Milan, Gattuso: "Al derby con 11 avvelenati in campo"

Serie A
Gennaro Gattuso, allenatore del Milan (Getty)
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Così Rino in sala stampa: "Partita da dentro o fuori, non voglio sentir parlare di stanchezza. Niente alibi. Icardi? Uno dei migliori attaccanti al mondo, dovremo stare attenti. Essere paragonato a Conte è un onore"

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Spazio a Milan-Inter, testa al derby. Gattuso ha parlato in conferenza stampa in vista del prossimo impegno decisivo. Con una vittoria, infatti, i rossoneri rientrerebbero in lotta per la zona Champions League andando a meno 4 dai nerazzurri. "Gara da dentro o fuori - dice Rino ai cronisti presenti - voglio 11 avvelenati in campo". Le sue parole. 

"Voglio 11 avvelenati in campo"

"Questo derby sarà una partita da dentro o fuori, voglio 11 avvelenati in campo. Dobbiamo farci trovare pronti. A Kalinic darò ancora tante possibiltà. Si deve riprendere. Quando ha sbagliato quel gol ho pensato "speriamo che passiamo". Altrimenti lo avremmo perso. Ci ho parlato più di una volta, ma non solo io, in questo momento devono essere bravi tutti i suoi compagni. Anche con André Silva, o chi non è protagonista oggi. Ho bisogno di un senso di appartenenza importante, a San Siro non è facile giocare, bisogna aiutarlo Kalinic. Tutti quelli che ora non sono al top. Un fischio in meno fa bene". 

"Non voglio sentir parlare di stanchezza"

"Non dimentichiamoci da dove siamo partiti, è vero che abbiamo indirizzato una stagione, ma dobbiamo diventare squadra, un club che può crescere ancora e fare qualcosa di importante, ma non deve mancare la voglia. Il sacrificio. Il fatto di venire ad allenarsi col sorriso, in questo momento abbiamo queste caratteristiche. Devo continuare ad essere un martello anche quando mi guardano con la faccia storta. E devo continuare così". Prosegue Rino: "Era ancora il periodo che al primo schiaffo sparivamo dal campo. Già contro l'Atalanta ho capito che la squadra avrebbe potuto fare il salto di qualità. Così è stato alla fine. Non voglio sentir parlare di stanchezza, non voglio nessun alibi. Chi è stanco è fuori, oggi farò il giro di tutti i calciatori. Chi giocherà non sarà stressato. Ci sarà una battaglia da giocare domani". A che punto è il recupero di Andrea Conti? "Non ci sarà nel derby ovviamente, settimana prossima farà i test. Già sta facendo qualcosa con noi, col gruppo. Prima che scenderà con la prima squadra preferirei che giocasse un po' con la Primavera. Spero di mandarlo coi ragazzi già dalla prossima settimana". 

"Icardi è uno dei migliori attaccanti al mondo"

"Il Milan è una grande società, nonostante abbia attraversato un momento negativo. In cento anni ha scritto pagine indimenticabili, quando un giocatore arriva qui è in un grande club. C'è organizzazione, gente che lavora 24 ore su 24, potrei dire tante altre cose". Quanto peseranno i 120 minuti giocati con la Lazio in Coppa Italia? "Affrontiamo una squadra che è più avanti di noi, ma non sta attraversando un momento positivo. Ci metteranno in difficoltà e dovremo farci trovare pronti. Il derby è una gara che resta nella storia, ci sono 80mila tifosi allo stadio, si farà il record di incassi. Per un giocatore è fondamentale, non deve mancare l'entusiasmo, mettiamo da parte la stanchezza. Attenzione a Icardi, è un cecchino, è uno dei migliori attaccanti al mondo, bisogna stare molto attenti ma non solo a lui, ci sono anche Candreva e Perisic. Giocatori di qualità".

"Un onore il paragone con Conte"

Sulle parole di Bonucci e il paragone con Antonio Conte: "Quando vincerò quello che ha vinto lui, o quando avrò 200 panchine in Serie A, si potranno fare paragoni. Potrò somigliare a lui da un punto di vista caratteriale, ma è un grande onore comunque. In questo momento devo essere credibile, sia io che il mio staff, su ciò che andiamo a proporre. Ho vissuto anni in quello spogliatoio, ho visto passare tantissimi campioni. Quella società era una macchina perfetta, la differenza l'hanno sempre fatta gli uomini. Tante volte bisogna rispettare le regole, voglio vedere senso di appartenenza. Per tanti anni il segreto è stato questo, c'era tanta voglia, ogni giorno avevamo la sensazione di stare a casa. Voglio che ritorni. Con la voglia di dirsi le cose in faccia, cerco questo". Lucas Biglia è cresciuto molto: "Non solo lui, anche Kessiè e Montolivo. Pure Bonaventura. In questo momento giochiamo da squadra. I nostri attaccanti fanno anche i centrocampisti. E' vero che la linea di difesa fa stare la squadra in 25-30 metri. Sono compatti".

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