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22 gennaio 2018

Cambiasso: "L'Inter meritava anche più del pari"

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L'ex centrocampista argentino commenta la prestazione dei nerazzurri contro la Roma: "Il pari sta stretto, Alisson ha fatto grandi parate". Poi sulla stagione aggiunge: "Quest'anno con Spalletti ci sono meno incertezze. Ora non vuole caricare di pressione Rafinha"

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"L'Inter ha meritato il pareggio, anzi probabilmente meritava qualcosa di più". Esteban Cambiasso, ospite dello Sky Calcio Club, dà il suo giudizio sul posticipo disputato dalla squadra di Spalletti contro la Roma e terminato 1-1: "I nerazzurri hanno fatto molto bene nel secondo tempo - aggiunge Cambiasso -, con Alisson che ha fatto grandi parate. Nel primo tempo hanno fatto poco entrambe invece. L'Inter ha sbagliato qualcosa in fase di impostazione, poi nella ripresa i cambi hanno fatto la differenza. La Roma con la palla giocata e manovrata non ha creato praticamente nulla, si è resa pericolosa solo sulle disattenzioni dell’Inter". L'argentino nota comunque dei miglioramenti nei nerazzurri: "Quest’anno ci sono solo un paio di calciatori che non convincono (Joao Mario e Brozovic ndr). La programmazione è più chiara, prima c’erano molte più incertezze. Magari poi ci sono delle dinamiche di mercato che ti portano a cedere qualcuno per far entrare un altro più utile a ciò che ti serve in quel momento, ma rispetto al passato la situazione è cambiata". A tal proposito l'ex centrocampista si sofferma anche sull'ultimo acquisto, Rafinha: "Non viene a Milano per recuperare dal punto di vista fisico in vista di un ritorno a Barcellona. Spalletti non vuole caricare pressione sul giocatore che arriva e intende valorizzare quello che ha. Nel post partita l'allenatore ha parlato di trovare la condizione, ma si riferiva alla condizione di giocare bene, non a quella fisica".

Cambiasso sulla possibile cessione di Dzeko

"Giocare prima o dopo il tuo rivale non cambia nulla. La Roma sta sbagliando"

Un giocatore che invece l'Italia potrebbe lasciarla presto è Edin Dzeko. Cambiasso non condivide però la scelta di privarsi del bosniaco: "Una squadra in quella posizione di classifica a gennaio non dovrebbe vendere - dice il Cuchu -, sempre se non hai già uno in rosa che ti garantisce lo stesso rendimento e gli stessi gol. In questa stagione è difficile dire faccio a meno di Dzeko perché ho Schick. Se lo vende la Roma credo comunque che prenderà un altro. Il mio concetto è generale. Quello è il tuo centravanti e hai due competizioni importanti, per cui ha poco senso venderlo. Il bosniaco è titolare nella Roma, mentre Sturridge (ipotizzato come possibile sostituto ndr) al Liverpool non gioca. È impensabile che uno ti possa dare il centravanti titolare a gennaio, a meno che non sei una squadra piccola che si è già salvata e non ha particolari esigenze". L'ex Inter dice la sua anche sulla polemica innescata da Sarri a proposito dei diversi orari in cui scendono in campo Juventus e Napoli, in lotta per lo scudetto: "Se sei lì, in quella posizione, giochi per vincere, che sia venerdì, sabato o qualunque altro giorno - spiega Cambiasso -. Cambia il discorso se hai 2-3 partite di fila, come la Roma che gioca oggi, mercoledì e non hai tanti giorni per riposare. Quando hai partite ravvicinate ha ragione, è un fattore che conta, altrimenti nel weekend se giochi prima o dopo cambia poco. La Juve a tal proposito credo che potrà risentire del periodo in cui ricomincia la Champions". Il 37enne argentino chiude infine con una battuta sul Milan: "Contro il Benevento ha subito gol all'ultimo per un colpo di testa del portiere. Contro il Cagliari invece un colpo di testa dell'attaccante, a tempo quasi scaduto, è finito fuori. Un giocatore si può sentire sollevato da episodi del genere, come se la sfortuna avesse finito di perseguitarti".

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