Caressa e il "Grande Patto" del Napoli. Lo scontro con la Juve vale lo scudetto. Di Biagio, perchè no?

Serie A

Fabio Caressa

Lo scudetto si deciderà nello scontro diretto del 22 aprile quando il Napoli farà visita alla Juve. La squadra di Sarri sta dimostrando una compattezza che mi emoziona. Inter e Roma per la Champions? Solo un problema psicologico. Di Biagio non solo un traghettatore: sono possibilista

Il Vero o Falso parte dalla lotta al vertice fino a sconfinare nei problemi inglesi di Antonio Conte che, come successo ad Ancelotti e Ranieri, sta affrontando la "maledizione" post titolo. Dal Napoli che rivive in "Ogni maledetta domenica", fino al momento no dell'Inter a cui serve solo una cosa: la traquillità.

Juve-Napoli, lo scontro diretto vale lo scudetto

Juventus e Napoli viaggiano verso un record di punti assoluto: non ci sono mai state in Europa due squadre così alte come punteggio. Sono squadre di un livello superiore e che possono tranquillamente stare nel gotha delle grandi del calcio europeo. Lo scontro di fine aprile deciderà lo scudetto? Molto probabile e non credo che Juve e Napoli arriveranno con più di tre-quattro punti di distacco.
 

“Ogni maledetta domenica” del Napoli e quei centimetri…

Penso che una delle vittorie più importanti del Napoli sia stata quella contro l’Atalanta: a Bergamo il Napoli si è scrollato di dosso tante paure e tensioni. Credo che il Napoli in questo momento faccia vedere questo “grande patto” che è stato fatto tra società, allenatore e giocatori per arrivare all’obiettivo finale. Sarri lo paragonerei al professore del film “L’attimo fuggente”, che compattava la classe fornendo loro degli ideali talmente forti che poi riuscivano a superare qualunque difficoltà. Prendendo spunto nuovamente dal mondo del cinema, cito “Ogni maledetta domenica”: ogni giocatore vuole fare quel centimetro in più per arrivare al metro finale. In questo vedo i giocatori del Napoli, insieme ad una forza di squadra che mi emoziona. Gli azzurri potrebbero arrivare a 100 punti nel campionato nell’anno solare e se ci arrivano è soprattutto per questa emozionante compattezza che stanno dimostrando.
 

Champions, per Inter e Roma problema psicologico

Da qui alla fine del campionato la classifica in zona Champions cambierà ancora: la Lazio è quella che ha giocato meglio, Roma e Inter non sono riuscite a dare molta continuità, ma penso che per loro sia soprattutto un problema psicologico che poi, naturalmente, si riflette anche in campo. Detto questo credo che possano riprendere il passo. Per quanto rigurda la Lazio, invece, penso che quello di ieri sia solo uno scivolone che ci può stare: non ne farei un dramma.
 

Inter, serve solo tranquillità

Sicuramente qualche giocatore sta facendo meno di quello che dovrebbe fare, forse Spalletti dovrebbe inventarsi qualcosa per cambiare, ma l'Inter è soprattutto è una squadra che deve recuperare tranquillità. C’è un clima di empasse in questo momento, le regole sono cambiate (leggi fair play), ma Spalletti è l’uomo giusto: l’Inter deve mantenere la calma e chi del gruppo non è disposto a farlo, penso che ne pagherà le conseguenze.
 

L'Inghilterra e quella motivazione post titolo…

Per fare il gioco di Conte devi avere grandi motivazioni: non è un caso che gli allenatori italiani facciano bene in Inghilterra il primo anno e poi…vedi Ancelotti dopo aver vinto col Chelsea, vedi Ranieri con il Leicester. Il problema è riuscire a tenere alto il livello motivazionale dei giocatori. E poi penso che i giocatori inglesi siano anche un po’ viziatelli, ma aspetterei comunque a dare per finito Conte...
 

Di Biagio? Perché no?

Sono contento per Di Biagio e si merita di guidare la Nazionale, in questo momento: è una persona retta, che conosce bene l’ambiente della Federazione e conosce benissimo i giocatori con i quali avrebbe a che fare. Non avendo un grande passato in squadre di club starebbe anche fuori da tutte le polemiche: sono molto possibilista e ho molta fiducia in Costacurta.