori tempo Romagnoli, di conseguenza Higuain si ritrova a giocarsi le sue carte uno contro uno con Rodriguez.

Diversamente, la Juventus può provare ad attirare il pressing dell’Inter per costringere gli avversari a scoprire campo alle loro spalle, e attraverso una circolazione di palla veloce che proceda dalle fasce per poi tagliare diagonalmente verso in centro, approfittare della lentezza dei centrali difensivi nel ripiegare all’indietro.

Una tattica che espone la Juventus ad una certa dose di rischi - per le incertezze nel palleggio e per l’aggressività dell’Inter nell’ultimo terzo di campo - ma che potrebbe essere necessario percorrere per prendere i 3 punti.

Che scelte ci possiamo aspettare da Spalletti?

Spalletti ha ruotato gli uomini a disposizione fino a trovare un assetto definitivo con Borja Valero trequartista. Lo spagnolo finora ha garantito un collegamento stabile tra i reparti e una superiore qualità nelle rifiniture, al prezzo di una minore presenza in area.

Borja Valero potrebbe costituire per la Juventus un’incognita simile a quella costituita da Luis Alberto nell’ultima sconfitta dei bianconeri all’Allianz Stadium contro la Lazio: una presenza costante tra le linee che, soprattutto nel settore di competenza di Khedira, sempre particolarmente disinteressato a quello che accade alle proprie spalle, potrebbe costringere uno dei due difensori centrali avversari ad uscire, lasciando l’altro uno contro uno con Mauro Icardi.

Un pattern di gioco che l’Inter potrebbe cercare con insistenza è proprio quello che prevede la palla in avanti su Borja Valero, un tocco all’indietro dello spagnolo verso il mediano o l’ala, e di nuovo un lancio in avanti sopra alla difesa sulla corsa di Icardi verso la porta.

Spalletti però ha dimostrato di saper tirare fuori il meglio anche dalle sue seconde linee e la grande partita di Brozovic contro il Chievo né una testimonianza. La cosa sorprendente è proprio questa, se si considera la rosa molto più limitata e l’assetto tattico sempre uguale da inizio campionato: per sua natura, l’Inter è comunque la squadra più imprevedibile tra le due. E questo, per noi  spettatori, dovrebbe essere sinonimo di spettacolo.

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