Lazio-Verona 2-0, decide la legge di Immobile: doppietta e quarto posto. GOL E HIGHLIGHTS

Serie A

Si chiude la 25^ giornata di Serie A con il posticipo dell'Olimpico: vincono i padroni di casa con la doppietta dell'attaccante, che sale a quota 22 in campionato. Dopo tre sconfitte consecutive, sorpasso all'Inter effettuato: ora i ragazzi di Simone Inzaghi sono da soli al quarto posto, a +1 sui nerazzurri e con un punto in meno dei cugini della Roma

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Parola d'ordine: rialzarsi. Ripartire, dopo tre sconfitte consecutive, era fondamentale per la Lazio. Vincere un dovere dopo il ko dell'Inter a Genova, per riuscire nel sorpasso, agganciando il quarto posto. Missione compiuta, nel segno di Ciro Il Grande. Perché Immobile è così: primo tempo spento, fumoso, con diversi errori sotto porta. Nel secondo tempo, invece, tocca meno palloni ma diventa implacabile, anzi, infallibile. Due gol e Verona battuto, la Lazio torna a sorridere anche senza Felipe Anderson e Nani, lasciati in panchina per tutta la partita da Simone Inzaghi.

Le scelte

Conferme per Inzaghi, sorprese da Pecchia. Le formazioni iniziali di Lazio-Verona vanno lette in questo senso, con l'allenatore della Lazio che a parte Lucas Leiva squalificato, sceglie i suoi titolarissimi della prima parte di stagione. In panchina l'ex Martin Caceres, davanti a Strakosha giocano Wallace, de Vrij (che non rinnoverà, come annunciato da Igli Tare) e Radu. Centrocampo a 5 composto da Marusic, Milinkovic-Savic, Parolo, Lulic (alla 200^ in Serie A) e Lukaku, mentre in attacco la spalla di Immobile è il solito Luis Alberto. Se Simone Inzaghi non regala novità, ci pensa Fabio Pecchia: gioca Boldor dal primo minuto nella difesa a tre scelta dall'allenatore gialloblu, con Caracciolo e Vukovic. Centrocampo a 4, con Romulo (che festeggia le 100 in A) e Fares esterni, Buchel e Valoti interni. Davanti fuori Petkovic: le tre punte sono Verde, Kean e Matos.

Tanta Lazio, poco Verona

Copione della partita che però è chiaro fin da subito: Lazio in avanti, Verona coperto e pronto a ripartire, puntando al contropiede come tattica per provare a far male ai biancocelesti. Che nella prima mezz'ora vanno al tiro per ben 10 volte, centrando lo specchio in 7 situazioni con i vari Immobile, Luis Alberto, Milinkovic-Savic, Marusic e Lulic. Il serbo va vicino al gol in un paio di circostanze, sempre con colpi di testa dopo cross dalle fasce, mentre Pecchia a gara in corso ridisegna i suoi con un 4-4-2, allargando Caracciolo in difesa a destra e facendo arretrare Fares sulla linea dei difensori. Verde, quindi, passa esterno alto a sinistra con Romulo a destra. In tutto ciò la Lazio continua a spingere e attaccare il Verona, anche grazie al fatto che a centrocampo Parolo non ha un marcatore vero e proprio, permettendo al numero 16 di gestire il gioco e cercare le fasce e le due punte, che cercano un po' troppo spesso la giocata spettacolare abbandonando la concretezza. Tante conclusioni ma poca precisione, come l'ultima grossa chance del primo tempo, capitata sul destro di Ciro Immobile: angolo di Luis Alberto, spizzata di Wallace e conclusione al volo del 17 biancoceleste. Palla alta e fine della prima frazione.

La ripresa

Nessun cambio e ritmi blandi a inizio secondo tempo, con la prima conclusione che arriva al 6° minuto: Milinkovic-Savic spara alto di sinistro da fuori area. Sul rinvio dal fondo conseguente, Nicolas perde un po' di tempo, venendo ammonito da Calvarese: è del portiere del Verona il primo giallo del match.

Un uomo solo al comando

Verona che comunque inizia la ripresa con più voglia, ma al 56° ecco il vantaggio della Lazio. Perché le grandi squadre sono in grado di trovare il gol proprio quando gli avversari salgono con il pressing, la grinta e la voglia. Luis Alberto trova Immobile liberissimo in area di rigore: controllo e destro a chiudere sul primo palo che batte Nicolas e fa 1-0. Pecchia non ci sta e toglie Buchel (problemi al ginocchio) per Calvano, ma Ciro Immobile e la Lazio non si fermano. Dopo il vantaggio, l'attaccante biancoceleste sembra come sbloccarsi, dopo un primo tempo un po' fumoso. Infatti, due minuti dopo il cambio nel Verona, ecco il 2-0. Il marcatore è lo stesso, niente assist da Luis Alberto: Immobile allunga la squadra portandosi a sinistra, palla a Milinkovic-Savic che serve Lulic. Destro che viene parato ma non trattenuto da Nicolas, con Immobile che è sempre al posto giusto: colpo di testa e gol, tutto in cinque minuti.

#KingCiro

Lo incorona anche il profilo Twitter della Lazio: un re a Roma, un napoletano al comando dei biancocelesti. La doppietta al Verona lo porta a quota 22 gol in campionato, capocannoniere dalla media gol clamorosa: 22 presenze e altrettanti gol. In sostanza, quando gioca, segna. Dopo 5 giornate (contando le due saltate per infortunio contro Udinese e Milan) Re Ciro torna al gol: dal poker alla Spal non segnava, il ritorno è ancora una marcatura multipla, la settima stagionale. Numeri mostruosi per un mostro del gol, autentico protagonista in una Lazio che torna a sorridere, sognando la Champions League.

L'altro lato della medaglia

Per chi sorride (Immobile) c'è anche chi non gioca: Nani e Felipe Anderson. Entrambi in panchina per tutta la partita, non hanno avuto la possibilità di giocare contro il Verona. Una situazione che può avere mille interpretazioni, per esempio il fatto che la coppia possa partire dall'inizio in Europa League contro la Steaua Bucarest, visto che soprattutto il brasiliano non aveva fatto male nello spezzone dell'andata. Zero minuti in campionato che possono comunque essere un vantaggio in Europa, perché la Champions League è l'obiettivo a lungo termine, ma quello immediato arriva all'Olimpico giovedì: si chiama Steaua.

IL TABELLINO

Lazio (3-5-1-1): Strakosha; Wallace, de Vrij, Radu; Marusic, Milinkovic-Savic, Parolo, Lulic, Lukaku (75' Luiz Felipe); Luis Alberto; Immobile.
Verona (3-4-3): Nicolas; Caracciolo, Vukovic, Boldor; Romulo, Buchel (58' Calvano), Valoti, Fares; Verde (64' Aarons), Kean, Matos (68' Petkovic).

Ammoniti: 52' Nicolas